Questioni Di Principio di Ghemon anticipa il nuovo album e le date del tour 2020 (testo e audio)

Partiranno da Napoli le date primaverili subito dopo l'uscita di Scritto Nelle Stelle

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Questioni Di Principio di Ghemon si apre con un pad singhiozzante e timido. Pochi accordi che poi danno spazio al beat lento e ispirato e alla voce di Giovanni Luca Picariello, il rapper di Avellino che l’anno scorso ha presentato a Sanremo il brano Rose Viola ottenendo anche il plauso di Tiziano Ferro.

Ciò che rende Ghemon una parentesi interessante nel rap italiano – oggettivamente stereotipato secondo alcune nuove tendenze degli ultimi 10 anni – è la sua attitudine da cantautore, una peculiarità che gli ha permesso di farsi accettare anche da quel pubblico che non vive di flow e rime, quel mondo indie di non chiara definizione ma dalle idee oltremodo chiare.

Con questo singolo Ghemon anticipa il nuovo disco atteso a marzo, seguito ideale di Mezzanotte (2017) e sesta prova in studio, che secondo come riporta l’artwork ufficiale presente su tutti i canali ufficiali dovrebbe intitolarsi Scritto Nelle Stelle.

Chi lo conosce bene nota una nuova predisposizione alla musica black, un passo che spiega in parte la lunga assenza dal mercato discografico del rapper: Ghemon, infatti, non lanciava un nuovo brano dall’uscita di Rose Viola e oggi lo ritroviamo con una riflessione sulla sua persona, un’autoanalisi in quiete una volta che la tempesta è cessata, come emergeva dai tormenti di Mezzanotte.

Il “principio” protagonista del titolo è la direzione scelta nel nuovo percorso discografico, anticipato da questo singolo prodotto da Sup Nasa e che ci mostra un ragazzo di spalle nell’artwork: chiamiamola umilità o chiamiamola consapevolezza, ma ciò a cui dobbiamo tenerci pronti è un ritrovata maturità. Necessaria, questa, quando le grida sono cessate.

Non è tutto: Questioni Di Principio di Ghemon è anche la porta spalancata sul tour che il rapper di Avellino si appresta a intraprendere nel 2020. Date, queste, che interessano la primavera ma alle quali di sicuro se ne aggiungeranno altre. Il 3 aprile si parte dal Common Ground di Napoli per poi terminare il 30 all’Alcatraz di Milano:

03 aprile: Napoli, Common Ground
04 aprile: Roma, Orion
10 aprile: Firenze, Flog
11 aprile: Bari, Demodè
17 aprile: Treviso, New Age
18 aprile: Brescia, Latteria Molloy
24 aprile: Bologna, Estragon
29 aprile: Torino, Hiroshima
30 aprile: Milano, Alcatraz

In questo anno di silenzio Ghemon ha lavorato come sempre, e il risultato è in questo singolo. Non una scelta casuale, di sicuro, visto che se un artista vuole offrire un’anticipazione sul suo nuovo stato di cose è necessario che scelga il biglietto da visita più rappresentativo e coerente.

La sua imperfezione apre il testo: “Potrei accarezzare la mia imperfezione”, e con essa il rapper cerca di scendere a compromessi, ma: “Dal futuro voglio la felicità, non un render tridimensionale, dunque rinuncia a quei “life coach” che per forza di cose vogliono che tu sia l’uniforme di qualcosa, che impostano la tua dieta, il tuo outfit e tentano di indirizzare altrove il tuo pensiero alla ricerca di una serotonina e di una standardizzazione che in realtà non ti appartengono.

Di seguito il testo e l’audio ufficiale di Questioni Di Principio di Ghemon, il primo estratto dal nuovo album del rapper di Avellino.

Potrei accarezzare la mia imperfezione
Ma mi circondo spesso di persone
Che analizzano ogni errore sotto al microscopio
Incutermi timore è il solo loro scopo
In base a quel giudizio stare sull’attenti
Potrei in effetti badare solo ai difetti
E passare le mie notti a digrignare i denti
Per certe cose è d’obbligo il condizionale
Ma dal futuro voglio la felicità
Non un render tridimensionalePotrei appoggiare chi poi mi dirà
Che mi devo ridimensionare
O farmi sottovalutare
Potrei evitare ogni istinto chiaro e distinto

Potrei farlo però non devo
No no non devo
Potrei farlo però non devo
No no non devo farlo
Però non devo
No no non devo
Potrei farlo però non devo
No no non devo farlo però

Ho imparato sempre a mie spese come va il mondo
Certe volte devo mettere i confini a chi mi gira attorno
È la folle idea che il dolore sia quasi un mio comfort
È un banale cliché
Potrei dire che non mi è mai importato di arrivare primo
La gente percepisce come una minacciaQuello che non l’è vicino
Più condivido i limiti che sfido
E più a qualcuno do fastidio
Chissà in che piaga gli ho infilato il dito
Potrei restare in silenzio il resto del tempo, potrei

Potrei farlo però non devo
No no non devo
Potrei farlo però non devo
No no non devo farlo
Però non devo
No no non devo
Potrei farlo però non devo
No no non devo farlo però

Potrei abbandonare tutta la mia vita in mano a qualche guru
Qualche life coach
Ma ho deciso di trovare solo la mia voce
E il processo di ricerca non è il più veloce
I dubbi sono come vuoti d’aria e stare qua su in piccionaia
Ti assicuro che non è dolce
Ma porto fieramente la mia croce
Ho avuto un’intuizione forse troppo precoce
Potrei diventare un avvoltoio
Contare i nemici come tacche sul cuoio
Fare proprio come uno dei tanti impostori
O stare su una torre d’avorio
Giurare fedeltà al portafoglio
Da qui all’obitorio
Però non è quello che voglio

Potrei farlo però non devo
No no non devo
Potrei farlo però non devo
No no non devo farlo
Però non devo
No no non devo
Potrei farlo però non devo
No no non devo farlo però

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