Con proiettore e votato alla salute il Samsung Galaxy Note 20: device del futuro?

Dotato di un proiettore ed efficiente rivelatore di problemi di salute il Samsung Galaxy Note 20

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Potrebbe apportare innovazioni a più livelli il prossimo Samsung Galaxy Note 20, che verrà probabilmente presentato il prossimo agosto per poi essere immesso sul mercato a settembre, o magari prima. Il phablet di prossima generazione è chiamato a grandi cambiamenti, non solo per quanto riguarda le eventuali dimensioni più generose e le potenziali ottimizzazioni relative all’SPen: il dispositivo dovrebbe integrare un display waterfall, alcune funzionalità avanzate per il benessere dei suoi utilizzatori (in pieno stile Apple Watch ed Amazfit Verge 2) e perfino un proiettore (non sarebbe una novità, questa, in casa Samsung, come i più attenti di voi ricorderanno).

Elettrocardiogramma, elettromiografia ed elettroencefalografia: la salute in primo piano

Parla chiaro a riguardo il filmato di TT Technologies, che vede il Samsung Galaxy Note 20 imperniato sulla salute e sul benessere: basato su un brevetto beccato su Patently Mobile (che il colosso di Seul avrebbe depositato presso l’USPTO nel 2018, sebbene l’approvazione sia arrivata solo da pochi giorni, e di cui vi avevamo già parlato in relazione alle particolarità dello schermo che il telefono potrebbe adottare in questo articolo), il device si dice integrerà alcuni sensori ECG (quelli utili alla realizzazione dell’elettrocardiogramma), EMG (per l’elettromiografia) e EEG (per l’elettroencefalografia), allo scopo di rilevare eventuali anomalie della frequenza cardiaca. Il display del Samsung Galaxy Note 20, come vi dicevamo in apertura, dovrebbe essere di tipo waterfall, contraddistinto da bordi particolarmente curvi, quasi avvolgenti. I tasti laterali, così come sono stati descritti all’interno del brevetto, rimarrebbero fisici, incorporati nel vetro.

Con proiettore integrato il Samsung Galaxy Note 20: immagini olografiche riprodotte nell’aria

Un’altra novità sostanziosa, di cui pure vi abbiamo fatto accenno in apertura di articolo, consisterebbe nell’inclusione di un proiettore, anch’esso menzionato nel brevetto. Si parlerebbe, più precisamente, di un dispositivo olografico, in grado di proiettare un’immagine stereoscopica (che potrebbe anche riprodurre una tastiera virtuale a ridosso di un piano). Il brevetto depositato dal colosso di Seul presso l’UPSTO è senz’altro significativo, ma resta pur sempre un brevetto (come tanti nel passato il produttore asiatico ha depositato, senza però trovare sbocchi effettivi in questo o quel dispositivo). Se il Samsung Galaxy Note 20 presentasse i sensori per il benessere di cui vi abbiamo parlato, così come un dispositivo olografico per la proiezione nell’aria di immagini e perfino di una tastiera virtuale su una superficie piana, saremmo i primi a gioirne, ma dobbiamo invitarvi a restare con i piedi per terra, perché in fondo nulla è ancora detto. Non confermiamo, né smentiamo le indiscrezioni: semplicemente cercheremo di viverle con un certo distacco, come suggeriamo di fare anche voi per evitare di restare delusi dall’eventualità che tutto resti solo sulla carta.

Le novità potrebbero farsi pagare care

Bisognerebbe poi prendere in considerazione un altro aspetto da non poter assolutamente tralasciare, ovvero il prezzo di vendita: se il Samsung Galaxy Note 20 si presentasse così innovativo, il costo che gli sarà applicato lieviterebbe senza ombra di dubbio (le tecnologie associate peserebbero sicuramente sulle spese di produzione, e quindi sull’importo finale). Lo ripetiamo ancora: per adesso non è il caso di esaltarsi, né tanto meno di allarmarsi per il presunto prezzo maggiorato.

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