Impatto Coronavirus su Amazon: priorità ai beni di prima necessità, cosa cambia

Amazon costretta ad alcune modifiche per il Coronavirus: priorità ai beni di prima necessità fino al 5 aprile

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L’emergenza da Coronavirus sta costringendo gli italiani a chiudersi in casa per abbattere il numero di contagi (solo così ci si può veramente proteggere, a discapito di tante mezze verità che non portano a nulla di buono). C’è chi scende equipaggiato, almeno una volta a settimana, per fare la spesa, e chi, invece, ha incrementato i propri acquisti online, magari tramite Amazon. Il colosso dell’e-commerce, come riportato da ‘repubblica.it‘, ha da poco modificato il regolamento per le forniture (mercato USA ed Europeo), con una proceduta divenuta effettiva a partire dalla giornata del 17 marzo, che resterà in vigore fino al 5 aprile (salvo proroghe). Lo scopo è quello di garantire un’assoluta priorità agli articoli di prima necessità, con ripercussioni sia sui rivenditori terzi che operano vendite tramite Amazon, sia ai rispettivi fornitori. Prodotti come quelli per la cura e l’igiene della casa ed i dispositivi medici risultano esauriti: per questa ragione, Amazon ha scelto di dare a tali articoli la priorità assoluta, così da poterli far recapitare ai suoi clienti il più velocemente possibile.

Quali sono, per Amazon, le categorie di cui fanno parte i beni di prima necessità

Le categorie di prodotti contrassegnati da Amazon con l’etichetta di ‘prima necessità’ sono quelli destinati alla prima infanzia, per la salute, la casa, la cura e la bellezza della persona, beni alimentari e relativi ai settori del commercio, dell’industria e della scienza e quelli per gli animali di compagnia. In ogni caso, sappiate che Amazon continuerà a vendere anche altri prodotti (gli articoli che non rientrano nelle categorie che abbiamo appena citato), come nel caso dei dispositivi elettronici: l’unica differenza è che potrebbero registrarsi dei ritardi negli approvvigionamenti che rimanderebbero di qualche tempo le spedizioni. In ogni caso, in riferimento ai venditori terzi, l’e-commerce fa sapere i prodotti le cui spedizioni sono state create prima del 17 marzo, ovvero della data di entrata in vigore di questo nuovo provvedimento, saranno ricevuti regolarmente. Se la merce è già in viaggio, oppure si trova presso il centro logistico della società, sarà possibile continuare a venderla.

Gli altri prodotti continueranno ad essere venduti e spediti, ma con potenziali ritardi nella consegna

Lo stesso identico discorso vale per i prodotti venduti e spediti da Amazon. Tuttavia, le scorte residue di articoli non di prima necessità potranno continuare ad essere comprati e spediti, ma con tempi di consegna che potrebbero dilungarsi (anche per gli abbonati Prime). Il risvolto della medaglia varrà comunque l’attesa di quelli che decideranno di acquistare comunque beni non di prima necessità, o di desistere se credono: la merce ritenuta essenziale, quella delle categorie di cui sopra, sarà più facilmente reperibile e recapitata a domicilio in tempi molto più brevi. Con i tempi che corrono e le direttive governative vigenti (restare a casa è di fondamentale importanza per avere la meglio sul Coronavirus, lo precisiamo ancora una volta), non poteva esserci cosa più gradita di questa. Speriamo di aver chiarito ogni vostro dubbio, restando a disposizione per qualsiasi domanda vogliate farci attraverso il box qui sotto.

Commenti (1):
Walter

Penso che anche il cibo per il mio cane sia prodotto di prima necessità, invece con Amazon prime arrivo previsto tra una settimana, quando prima max due giorni era consegnato… Capisco l’emergenza ma è un prodotto di prima necessità sia per me che per il mio cane

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