Black Mirror e i 5 richiami a un universo condiviso oltre le singole stagioni

Black Mirror si serve di un impianto antologico, ma alcuni dei suoi personaggi e delle vicende più controverse trovano spazio in più di un episodio: ecco alcuni esempi

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Black Mirror nasce e si regge su un impianto antologico, che nell’arco di cinque stagioni permette di esplorare vicende irrimediabilmente umane nel contesto distopico di tecnologie tanto efficienti quanto inquietanti.

Ciascun episodio possiede trame, ambientazioni e personaggi indipendenti, ma col passare degli anni è cresciuta la convinzione che la serie nel suo insieme condivida un universo capace di palesare la sua unità solo agli sguardi più attenti. E non si parla – soltanto – di Easter Eggs confezionati ad arte dai creativi per soddisfare i propri istinti più nerd, quanto di un preciso disegno concepito da Charlie Brooker fin dal principio e svelato con pazienza stagione dopo stagione.

Che le si consideri semplici teorie di fan con troppo tempo libero o dismotrazioni di un lodevole spirito di osservazione, ecco cinque tra i richiami a un universo condiviso scovati nelle cinque stagioni di Black Mirror.

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Waldo e Abi Khan

Il terzo episodio della seconda stagione di Black Mirror, Vota Waldo!, racconta di come un comico si ritrovi coinvolto nei meccanismi politici ed elettorali grazie all’impatto della sua satira. A dar voce alle sue istanze anti-sistema è un personaggio animato di cui il comico si serve sia come scudo sia come piattaforma.

Al debutto Vota Waldo! è apparso uno degli episodi più deboli della seconda stagione di Black Mirror. A lungo la critica ha creduto che fosse impossibile, per un personaggio così buffonesco, guadagnare una tale rilevanza politica in così breve tempo, ma la rapida ascesa di Trump nel 2016 ha rovesciato i punti di vista e reso ben più plausibile le premesse narrative dell’episodio.

A segnalare un collegamento fra Vota Waldo! e un più ampio universo-Black Mirror è lo spazio pubblicitario dedicato ad Abi Khan, la giovane plasmata in star dei reality in 15 Milioni di Meriti.

Michael Callow

La problematica figura di Michael Callow, Primo Ministro e protagonista in Messaggio al Primo Ministro, è forse il più ricorrente fra i richiami di Black Mirror a una sorta di sovrastruttura condivisa.

In Caduta Libera si intravede un suo post social in cui commenta di esser stato di nuovo cacciato dallo zoo. In Zitto e Balla e Bianco Natale si conosce da un tweet la notizia del suo divorzio. In Odio Universale il suo nome compare fra i trending topic di Twitter. In Black Museum si scopre del suo matrimonio con un maiale.

Black Museum

Che Black Mirror sfidi la sua struttura antologica creando parallelismi fra i suoi episodi è palese in Black Museum, una vera e propria esposizione di oggetti visti in momenti precedenti. Fanno mostra di sé, per esempio, un drone a forma di ape, richiamo a Odio Universale, una foto di Victoria Skillane da Orso Bianco e un videogioco da Giochi Pericolosi.

Si leggono poi svariati titoli, anch’essi collegati a episodi precedenti. Si menziona il ritiro del sistema Arkangel, in riferimento all’omonimo episodio, come anche il processo a Shou Saito, da Giochi Pericolosi, e l’azione politica di Waldo in Messico.

Waldo

Al pari del collega Callow, Waldo trascende i limiti dell’episodio a lui dedicato per manifestari più volte nel corso delle stagioni. Anzi, le fattezze del personaggio sono uno fra gli Easter Egg più ricorrenti in Black Mirror.

In Zitto e Balla si intravede un adesivo di Waldo su un portatile, mentre in Bianco Natale fa capolino nello zapping televisivo di un personaggio. In Arkangel, infine, si fa gadget in un cestino del pranzo.

Victoria Skillane

In Orso Bianco Black Mirror si fa più che mai portavoce di ansie e inquietudini che sfociano nell’orrore puro. L’orribile vicenda di Victoria Skillane, sacrificata infinite volte al dio dell’intrattenimento, ha un peso simbolico rilevante, impegnata com’è a dimostrare l’accettazione passiva e il distacco verso fatti che andrebbero presi con le pinze.

Riflessioni ed etica a parte, la controversa figura della donna è echeggiata in svariati episodi di Black Mirror. In Zitto e Balla si scopre da un sito che un tribunale ha rifiutato la sua richiesta di appello. In Odio Universale il suo nome è associato all’hashtag #DeathTo su Twitter e al caso di Ian Rannoch, menzionato da uno dei personaggi dell’episodio.

La narrazione stratificata e riccamente simbolica di Black Mirror è ben più carica di richiami a un universo condiviso. Questi ne sono solo cinque esempi, comunque sufficienti per svelare l’enorme cura di una serie che, pur fra piccoli inciampi o clamorosi capitomboli, rimane emblematica per il genere distopico.

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