The Last of Us Part 2 e il multigiocatore, Naughty Dog al lavoro

Tiene banco la situazione legata al comparto multiplayer del gioco, ancora sostanzialmente avvolto nel mistero

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Quando si parla di The Last of Us Part 2 irrimediabilmente il pensiero vola sempre alla sua modalità di gioco singleplayer. Come il predecessore, anche questo secondo capitolo focalizzerà le proprie attenzioni in particolar modo sulla narrativa. L’ambizione è quella di creare ancora una volta una piccola magia videoludica, tenendo incollati i giocatori allo schermo dall’inizio ai titoli di coda. E per farlo la parte del leone spetta, per forza di cose, proprio alla sceneggiatura.

Non ci sono dubbi sulle capacità e sulle potenzialità di Naughty Dog, il cui lavoro non è minimamente in discussione. Parliamo d’altronde di uno studio capace di trasformare in oro ciò che tocca (ricordate la serie Uncharted, vero?, ndr). E non vuole lasciare ancora una volta nulla al caso il team di sviluppo. Se da un lato lo sguardo è fisso sulla campagna, dall’altro irrimediabilmente è impossibile accantonare il comparto multigiocatore. Come il primo episodio della serie, anche in The Last of Us Part 2 gli utenti avranno modo di confrontarsi in ambienti di gioco online. Anche se non è ancora del tutto chiaro di come funzionerà la cosa.

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The Last of Us Part 2 multiplayer, cosa bolle in pentola?

Il capostipite inaugurò la tradizione del comparto multigiocatore con la modalità Fazioni. Un’implementazione semplicistica, e che cercava di soddisfare le esigenze ludiche di una fetta precisa dell’utenza, quella votata all’online. Per quanto sia noto che di fatto la serie si distingue per gli elementi portati su schermo nella sua componente singleplayer.

La scelta di Naughty Dog di concentrarsi sulla storia di The Last of Us Part 2 ha suscitato un po’ di malcontento tra le fila dei fan. Numerosi sono quelli che hanno continuato a giocare alla modalità Fazioni anche parecchio tempo dopo l’uscita del gioco. Il team di sviluppo, dal canto suo, ha dovuto scegliere su quale fronte impiegare totalmente le proprie forze. E ovviamente a spuntarla alla fine è stata la componente per giocatore singolo.

Una decisione che però non è stata univoca e irrevocabile, dal momento che il gioco avrà una deriva multigiocatore, sebbene bisognerà pazientare un pochino prima di poterci mettere le mani su. Quest’ultima arriverà come esperienza standalone non collegata al gioco principale, curata però dallo stesso team che ha dato i natali a Fazioni.

Due giochi divisi e indipendenti

È chiaro che la divisione sostanziale tra i due diversi progetti non potrà che fare bene al multiplayer di The Last of Us Part 2. Non essendo una costola del gioco principale e avendo quindi una sua autonomia, il tutto potrà assumere connotati parecchio interessanti. Gli sviluppatori, dal canto loro, non hanno nascosto di avere idee interessanti da mettere a frutto. E quindi non solo ci si può aspettare un’evoluzione della modalità Fazioni. L’accrescimento dei mezzi hardware a disposizione degli addetti ai lavori d’altronde è stata esponenziale. E permetterà di dare spazio a dinamiche ludiche su larga scala precedentemente solo ipotizzabili. D’altronde in un momento storico in cui i Battle Royale da cento e più giocatori la fanno da padrone, non è difficile pensare a un multigiocatore che accolga tra le sue fila decine e decine di utenti.

Chiaro è che comunque la qualità della produzione pone determinati paletti. Le mappe potrebbero non essere sconfinate quanto quella di un Fortnite, visto che la quantità di elementi sullo scenario richiede una cura certosina in ogni singolo aspetto.

Non è per il momento possibile ipotizzare quale sarà la deriva che prenderà il multigiocatore di The Last of Us Part 2. D’altronde, per quanto il gioco sarà disponibile a partire dal prossimo 29 maggio in esclusiva su PS4, non è ancora disponibile una data di riferimento per la componente online. Possibile che il tutto si concretizzi una volta concluso il periodo estivo.

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