Marianna Bonavolontà: la ragazza col genio in valigia

Style coach, cool hunter e scrittrice: una storia con colpi di scena

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Marianna Bonavolontà

Classe e charme in primo piano ma anche determinazione e capacità manageriali sono i tratti significativi di Marianna Bonavolontà, 40 anni, fondatrice e Ceo della start up “Chic Advisor”, nonché style coach, cool hunter e scrittrice al suo primo libro “La Ragazza col Genio in Valigia”, prossimamente disponibile nelle librerie ed online. Donna creativa e da sempre appassionata di moda, non a caso è soprannominata “Chic Bohemien”.

Una storia con tanti colpi di scena, quella di Marianna Bonavolontà. Nel 2005, balza agli onori della cronaca per il secondo posto ai mondiali di kung fu a Budapest ma soprattutto per aver reso più “fashion” le divise della nazionale italiana. Dopo gli studi di psicologia, entra nell’accademia di Carla Gozzi e inizia a trasformare la sua passione per la moda in una vera professione.  

Così nasce e prende forma il progetto imprenditoriale di “Chic Advisor” che consiste in una guida online, sulla falsariga di TripAdvisor che però non consiglia ristoranti o bar bensì orienta i suoi utenti verso la ricerca di capi di moda eleganti alternativi ed “etici”. Insomma una utile guida che soddisfa i clienti più esigenti e curiosi, orientandoli nel fashion dei negozi più esclusivi e di nicchia. Unica nel suo genere, è rivolta a tutti coloro che desiderano acquistare qualcosa di originale, fortemente identitario al contempo chic, elegante. La guida contiene una selezione di negozi di nicchia, laboratori di artisti e botteghe di artigiani dislocati in tutto il mondo. 

“In un’epoca in cui tutto sembra fatto in serie, molto omologante, abbiamo bisogno di un ritorno alla ricercatezza e all’originalità – racconta Marianna Bonavolontà – tra creativi e botteghe di artigiani. Serve cioè un salto temporale che ci riporti all’arte e alle sue origini. Puntiamo, attraverso la guida, A far conoscere l’essenza vera di questi posti, che definiamo “Chic Point” per le loro originali proposte di qualità, e per la loro intrinseca attenzione alla sostenibilità”. E poi confessa il suo obiettivo che è anche la sua battaglia: “Vorrei dar vita a una rivoluzione verde.  Con gli “Chic Point si possono selezionare marchi eco-friendly: capi e accessori, ottenuti con processi e materiali riciclati, funzionali e sostenibili. L’etica green non può più prescindere dai materiali, dallo stile e dall’estetica. Insomma “Chic Advisor” – conclude Marianna – coniuga la moda con il rispetto per il pianeta”. 

Ovviamente gli “Chic Point” vengono selezionati direttamente da Marianna, instancabile viaggiatrice, passione ereditata dai genitori, e poi dai fashion addicted di tutto il mondo che fanno parte del suo team. Ma è possibile anche autocandidarsi o segnalare un negozio/bottega scrivendo una e-mail o compilando il format che si trova nell’area “contatti” del sito. Insomma innovazione e glamour si combinano armonicamente.

Da un percorso umano e professionale, così ricco di esperienze e di occasioni, Marianna riesce a sfruttare ogni cosa, il suo è il viaggio di una donna irrequieta, sempre alla ricerca di qualcosa, in qualsiasi luogo o dimensione. Ma c’è un punto fermo: la sua estate irrinunciabile da trascorrere a Palermo con la nonna shamana (nonna Salice).

Ma il suo è anche un viaggio segnato da un periodo buio, una malattia che le ha oscurato per un certo periodo la vita. Infatti, da giovane non ancora trentenne, scopre di essere affetta da sclerosi sistemica. “E’ un incontro, quello con la donna scarlatta – racconta Marianna – a farmi cambiare idea, a riaccendere in me il desiderio di uscirne fuori”. Una signora dai capelli rossi con cui entra subito in empatia, durante un convegno di medicina in compagnia della madre, che le fa conoscere il mondo del simbolismo e della meditazione. E ci riesce: uno dei pochissimi casi al mondo. “Non avevo ancora capito che il mio posto non era un singolo posto ma era il mondo intero e la mia creatività – continua Marianna – così come la fisicità e la sensibilità non dovevano farmi sentire fuori luogo, ma potevano essere un valore aggiunto. Vogliamo essere tutti uguali, forse per paura di non essere accettati, forse per non sentirci soli, ma la verità è che nasciamo tutti splendidamente diversi. Quella diversità che fa paura è invece un punto di forza”.

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