Dracula su Netflix, la versione eroica e romantica dei creatori di Sherlock (recensione)

Partendo dal romanzo originale, Dracula su Netflix si sviluppa su altre strade in questa versione eroica e romantica del leggendario Conte

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È stato messo in chiaro fin dall’inizio: Dracula su Netflix è una rivisitazione del romanzo di Bram Stoker con l’aggiunta di nuovi elementi. Non si tratta, quindi, di una fedele trasposizione dell’opera originale. Difatti, il prodotto di Steven Moffat e Mark Gatiss si prende molte libertà artistiche che potrebbero far piacere ai fan del romanzo oppure inorridire.

La storia di partenza è nota: il nobile Conte vampiro progetta di trasferirsi dalla Transilvania in Inghilterra alla ricerca di nuovo sangue da succhiare. Sfrutta pertanto lo sventurato avvocato Jonathan Harker per i suoi scopi. Tuttavia, se nel romanzo il vampiro viene presentato come l’antagonista per eccellenza, una creatura che agisce nell’ombra e insinua l’angoscia nei personaggi, in Dracula su Netflix, il Conte è onnipresente. Anzi è un affascinante e carismatico galantuomo che tradisce le caratteristiche descritte da Stoker. Eppure funziona.

Claes Bang è stata la scelta perfetta per dar vita a un vampiro, sì cattivo ma che sa essere ironico e socievole. Non mancano sottotesti che lasciano alludere a un rapporto più profondo tra Dracula e Harker. I creatori di Sherlock umanizzano il mito del vampiro rendendolo interessato al contatto con le vittime o, in generale, con gli esseri umani. È un Dracula malinconico mentre chiede a Harker di descrivergli il Sole; lui che non vede la luce da centinaia di anni. Tra i cambiamenti apportati nella miniserie c’è anche la scelta di un Van Helsing donna: Suor Agatha, con il suo sottile umorismo, ruba la scena perfino a Dracula stesso. La talentuosa Dolly Wells interpreta una figura femminile forte, intraprendente, ma non immune al fascino del vampiro.

Ci sono anche gli altri personaggi del romanzo di Stoker (come Mina, promessa sposa di Jonathan, Lucy Westerna e Jack Seward) ma alcuni di essi non hanno le stesse funzionalità dell’opera originale e – senza spoilerare troppo – diremo che appaiono in altri contesti.

A differenza del libro, la trama di Dracula su Netflix non è focalizzata sull’amore tra Jonathan e Mina, né segue la scia passionale del lungometraggio di Coppola, ma il vampiro diventa l’eroe della sua stessa storia – come avevano dichiarato Gatiss e Moffat. Triste, divertente, gotico quanto basta e dai toni orrifici, la miniserie Netflix, composta da tre lunghi episodi, è teatrale, visivamente inquietante, ben scritta, con un cast eccezionale e perfettamente in parte.

Come già detto all’inizio di questa recensione, la versione del duo di Sherlock non piacerà per alcune delle scelte creative. C’è chi si sentirà preso in giro, chi non capirà il messaggio finale. Eppure vale la pena dargli una possibilità. Dracula su Netflix si conclude con una vena sentimentale e, se vogliamo, anche speranzosa. Ci hanno sempre presentato un vampiro incapace di provare emozioni, un cacciatore costantemente alla ricerca delle sue prede, che uccide per nutrirsi ma anche per il gusto di farlo.

Nelle mani di Steven Moffat e Mark Gatiss, Dracula si trasforma in una sorta di eroe romantico. Il risultato è una miniserie interessante e originale in grado di sviscerare anche nell’anima del più temibile dei mostri letterari.

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