Chiusura scuole prolungata a tempo indeterminato? 3 date di rientro possibili

Tutte le ipotesi al vaglio per le scuole in questo momento, riapertura con il nuovo anno scolastico?

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La chiusura scuole sarà prolungata a tempo indeterminato? Nelle scorse ore, sulla questione che riguarda milioni di studenti in Italia, si è detto molto. Chiaro è ormai come la riapertura del 3 aprile è praticamente impossibile ma quali sono gli scenari possibili, giunti a questo punto dell’emergenza da coronavirus?

Aecondo quanto riportato nelle ultime ore da Repubblica, una fonte non meglio precisata del Ministero dell’Istruzione avrebbe indicato 3 scenari possibili per il rientro in classe. Il primo in assoluto, a dire la verità anche il meno probabile, prevedrebbe la ripartenza delle attività didattiche mercoledì 16 aprile, ossia dopo le festività pasquali. Difficilmente però vedremo attuarsi proprio questo tipo di situazione, visto il picco di contagi non ancora raggiunto in Italia e con dati allarmanti pure sui deceduti da Covid-19.

Seconda opzione possibile per la fine della chiusura scuole: la data di rientro potrebbe essere quella del 15 maggio per tutti gli studenti italiani di ogni istituto di ordine e grado. In quest’ultimo caso, si avrebbe pure il tempo di effettuare delle verifiche, pure delle interrogazioni e rendere possibile dunque le valutazioni finali dei docenti dopo il lungo periodo di didattica a distanza.

Terza opzione, la più catastrofica in assoluto: la chiusura scuole si protrarrebbe davvero a tempo indeterminato e di fatto, la presenza in classe degli allunni riprenderebbe solo a settembre. Nel caso specifico, il ministro Lucia Azzolina starebbe lavorando per fare in modo che, nonostante il numero di giorni di didattica inferiore a quello necessario, l’anno scolastico sia ritenuto valido allo stesso modo.

Il nodo più grave e serio riguarda i ragazzi impegnati negli esami di maturità e pure in quelli di terza media. La chiusura scuole prolungata impatterà soprattutto su di loro ma potrebbero essere prevista una modalità di attuazione dell’esame di stato “speciale” e comunque semplificata per venire incontro alle necessità di studenti e docenti. Le prossime settimane saranno decisive per ogni chiarimento in merito.

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