Ogni toppa di Amadeus sulle donne a Sanremo è peggio del buco e il caso finisce in Parlamento (video)

"Dietro un grande uomo c'è una grande donna ma anche viceversa": ecco perché le scuse di Amadeus sulle donne a Sanremo sono peggio del danno

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Niente, non ce la fa proprio Amadeus a mettere una toppa che non sia peggio del buco sulla polemica contro il sessismo scatenata dalla sua conferenza stampa per Sanremo 2020. Non ce la fa perché continua a ricorrere a luoghi comuni e frasi fatte che non raggiungono alcuno scopo, né quello di eliminare ogni ombra di sessismo dalle ragioni delle sue scelte artistiche né quello di mostrare di aver capito fino in fondo perché è così grave quell’uscita infelice sulle donne che “fanno un passo indietro” rispetto ai loro compagni.

Dopo aver spiegato all’Ansa di essere stato frainteso nelle sue intenzioni, intervenendo sabato sera nel programma di Gramellini Le Parole della Settimana su Rai3, Amadeus ha cercato di chiedere scusa a suo modo. Ma lo ha fatto ricorrendo ancora una volta ad una banalità intrisa di vecchi stereotipi sessisti che forse non era il caso di andare a ripescare per mostrarsi un sincero femminista, ma nemmeno per provare semplicemente a tirare acqua al proprio mulino: “Dietro un grande uomo c’è una grande donna, ma anche dietro una grande donna c’è un grande uomo, quindi siamo tutti uguali“.

Davvero? Ancora con i vecchi detti sul chi sta dietro chi? Sarebbe questo il modo per spiegare che il suo elogio della riservatezza non c’entra nulla con le distinzioni di genere? A questo punto, pur col beneficio del dubbio che si concede ad una persona dalle intenzioni certamente non malevole (questo è chiaro a tutti), viene da pensare che il problema sia altrove: non possono essere questi, nel 2020, gli unici mezzi espressivi a disposizione di un navigato uomo di spettacolo abituato a relazionarsi coi media per parlare di un argomento complesso come la parità di genere. C’è un problema di fondo nell’affrontare la discussione sul sessismo che va ben oltre la mera gaffe e ben oltre il povero Amadeus, finito in un loop in cui ogni tentativo di smarcarsi dalle accuse finisce per reiterare .

Quella che si sta criticando da giorni non è tanto l’espressione infelice – che può capitare a tutti – ma il fatto che quell’espressione faccia trapelare la persistenza di una forma mentis comune, diffusissima, ancora ritenuta socialmente accettabile secondo la quale è giusto emettere giudizi su ruoli e posizioni in base al genere e attribuire patenti di moralità o di eticità a scelte personali (la discrezione o l’iperesposizione, la riservatezza o la ricerca di visibilità) che sono tutte rispettabili ma non dovrebbero indicare modelli di comportamento, perché sono giuste o sbagliate solo soggettivamente.

E a poco servirà anche l’iniziativa comprensibile ma poco utile delle parlamentari di ogni schieramento politico che hanno portato la questione su un piano politico, chiedendo delle scuse ufficiali al conduttore per le sue parole. Questa la lettera che 29 parlamentari, in modo assolutamente bipartisan – da Laura Boldrini del PD a Maria Teresa Baldini di Fratelli D’Italia a Vita Martinciglio del Movimento 5 Stelle e molte altre – hanno firmato chiedendo pubbliche scuse dal palco dell’Ariston (oltre a sollevare il problema della partecipazione del trapper Junior Cally).

Le deputate dell’Intergruppo per le donne, i diritti e le pari opportunità stigmatizzano quanto affermato da Amadeus nel corso della conferenza stampa di presentazione del prossimo Festival di Sanremo. Risulta del tutto incomprensibile che – attraverso le parole del direttore artistico e conduttore della più importante manifestazione musicale del paese – il servizio televisivo pubblico promuova un modello diseducativo di donna bella e disposta a occupare ruoli di secondo piano per non fare ombra al proprio compagno famoso. È lo specchio di una cultura secondo cui la donna non deve avere meriti particolari, se non quello di essere di bell’aspetto e di saper stare “un passo indietro”. E dispiace che, malgrado l’imbarazzo che immaginiamo – e speriamo – da loro stesse provato, le donne presenti alla conferenza stampa in qualità di co-conduttrici non abbiano preso le distanze, né durante né dopo (…) Si richiede pertanto che, all’esordio del Festival, il direttore artistico e conduttore Amadeus si scusi pubblicamente e riaffermi l’impegno della Rai nella lotta alla violenza, alle discriminazioni e ai pregiudizi di genere.

In realtà le scuse di Amadeus sono già arrivate, il conduttore si è detto dispiaciuto per essersi espresso male, ma se ogni volta che torna sull’argomento lo fa con frasi del tipo Sessista io? Ma se a casa mia non conto niente!” o “Amo le donne evidentemente la protesta non è stata sufficientemente chiara da far capire che il problema non sta nel suo personale atteggiamento verso le donne, ma nell’aver trasmesso l’idea ingiusta che una donna vada premiata con la ribalta sanremese in quanto bella, discreta e riservata, parlando addirittura di “capacità di stare un passo indietro“, come se fosse un merito, un modello di comportamento da promuovere e non una mera scelta personale (e in quanto tale condivisibile o meno). Se non viene compresa la natura dell’errore, qualsiasi scusa formale non ha molto senso.

Amadeus – “Un passo indietro”

Che cosa intendevi dire con la frase “Un passo indietro”? Amadeus a #LeParole della Settimana #Rai3

Pubblicato da Le parole della settimana su Sabato 18 gennaio 2020

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