Intervista con Matteo Alieno: “Rallentare è una riflessione su ciò che stiamo vivendo”

"Mi sono ritrovato a riflettere su quest’improvvisa frenata, e ho scoperto una magia che non conoscevo: avere tempo di pensare alle cose"

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Rallentare è una canzone che Matteo Alieno ha scritto in una delle giornate di isolamento in casa.

21enne, romano, Matteo Alieno si è trovato a riflettere sul particolare momento storico che stiamo vivendo e sulla necessità di “rallentare” e prendere una pausa dalla frenesia del mondo.

Il Coronavirus ci costringe ad una frenata improvvisa. Matteo Alieno, costretto a casa, come tutti, si è trovato a riscoprire una vera magia: il tempo.

In questo periodo particolarmente difficile in cui siamo per la maggior parte chiusi in casa, io che con i miei 21 anni sono sempre stato abituato ad una vita frenetica, con le macchine e le persone che si spostano alla velocità della luce, mi sono ritrovato a riflettere su quest’improvvisa frenata, e ho scoperto una magia che non conoscevo: avere tempo di pensare alle cose. In una giornata piena di ore libere, ho scritto e registrato un brano, Rallentare, nello studiolo di casa e con la mia etichetta abbiamo deciso di pubblicarlo sul canale YouTube di Honiro Ent. Ringrazio di cuore il mio amico artista Daniele Micheletti per aver realizzato in tempo record, un bellissimo dipinto che è diventato la “cover” del brano. Tutto realizzato il 10 Marzo 2020  in 24 ore“.

Intervista con Matteo Alieno:

Hai appena rilasciato un nuovo brano, Rallentare. Come è nato?

Rallentare è una canzone nata in una giornata di isolamento in casa e registrata in casa. Non è un singolo vero e proprio, è un pezzo nato in modo imprevisto in poco tempo.

A cosa ti sei ispirato?

Rallentare è una riflessione sulla differenza che c’è riguardo alla scansione del tempo rispetto a prima. La velocità non l’ho mai amata, come dico anche nel brano, nel senso che la vita frenetica mi è sempre stata un po’ stretta e ho sempre pensato che a livello sociale in tutto il mondo ultimamente questa velocità ci stava portando alla rovina. Ora mi piacerebbe parlarne al passato perché questo periodo che stiamo vivendo sicuramente ci cambierà.

Tutta questa velocità, questo consumo eccessivo ci stava portando verso il baratro. Non so se questa situazione potrà avere un risvolto positivo in questo senso ma lo spero ma me lo auguro. Ho scritto Rallentare per questo, volevo che fosse un invito a rallentare, un invito a me stesso, a non vivere a quella velocità. Un invito a fermarci e a capire che i momenti vanno assaporati per quello che sono, lentamente.

Il testo è una sorta di analisi di tanti piccoli dettagli che ci sfuggono, come un invito a rivalutare ogni piccola cosa che davamo per scontata

Sì, è una riflessione nata dallo stare a casa, dall’avere più tempo libero e soprattutto dalla mancanza di momenti che io prima davo per scontati. Nella prima strofa parlo della pioggia, della foresta.

Come sta vivendo un giovanissimo come te questo periodo di isolamento?

Sono a casa, come tutti. Dobbiamo rispettare le norme, dobbiamo fare solo questo e provare a vedere un lato positivo, altrimenti non se ne esce. Il lato positivo per me è appunto questa riflessione sul tempo e sui piccoli cambiamenti che sto già vedendo.

Rivolgo lo sguardo all’industria dell’intrattenimento, alla quale appartengo, e vedo artisti e personaggi aderire ad iniziative tali da creare una comunità. Credo che sia bellissimo; è una cosa che non avevo mai vissuto e spero rimanga questo spirito anche dopo questo momento. Mi piacerebbe vedere questo periodo come un punto: prima di questo c’è stata una cosa, dopo si può andare solo avanti. Sicuramente cambierà qualcosa e spero cambi in meglio perché se guardiamo la storia, dopo tutte le grandi tragedie, dopo i momenti difficili, ci sono sempre stati momenti rosei.

Facciamo un passo indietro, fino a Fantasia, il brano che hai rilasciato a gennaio. Chiudi il pezzo con: “Voglio andarmene via con la fantasia”. Anche qui c’è un desiderio di evasione. Ti senti un po’ un “Alieno” che ha bisogno di una via di fuga?

Emergeva anche in quei versi ciò che emerge in Rallentare. Già in Fantasia si vedeva la mia necessità di andarmene via da una società frenetica, magari a volte cinica agli occhi di un ragazzo. “Voglio andarmene via ma con la fantasia” sottolinea che questa evasione non deve essere per forza fisica, non bisogna per forza partire ed andare altrove. Non è una fuga.

Anche in Rallentare provo ad andare via con la fantasia: dico che i fazzoletti mi sembrano nuvole, la doccia mi sembra pioggia, nella mia testa c’è la foresta. Devo stare a casa ma uso l’immaginazione per scappare. La differenza sta nel fatto che in Fantasia lo sguardo era rivolto alla società, mentre adesso è un po’ più rivolto alla situazione attuale quindi allo stare in casa.

Personalmente, ti ho conosciuto grazie al feat. con Leo Gassmann in Magia. Come è nata la collaborazione con lui?

Ci conoscevamo da poco tempo, da un mese forse. Un giorno mi chiama e mi dice che apprezza la mia musica. Poi mi canta la prima strofa di Magia e il ritornello e gli dico: “Questo pezzo è bellissimo”.

Ho scritto una strofa, basandomi su ciò che aveva scritto lui e sull’argomento del pezzo perché mi piacevano molto. In Magia c’è una visione dell’amore particolare. Il cucchiaino che zucchera l’oceano è un’immagine molto pura e semplice… c’è qualcosa di magico in quello, era obbligatorio poi intitolarla Magia.

Rallentare – testo

Cerco il cielo negli angoli di casa
E i fazzoletti li scambio per nuvole
Proprio adesso ho scoperto che sotto il mio letto si nasconde l’universo
E se penso bene quando sono in doccia quest’acqua mi sembra pioggia
Mi tocca immaginare
Che i vestiti nell’armadio sono liane
E nella mia testa tutta la foresta e il mondo vuoto fuori la finestra
Sarà la vita è strana
Mi serve raccontarla
Mi serve disegnarlaSarà che la vita è una
E questa velocità Non mi è mai piaciuta
Ho visto il marciapiede per la prima volta
Il traffico in silenzio per la prima volta
Questo tempo dilatato per la prima volta
Nessuno va di fretta per la prima volta
Da quando sono piccolo mi dicono
Che fare niente a casa è ridicolo è ridicolo
Questo tempo maledetto va inseguito
Più scappa più ti piace é una guerra senza pace
Le macchine che inquinano, le industrie che sorridono
Le strisce pedonali che camminano
Ma ora è tutto fermo, tutto fermo, devo imparare anche io a stare fermò
Sarà
Questa vita è strana
Mi serve immaginarla
Mi serve disegnarla
Ma sarà che la vita è una
E Questa velocità 
Non mi è mai piaciuta
Sarà che la vita è bella
Mi serve raccontarla
Mi serve colorarla 
Sarà che questa vita è una
E questa velocità 
Non mi è mai piaciuta

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