Oscar 2020, nomination il 13 gennaio. Chi sarà nelle cinquine? I pronostici di OM Optimagazine

Lunedì prossimo alle 14.18 ora italiana verranno annunciate le candidature dell'Academy. Ecco tutti i favoriti di OM per le cinquine

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Lunedì 13 gennaio alle 5.18 del mattino, in Italia alle 14.18, gli attori John Cho (Star Trek Beyond) e Issa Rae (Il Coraggio Della Verità) annunceranno in diretta streaming le attesissime nomination degli Oscar 2020, le cinquine della 92esima edizione del premio del cinema più prestigioso al mondo. Il pubblico potrà seguirla sintonizzandosi sui canali ufficiali dell’evento, Oscar.com e Oscars.org. Dopo l’annuncio delle candidature, l’appuntamento sarà per la cerimonia del 9 febbraio, che si svolgerà come da tradizione al Dolby Theatre di Hollywood.

Anche quest’anno non ci sarà un presentatore. Nel 2019 si trattò di una soluzione di ripiego, perché al seguito della riesumazione di vecchi tweet omofobi, il maestro di cerimonie designato Kevin Hart si ritirò e non si riuscì a trovare un sostituto all’ultimo minuto. Il caso ha voluto però che quell’edizione, dopo quella disastrosa del 2018 in termini di audience, abbia avuto un’impennata degli ascolti di oltre l’11.5% avvicinandosi ai 30 milioni di spettatori. E come ormai previsto, eri l’Academy in un tweet ha annunciato che gli Oscar 2020, prodotti da Lynette Howell Taylor e Stephanie Allain, non avranno un host. A ribadire la scelta, è giunta una dichiarazione di Karey Burke, presidente dell’ABC, il canale televisivo che trasmette lo show negli Stati Uniti: “Confermo, in accordo con l’Academy, che quest’anno non ci sarà un presentatore tradizionale”.

Fino a oggi, intorno agli Oscar 2020 non sono nate grandi polemiche. Anche il braccio di ferro Netflix-Academy sembra essere rientrato nei ranghi e nessuno si sorprenderà o protesterà se, come già accaduto ai Golden Globes, i film della piattaforma faranno incetta di candidature. Che poi le vincano è un altro discorso: proprio i Globes hanno dato un responso contraddittorio, 17 nomination e una sola statuetta. Però anche agli Oscar 2020 vedremo sicuramente ben rappresentati i favoriti targati Netflix, ossia The Irishman di Martin Scorsese e Storia Di Un Matrimonio di Noah Baumbach, con qualche candidatura anche per I Due Papi. La grande iniezione di elettori negli ultimi anni – tra il 2016 e il 2018 sono stati nominati ben 2385 nuovi membri votanti – ha permesso poi di riequilibrare almeno parzialmente il numero di donne, minoranze e giovani in giuria, e diminuire la sovrarappresentazione di maschi anziani bianchi, che ovviamente condizionava pesantemente le scelte per i premi.

La presenza femminile è salita al 31%, e al 16% quella delle persone di colore, il doppio rispetto al 2015. Questo vuol dire che, per quanto riguarda la tutela della diversità, le nomination dovrebbero assicurare un livello maggiore di inclusione. Tema sempre molto sentito, basti pensare alle polemiche scatenate qualche giorno fa dai Bafta britannici, che hanno candidato 5 registi maschi su 5 e 20 attori bianchi su 20. Il chair dei Bafta Marc Samuelson si è scusato. Gli Oscar non incapperanno nello stesso infortunio. E proprio per capire cosa accadà lunedì prossimo, passiamo alle nostre previsioni delle cinquine nelle categorie principali.

Oscar 2020

Miglior film

The Irishman, di Martin Scorsese
C’Era Una Volta… A Hollywood, di Quentin Tarantino
Storia Di Un Matrimonio, di Noah Baumbach
Joker, di Todd Phillips
1917, di Sam Mendes
Parasite, di Bong Joon-ho
Piccole Donne, di Greta Gerwig
Jojo Rabbit di Taika Waititi
Le Mans ’66 – La Grande Sfida di James Mangold

Outsider
The Farewell – Una Bugia Buona di Lulu Wang; Rocketman di Dexter Fletcher; Bombshell di Jay Roach

La categoria Miglior film fa storia a sé. L’Academy nel 2009 ha deciso di assegnare le nomination a un numero varabile tra cinque e dieci film, scelti tra quelli capaci di raggiungere un determinato numero di voti da parte dei giurati. Di solito il numero dei candidati oscilla tra 8 e 9. La lista quindi in questo caso finisce per essere abbastanza inclusiva.

