In Luna Nera le donne “non stanno un passo indietro”: la terza serie italiana Netflix è pronta per il debutto

Luna Nera debutta domani su Netflix, ecco le novità rivelate in conferenza stampa

LUNA NERA

In conferenza stampa per la presentazione di Luna Nera non si è parlato altro che di potere femminile, di radici e della nostra storia, un mix perfetto che sembra essere alla base della terza serie italiana targata Netflix al via domani, 31 gennaio. Dalla mafia di Suburra alle prostitute di Baby il passo è stato breve ma adesso per un attimo le produzioni italiane della piattaforma streaming sembrano voler mettere da parte la malavita a favore del genere fantasy che, secondo Domenico Procacci di Fandango, è “nella nostra storia insieme a tanti elementi narrativi interessanti spesso saccheggiati dagli anglosassoni, perché non raccontarli noi, con attori nostri e in italiano? Senza pregiudizi o scetticismo”.

L’esperimento quindi è legato a questo voler tornare alle origini appropriandosi di qualcosa che nel nostro tessuto televisivo manca ed è poco sfruttato, spetterà ai sei episodi di Luna Nera disponibile da domani su Netflix, riempire questo gap in nome del potere femminile come ha ricordato la stessa Francesca Comencini, una delle registe della serie Luna nera, insieme a Paola Randi e Susanna Nicchiarelli.

Se Procacci non ha dubbi sul genere fantasy, la Comencini non ce li ha sull’essere donna e su come esse siano al centro della serie non in quanto streghe ma in quanto simbolo di “donne ribelli libere e forti… non rappresentano le forme o le caratteristiche che ci si aspetta dalle donne, magari perché anziane o perché non piacciono o non si accompagnano a uomini, o che non stanno un passo indietro. Una figura universale di chi ha libertà in eccesso“.

Parte da qui il lungo percorso attraverso una storia tutta al femminile che la Comencini spiega come un “prendere atto di come non ci sia niente di più magico della realtà e reale della magia dal punto di vista del patrimonio culturale tipicamente femminile… Volevamo che fosse un riscatto poter raccontare queste donne non come vittime, ma concedere loro una seconda possibilità“.

Luna Nera è tratta dal primo capitolo, Le città perdute, della trilogia fantasy omonima di Tiziana Tria, e racconta di una giovane levatrice di 16 anni, Ade, che vive nelle campagne del nostro Paese (girata tra Cinecittà e le campagne di Monterano e del viterbese) e che viene accusata di stregoneria. Siamo nel XVII secolo in un mondo fallocentrico e la giovane non può far altro che fuggire per salvarsi rifugiandosi in una comunità di donne misteriose, di streghe. A quel punto dovrà scegliere fra l’amore per Pietro, figlio del capo dei Benandanti, e il suo destino.

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