In caso di problemi con le chiamate Iliad ribadita la procedura ufficiale

Vecchia guida ma sempre valida per affrontare le emergenze dei clienti

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Nella giornata di ieri 17 marzo, soprattutto nella mattinata, si sono registrati grossi problemi con le chiamate Iliad. Come prontamente riportato sulle nostre pagine, in molti e pure per più di un paio di ore, hanno avuto serie difficoltà nelle comuni chiamate a qualsiasi contatto della propria rubrica e non solo. Si sono ripresentate, in pratica, delle anomalie molto simili a quelle riscontrate soprattutto all’inizio dell’avventura del nuovo operatore in Italia. Gli errori, per fortuna, sono rientrati ma c’è stata pure l’occasione per ribadire una soluzione ufficiale per superare il down temporaneo.

Esattamente come raccontato già qualche mese fa, in caso di problemi con le chiamate Iliad, la procedura da seguire resta una sola. Questa prevede, almeno temporaneamente, di non usufruire né della copertura di rete 4G e pure di quella 3G. Solo in questo modo è possibile riabilitare le chiamate, in situazioni critiche come quelle di ieri mattina.

Proprio nel corso del down di ieri, contattando il numero di assistenza dell’operatore che risponde al 177, ancora una volta è stata fornita la procedura che viene ora dettagliata in questo articolo. Nel caso in cui non si riesca a portare a termine le chiamate con Iliad, ecco come sarà necessario operare tra le impostazioni del proprio smartphone:

  • selezionare la connessione in 2G dal menù Impostazioni;
  • successivamente ricercare manualmente la rete, tra quelle visualizzate a display bisognerà optare per quella Iliad.
  • attivare la modalità aereo e disattivarla dopo che saranno trascorsi due minuti.

Dopo aver seguito ognuno dei passaggi su menzionati, i problemi con le chiamate Iliad dovrebbero scomparire magicamente. Come nel caso del down acclarato di ieri, la situazione è rientrata poi per l’intervento dei tecnici dell’operatore ma, in condizioni di emergenza, la guida qui riportata resta valida. Lo era tempo fa, nelle fasi successive al lancio del vettore e lo è ancora adesso, dopo quasi due anni di attività del vettore in Italia.

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