Oscar 2020

Migliore attrice protagonista

Cynthia Erivo, Harriet
Scarlett Johansson, Storia Di Un Matrimonio
Charlize Theron, Bombshell
Renée Zellweger, Judy
Awkwafina, The Farewell – Una Buona Bugia

Outsider
Saoirse Ronan, Piccole Donne; Lupita Nyong’o, Noi; Emma Thompson, E Poi C’è Katherine

Il punto di riferimento qui sono i Sag Awards, che hanno un bacino di elettori – gli attori – simile ai voltanti dell’Academy. E posto che Zelleweger – strafavorita –, Johansson e Theron sono candidature fuori discussione, restano da designare gli ultimi due nomi. I Sag hanno scelto due attrici di colore, Lupita Nyong’o in Noi, veramente eccellente e Cynthia Erivo nel period movie antirazzista Harriet. Una delle due dovrebbe esserci. Non va dimenticata, sempre in ottica diversità di genere, Awkawfina, che ha vinto il Golden Globe per Commedia/Musical in The Farewell. E c’è pure Saoirse Ronan in Piccole Donne, giovanissima ma già con tre candidature, senza vittoria, agli Oscar.

Leonardo DiCaprio

Migliore attore protagonista

Joaquin Phoenix, Joker
Adam Driver, Storia Di Un Matrimonio
Leonardo DiCaprio, C’Era Una Volta… A Hollywood
Taron Egerton, Rocketman
Christian Bale, Le Mans ’66 – La Grande Sfida

Outsider
Robert De Niro, The Irishman; Antonio Banderas, Dolor Y Gloria; Jonathan Pryce, I Due Papi; Eddie Murphy, Dolemite Is My Name; Adam Sandler, Diamanti Grezzi

Phoenix e Driver sono gli intoccabili degli Oscar 2020. DiCaprio è un’istituzione, tra l’altro il suo ruolo si porta con sé una nostalgia per la vecchia Hollywood che intenerirà i giurati. Taron Egerton nella parte di Elton John spera nell’effetto Rami Malek di Bohemian Rhapsody, e ha portato a casa il Golden Globe nella categoria Commedia/Musical, è in cinquina ai Sag, dunque le quotazioni sono in gran crescita (anche se non aveva la nomination ai Critics’ Choice Awards). Potrebbe chiudere la cinquina Christian Bale, accumulatore di nomination prestigiose. Negli altri premi il Robert De Niro di The Irishman è stato completamente trascurato: possibile che anche gli Oscar facciano lo stesso? Certo è che la cinquina sarà tutta bianca: l’unica vera alternativa, l’Eddie Murphy di Dolemite Is My Name, non è abbastanza solida, nonostante la nomination ai Golden Globes (ma lì ci sono due premi per gli attori, dramma e commedia/musical), e ai Critics’ Choice Award (dove però i candidati erano ben sette).

Greta Gerwig

Migliore regista

Bong Joon-ho, Parasite
Martin Scorsese, The Irishman
Sam Mendes, 1917
Quentin Tarantino, C’Era Una Volta… A Hollywood
Greta Gerwig, Piccole Donne

Outsider
Taika Waititi, Jojo Rabbit; Todd Phillips, Joker; Noah Baumbach, Storia Di Un Matrimonio

Scorsese e Tarantino fuori discussione. Dopo la vittoria personale ai Golden Globes, doppiata da quella ai Critics’ Choice Awards, anche Sam Mendes è diventato un candidato certo agli Oscar 2020. E Bong Joon-ho piace tantissimo, in cinquina ai Globes e ai Bafta e anche lui vincitore a pari merito dei Critics’ Choice Awards. Resta il quinto: sarebbe logico Todd Phillips, perché Joker è uno dei film dell’anno, controverso, straordinario al botteghino, atteso a tante nomination anche “tecniche”. Noah Baumbach di Storia Di Un Matrimonio invece è stato ormai retrocesso in seconda divisione, nemmeno candidato a Globes e Bafta. Resta un però: ed è la compagna di Baumbach, Greta Gerwig. Non è solo una questione di manuale Cencelli delle quote di genere. La Gerwig è accreditata, col precedente Lady Bird ha già avuto la nomination e questo Piccole Donne, femminista il giusto e con un’ottima direzione del cast, è il film adatto per issarsi in cinquina. Che Gerwig sia. Anche se, a scalzarla, potrebbe esserci Taika Waititi, che ha ottenuto la nomination ai Dga Awards, il premio assegnato dal sindacato dei registi.

