Visible su Apple TV+ scava tra gli orrori della televisione per celebrare le grandi personalità LGBTQ (recensione)

La docuserie traccia la rotta che le personalità LGBTQ più in vista del paese hanno dovuto percorrere per godere della relativa libertà di questi tempi

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Ciò che per alcuni è un dato di fatto per altri può essere l’esito temporaneo di una battaglia interminabile. La visibilità televisiva, ad esempio – il diritto a esistere ed essere riconosciuti e accettati nella propria personalissima umanità –, è un traguardo conquistato a caro prezzo dalla comunità LGBTQ statunitense, e che pure non si può mai dirsi del tutto al sicuro.

La docuserie Visible: Out on Television, su Apple TV+ dal 14 febbraio, traccia per questo la rotta impervia che le personalità LGBTQ più in vista del paese hanno dovuto percorrere per godere della relativa libertà di questi tempi.

Nel corso dei suoi cinque episodi, Visible: Out on Television restituisce in modo onesto, minuzioso, emozionante la visibilità che a tanti – artisti e non – è stata negata per decenni.

Le interviste svelano il duro lavoro di precursori che essi hanno dovuto svolgere, quasi volando laddove una società omofoba e regressiva distruggeva con l’odio qualsiasi ponte fra ciò che era noi e ciò che era loro.

I filmati, invece, estratti di una storia spesso non all’altezza della propria gloria, scrostano il perbenismo e l’ottusità di epoche in cui l’indifferenza era davvero il minore dei mali.

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Seriously...I'm Kidding
  • DeGeneres, Ellen (Author)

La ricostruzione di Visibile su Apple TV+ inizia dal 1954, dai tempi delle udienze Army-McCarthy, durante le quali l’omosessualità viene definita una minaccia alla sicurezza nazionale.

È in quella infelice circostanza che la televisione statunitense affronta per la prima volta una questione che considera non più rimandabile. L’etichetta di male da estirpare è inevitabile, vista la forza pervasiva del mezzo, e finisce con l’influenzare l’approccio di qualsiasi produzione televisiva negli anni e nei decenni a venire.

Il clima di scherno, fastidio o puro e semplice odio di quei tempi emerge negli estratti di telegiornali, sitcom, soap opera, reality show, ognuno incredibilmente efficace nel tracciare l’evoluzione della percezione dell’agenda LGBTQ negli Stati Uniti delle varie epoche.

Ciascun episodio tocca tasti diversi – dall’omofobia al coming out all’AIDS –, ma mantiene un ideale collegamento con il precedente e il successivo grazie alla progressione temporale dei materiali proposti.

I cambiamenti nella considerazione delle persone LGBTQ, e di conseguenza del loro ruolo in televisione, diventano così più chiari, e si rafforzano per via dei contributi di tante star intervistate.

Grazie a un’ottima costruzione che restituisce l’idea di un dialogo fra i personaggi coinvolti, Visible su Apple TV+ riesce a trasmettere alcune note positive e celebrare l’inestimabile contributo di tante personalità oggi libere.

Da Neil Patrick Harris a Ellen DeGeneres, da Mj Rodriguez e Billy Porter di Pose a Jill Soloway, showrunner di Transparent, tutti i pionieri coinvolti nella serie documentano i dolori e le sfide del proprio passato, le conquiste e i privilegi del presente, il lavoro ancora da fare per rendere la rappresentazione televisiva futura più equa e inclusiva.

Perché pur svelando i grandi passi in avanti compiuti rispetto agli abomini delle udienze Army-McCarthy, e onorando il lascito di eccezionali apripista come Norman Lear, la televisione resta un mezzo ambivalente.

Può farsi piattaforma di voci ed esperienze diverse e proiettare verso un successo imprevedibile, ma sa anche segnare l’ingiusta esclusione di chiunque non aderisca ai canoni che la stessa televisione contribuisce a cementare. E questo, è evidente, va oltre i limiti della specifica esperienza statunitense in materia.

I cinque episodi di Visible: Out on Television sono disponibili su Apple TV+. I nuovi abbonati possono familiarizzare con la piattaforma sfruttando un periodo di prova gratuito di sette giorni, in seguito ai quali scatta un costo mensile di 4,99€.

Il catalogo di contenuti della piattaforma comprende svariati titoli di discreto successo, da Dickinson con Hailee Steinfeld a The Morning Show con Jennifer Aniston, Steve Carell e Reese Witherspoon, da Servant di M. Night Shyamalan a Truth Be Told con Octavia Spencer e Aaron Paul.

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