Lato B di Cento è la celebrazione dell’it pop d’autore declinato in 9 autoritratti (recensione)

Il cantautore messinese si racconta roteando intorno a figure chiave, e ogni titolo diventa un simbolo

79
CONDIVISIONI

Lato B di Cento è quel disco che arriva quando tutto sembra stato già detto, cantato e suonato, ma che al di là della superficie si dimostra essere un interessante diario del quotidiano di un artista che si mette a nudo. Viviamo un periodo storico molto difficile, per questo l’artista suonerà domenica 15 marzo alle 17 per il progetto #iosuonodacasa di cui Optimagazine è media partner insieme a All Music Italia, Onstage, Newsic, Frequenza italianaPaola Gallo (Onde Funky) e Musica dal Palco.

La diretta partirà dal profilo Instagram @cento_storie e intratterrà il pubblico per sentire meno la frustrazione di non poter assistere a un concerto a causa dell’emergenza Coronavirus.

Lato B di Cento è uscito il 14 febbraio, giorno degli innamorati per alcuni e un giorno qualunque per altri, e la scelta del lancio non è stata un caso. Lo dice lo stesso Giuliano Cento quando parla del singolo Stavo Pensando Che: “Nelle canzoni l’amore in un modo o nell’altro c’è sempre. Perché la vita è quello”. Ecco.

In 9 tracce Cento centellina il suo vissuto in tanti piccole aiuole sonore che si interfacciano con lo stile del nuovo cantautorato it pop che strizza l’occhio all’indie, e troviamo inevitabili riferimenti a Coez ma anche tutto il repertorio che i grandi cantautori del passato hanno lasciato in eredità per costruire una lezione determinante rivolta a chi vuole raccontare la propria emozione senza essere banale.

Un gioco di suoni e parole, quello di Lato B di Cento, che si manifesta già dal titolo dell’album: da una parte il side-B della musicassetta e dall’altra il lato posteriore della donna. Quando parla del suo disco il cantautore messinese dice:

Le canzoni sono tutte nate da situazioni e momenti che vedo, che noto attorno a me. L’ispirazione arriva da qualcosa di concreto. Ogni canzone è un piccolo racconto, messe insieme formano un quadro più complessivo di quello che è la vita quotidiana.

“Innamorato, sì, ma del tuo lato B”, canta Cento in Patatine, la traccia che apre il disco con quel sound che attinge dal beat nell’intenzione e si proietta sul contemporaneo nell’ispirazione: troviamo le percussioni decise, il basso incisivo e quel matrimonio tra chitarre e tastiere che fa molto anni ’80 e disfa molto come accade nel VentiVenti, una cifra doppia che ci restituisce un panorama pieno di artisti dell’intimismo metropolitano.

Se Coca & Rum è la bevanda galeotta tra l’apparente serenità e la disarmante rassegnazione, è anche uno degli esempi più vintage e acidi del disco. Potremmo dire altrettanto di Stavo Pensando Che, se non fosse per quel giro di basso intersecato tra i sedicesimi del charleston che è molto fedele al pop italiano dei nostri tempi.

Nel video ufficiale, Cento dà un passaggio alle persone a bordo della sua panda, forse un tributo al videoclip di Quelli Che Benpensano di Frankie Hi-NRG MC o forse un suo modo di raccontare gli imprevisti della quotidianità.

Freschezza e genuinità fanno parte anche di Marlboro, una riflessione sulla pareidolia che ognuno vive quando finisce una relazione: volti che si manifestano al fumo di una sigaretta e passeggiate notture lungo i bar che non dormono come gli insonni che soffrono di solitudine. Una tristezza, quella raccontata da Cento, che però non viene appesantita con le dinamiche di una ballata: Marlboro è un brano movimentato e appassionante, con un audace dialogo tra basso e batteria.

L’Interludio ricorda un po’ l’intro di Money For Nothing dei Dire Straits e poi cede il posto a Champions League, introdotta dall’eleganza del piano rhodes. “Ti capita mai di voler essere qualcun altro? Io per esempio vorrei essere un funambolo in equilibrio su una corda, o in un angolo come un pugile con gli occhi neri”, canta Cento su una musica intensa e su un testo che racconta la stretta della pressione, lo stato di insoddisfazione di chi si trova al posto sbagliato. Un nervosismo latente, quello di Champions League, sottolineato dallo shuffle della batteria che interviene dopo la metà del brano.

Mia Nonna è un blues in cui il vero protagonista è quel riff di chitarra. Non importa se si tratta di una Les Paul o di una Stratocaster: le note in clean e l’hammond attendono l’ingresso del sintetizzatore ed è subito anni ’70. “Ho mischiato le carte ma nel mazzo non ci sei”, canta Cento mentre ricompone i suoi giorni tra calzini e mutande. Come accade in Marlboro il focus è sulla solitudine insinuatasi dopo l’uscita di scena di una lei che ha preso un’altra strada.

Jamaal è un brano atmosferico: il pianoforte e le chitarre si pronunciano facendo l’occhiolino allo space-rock e di nuovo la Signora Solitudine prende il sopravvento: “Jamaal che ti vende le rose ha capito tutto”, canta Cento mentre guarda il mondo dalla sua finestra.

Falena chiude il disco con un theremin, e il tremolo dei suoni è il palpito finale prima di scrivere l’ultimo stralcio intimista del disco. Un tocco di speranza, forse, ma anche la consapevolezza di un futuro incerto: “Svegliatemi quando il mondo ha smesso di girare”, canta Giuliano mentre si guarda allo specchio, incapace di dormire e di respirare l’odore di lei.

9 autoritratti, sì, perché ogni titolo di Lato B di Cento è un simbolo dal quale esplode l’episodio narrato. Il nutrimento spirituale del comfort food (Le Patatine e Coca & Rum) è solamente il punto di partenza per riflettere su una situazione che in quell’oggetto trova la chiave narrativa, ancorata alle parole che ereditiamo dagli affetti più cari (Mia Nonna) mentre tra ricordo e desiderio frapponiamo una trasgressione (Marlboro) e un tentativo di svago (Champions League) che falliscono miseramente quando diventiamo spie del nostro dolore (Jamaal) o piccoli esseri che roteano intorno alla luce (Falena).

Nel mezzo troviamo la confusione che tormenta i pensieri nell’Interludio, che non è una semplice traccia-cuscinetto come spesso capita negli album intimisti. Interludio è la porta che si apre, cigolando, verso la parte più interna dell’artista che da quel momento si mette sempre più a nudo.

Tutto viene anticipato da Stavo Pensando Che, un episodio che si colloca nel mezzo tra il sorriso amaro e il reale stato emotivo del cantautore che ci offre una scorciatoia per visitare, a ingresso contingentato, il suo mondo.

Tutto questo è Lato B di Cento: una strada che diventa un imbuto sonoro ed emozionale verso il lato più umano di un artista.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.