Oscar 2020

Migliore attrice non protagonista

Laura Dern, Storia Di Un Matrimonio
Jennifer Lopez, Le Ragazze Di Wall Street
Margot Robbie, Bombshell
Florence Pugh, Piccole Donne
Zhao Shuzhen, The Farewell – Una Bugia Buona

Outsider
Scarlett Johansson, Jojo Rabbit; Annette Bening, The Report; Kathy Bates, Richard Jewell; Nicole Kidman, Bombshell

Col passare del tempo, le possibilità di vittoria di Jennifer Lopez stanno diminuendo, a vantaggio della Laura Dern di Storia Di Un Matrimonio, che ha vinto sia ai Golden Globes che ai Critics’ Choice Awards. Ma che entrambe siano nella cinquina è fuori discussione. Come dovrebbe esserci Margot Robbie, che ai Bafta di nomination ne ha ottenute addirittura due, sia per Tarantino che per Bombshell. Possibile una nomination per Florence Pugh in un film, Piccole Donne, finora sottovalutato nei premi maggiori, ma che probabilmente, anche per ragioni di riequilibrio di genere agli Oscar verrà risarcito. Ottime le quotazioni di Scarlett Johansson in Jojo Rabbit, che potrebbe fare doppietta con la sicura nomination da protagonista per Storia Di Un Matrimonio. Però sarebbe più interessante la candidatura di Zhao Shuzhen, volitiva nonna cinese del molto apprezzato – e interculturale – The Farewell, già segnalata ai Critics’ Choice Awards.

Joe Pesci

Migliore attore non protagonista

Brad Pitt, C’Era Una Volta… A Hollywood
Joe Pesci, The Irishman
Al Pacino, The Irishman
Tom Hanks, Un Amico Straordinario
Anthony Hopkins, I Due Papi

Outsider
Song Kang Ho, Parasite; Willem Dafoe, The Lighthouse; Timothée Chalamet, Piccole Donne; John Lithgow, Bombshell

Sulla carta è la categoria più blindata degli Oscar 2020. Golden Globes, Sag Awards e Bafta hanno prodotto la stessa cinquina, con candidati dal curriculum straordinario. Improbabile che ci sia qualche sorpresa. Potrebbe essere Willem Dafoe, che ha avuto una nomination ai Critics’ Choice Awards, ma lì i candidati erano sei. L’alternativa più intrigante sarebbe targata Corea del Sud, il film sapete qual è.

Atlantique

Migliore film internazionale

Atlantique di Mati Diop, Senegal
Parasite di Bong Joon-ho, Corea del Sud
Dolor Y Gloria di Pedro Almodóvar, Spagna
The Painted Bird di Václav Marhoul, Repubblica Ceca
I miserabili di Ladj Ly, Francia

Outsider
Truth and Justice di Tanel Toom, Estonia; Corpus Christi di Jan Komasa, Polonia; Those Who Remained di Barnabás Tóth, Ungheria; Honeyland di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov, Macedonia del Nord; La ragazza d’autunno di Kantemir Balagov, Russia.

A partire dagli Oscar 2020 la categoria non si chiama più “Best Foreign Language Film” bensì “Best International Feature Film”. Il politicamente corretto ha rilevato un pregiudizio linguistico nel definire “straniero” un film non in inglese, allora si è giunti alla più neutrale dicitura “film internazionale”. Non cambia la sostanza, perché possono essere candidati solo film prodotti al di fuori degli Stati Uniti con più del 50% di dialoghi in una lingua diversa dall’inglese.

C’è già una shortlist di dieci finalisti. Lo strafavorito è Parasite, vincitore ai Golden Globes e ai Critics’ Choice Awards (nonché Palma d’Oro a Cannes). Unico outsider credibile, Dolor Y Gloria di Pedro Almodóvar. Gli altri a far da corona, con alcuni titoli favoriti per la cinquina, come il Grand Prix di Cannes Atlantique, anche nomination come miglior regista esordiente ai DGA Awards. Ci piacerebbe vedere il raffinato La Ragazza d’Autunno del giovanissimo Balagov (in questi giorni nei cinema italiani, distribuito da Movies Inspired): ma probabilmente avrà la meglio il più vistoso The Painted Bird.

Oscar 2020

Migliore film d’animazione

Toy Story 4 di Josh Cooley
Dragon Trainer: Il Mondo Nascosto di Dean DeBlois
Frozen II – Il Segreto Di Arendelle di Chris Buck e Jennifer Lee
Missing Link di Chris Butler
Il Piccolo Yeti di Jill Culton e Todd Wilderman

Outsider
I Lost My Body, di Jérémy Clapin; Klaus, Sergio Pablos

I giochi dovrebbero essere abbastanza prevedibili qui, Toy Story 4, Frozen II e Dragon Trainer certi della cinquina, mentre le quotazioni di Missing Link dopo il sorprendente Golden Globe di categoria sono salite moltissimo. Resta il quinto posto: il nome più accreditato è Il Piccolo Yeti, della DreamWorks, che ha ottenuto la nomination ai PGA Awards, il premio dei produttori di Hollywood. Outsider due film distribuiti da Netflix, l’originale I Lost My Body del francese Clapin, che ha avuto una candidatura ai Critics’ Choice Awards e Klaus, del cocreatore di Cattivissimo Me Sergio Pablos.