Scacco matto a Huawei, sorpasso Xiaomi sul podio dei produttori

Risultati forse inaspettati ma giustificati sia dal ban USA che dall'emergenza Covid-19

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Forse era inevitabile ma Huawei avrebbe preferito di certo non subire il sorpasso di Xiaomi nella classifica dei produttori di smartphone mondiale. Un vero e proprio scacco matto per il produttore cinese che aveva chiuso il 2019 in bellezza, pensando a sua volta di superare Apple e di indispettire pure Samsung, regina indiscussa della speciale classifica da molto tempo.

Sarà di certo la l’effetto del ban USa nei confronti di Huawei valido dallo scorso maggio, ma il podio dei produttori di smartphone mondiale ha un nuovo protagonista, ossia Xiaomi. Queste le prime 4 posizioni ora confermate, secondo gli ultimi dati analizzati di febbraio:

  • primo posto per Samsung con 18,2 milioni di vendite;
  • secondo posto per Apple con 10,2 milioni di vendite;
  • terzo posto per Xiaomi con 6,0 milioni di vendite;
  • quarto posto per Huawei con 5,5 milioni di vendite.

Il sorpasso di Xiaomi su Huawei è tanto più significativo se pensiamo che a gennaio 2020 il primo produttore aveva ancora 2 milioni di vendite in più rispetto al diretto concorrente. Lee spedizioni di nuovi smartphone sono invece poi crollate a febbraio, dando vita alla nuova classifica.

Il buon risultato di Xiaomi, secondo gli ultimi dati riportati, è frutto soprattutto della mancanza dei servizi Google a bordo degli smartphone Huawei. Le conseguenze del ban USA sono state devastanti per il brand cinese che ha rimediato alla perdita con i suoi Huawei Mobile Services ma questi ultimi, evidentemente, non sono stati considerati ancora una valida alternativa per tanti clienti.

In ultima battuta va specificato che il sorpasso di Xiaomi su Huawei è si reale ma per entrambi i produttori si registrano quelli che potremmo definire i primi effetti da coronavirus. In effetti, gli ultimi dati di vendite di 6 e 5.5 milioni evidenziati in classifica a febbraio si scontrano con i 12.2 milioni di Huawei e i 10 di Xiaomi riportati solo a gennaio. La propensione all’acquisto è scesa vertiginosamente già un mese fa e il trend non potrà che essere negativo anche per marzo vista l’attuale emergenza.

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