Colonne sonore delle serie tv, il meglio del 2019 da Killing Eve a The Handmaid’s Tale

Una colonna sonora di qualità impreziosisce qualsiasi produzione, ma in alcuni casi arriva persino a fare la differenza: ecco sette splendidi esempi tratti dalle uscite di quest'anno

Per capire all’istante il valore delle colonne sonore nelle serie tv ci basta immaginare una qualsiasi scena d’impatto – un lungo bacio, un inseguimento, una separazione… – avvolta dal silenzio. Le parole, gli sguardi, i gesti avrebbero lo stesso valore? Ce ne sentiremmo coinvolti allo stesso modo? La risposta, in entrambi i casi, è no.

Perché la musica è una componente essenziale, al pari di una buona fotografia, delle giuste ambientazioni, delle capacità degli interpreti. Insomma, è impossibile che una buona serie tv raggiunga la ricchezza emotiva che cerca senza l’aiuto di una colonna sonora scelta o concepita con estrema cura.

Come gli anni scorsi, anche il 2019 ci ha regalato splendidi esempi di colonne sonore indimenticabili in serie tv altrettanto speciali. Farne un elenco completo sarebbe impossibile, ma crediamo che questi sette titoli abbiano conquistato una potenza emozionale senza paragoni. Eccoli.

Glow

La terza stagione di Glow ci ha fatto battere il cuore dal primo all’ultimo istante. Il trasferimento delle grandiose lottatrici del wrestling al Fan-Tan di Las Vegas ha alzato l’asticella per Ruth, Debbie e le altre dando allo stesso tempo un peso nuovo agli anni ’80 ritratti dalla serie.

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Fra nuovi amori e relazioni mancate, sogni infranti e progetti futuri, Glow ha infatti riscoperto l’infamia della discriminazione, la durezza delle aspettative distrutte, il peso delle identità sepolte sotto il timore del rifiuto sociale. Il tutto accompagnato dalle note di Patty Smith, Liza Minnelli, Barry White, Kate Bush, Bing Crosby e molti altri.

Killing Eve

La sensuale, malsana, erotica e irrisolvibile attrazione fra Eve e Villanelle ha raggiunto picchi inesplorati nella seconda stagione di Killing Eve. La caccia del gatto al topo, atipica e intrigante già nella prima stagione, diventa nei più recenti episodi forsennata e instancabile, avvicinando le due fino a farle collaborare contro minacce più grandi.

Non che si possa mai davvero tirare il fiato, in Killing Eve. A mantenere la situazione in precario equilibrio non sono soltanto le dinamiche in perenne mutamento fra le stesse Eve e Villanelle, ma anche la colonna sonora della serie. Protagonisti anche quest’anno sono gli Unloved, band che coi toni nerissimi delle proprie canzoni dà un tocco ancor più pericoloso, sensuale ed evocativo alle vicende della serie.

The End of The F***ing World

Come già la prima, anche la seconda stagione di The End of The F***ing World dimostra l’intima connessione fra le colonne sonore e le serie tv che accompagnano. Qui, in particolare, leggende del cantautorato e piccole gemme dell’indie folk diventano parte integrante dell’identità della serie. Lo stesso viaggio – geografico ed emotivo – di James e Alyssa non sarebbe stato concepibile, se ad accompagnarlo non avesse avuto le voci di Bob Dylan, Billy Idol, Fleetwood Mac e tanti altri.

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The end of the fucking world
  • Forsman, Charles (Author)

Certo, le critiche non sono mancate. Abbiamo letto di una presenza musicale invasiva, ma la qualità della collezione musicale non è mai stata messa in dicussione. Amare The End of The F***ing World significa in fin dei conti lasciarsi travolgere dall’ondata emotiva della sua colonna sonora.

Orange Is The New Black

La settima stagione di Orange Is The New Black ha segnato l’addio a una delle prime e ancor oggi più risciute produzioni originali Netflix. Che grazie alla sua musica sarebbe finita in ogni lista sulle migliori colonne sonore delle serie tv è parso evidente fin dal principio. La You’ve Got Time di Regina Spektor è stata e rimarrà un inconfondibile biglietto da visita per una serie capace di esaminare con straordinaria efficacia la vita di un gruppo di detenute.

Col passare degli anni e delle stagioni è cresciuta anche la potenza dei temi trattati e delle perdite subite, dalle morti di Poussey e Pennsatucky all’infausto destino di Taystee. Così la colonna sonora si è fatta ancor più intensa e dolorosa nell’ultima stagione, proponendo brani di Aldous Harding, Lucy Dacus, Sam Cooke, e anche un brano originale di Danielle Brookes, interprete di Tasha Jefferson.

The Handmaid’s Tale

Mi chiedo sempre cosa ascolterebbe Offred se potesse premere play durante una determinata scena, ha detto la music supervisor di The Handmaid’s Tale in un’intervista, e questo spiega perché la terza stagione della serie meriti un posto in questa lista delle migliori colonne sonore delle serie tv di quest’anno. Non che il principio sia così rivoluzionario, semplicemente quest’anno si è rivelato più efficace che mai.

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I testamenti
  • Atwood, Margaret (Author)

La brutalità fine a sé stessa criticata in così tante circostanze nelle stagioni passate, qui lascia posto a momenti più evocativi, talvolta astratti, capaci di spezzare lo scorrere della narrazione. Queste variazioni, incongruenti solo all’apparenza, si sono viste riflesse in una colonna sonora di qualità, che ci ha permesso di riascoltare U2, Roy Harper, Buddy Holly, Fiona Apple, Kate Bush, Dolly Parton, tra gli altri.

Crazy Ex-Girlfriend

Impossibile non celebrare le canzoni originali di Crazy Ex-Girlfriend fra le migliori colonne sonore delle serie tv di quest’anno. L’ultima stagione della creatura di Rachel Bloom chiude sulle solite note ironiche, argute, a tratti incredibilmente commoventi il viaggio di Rebecca Bunch alla ricerca della felicità.

Lo fa con uno stile inconfondibile che esalta l’anima musical della serie. Si passa così dalla canzone che minimizza l’impatto degli antidepressivi a quella che gioca sulle analogie sportive, da quella che dà l’addio ai baffi a quella che ripercorre l’intero percorso della protagonista. Insomma, un addio coi fiocchi alla serie che fin dall’inizio ha cantato e ballato i propri sentimenti, anziché limitarsi a recitarli.

Big Little Lies

Tra le serie tv con la miglior colonna sonora dell’anno finisce ancora una volta Big Little Lies. Il ritorno più atteso del 2019 ha lasciato ampio margine alle discussioni: sarebbe stato meglio concludere con la prima stagione? Ci sarebbe spazio per una prosecuzione? Le risposte possono variare, ma ciò che è certo è che anche quest’anno la musica ha fatto la differenza.

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Big Little Lies
  • Moriarty, Liane (Author)

Perché, sì, Meryl Streep, Nicole Kidman e Laura Dern hanno reso in maniera davvero impeccabile i travagliati trascorsi dei rispettivi personaggi fra la perdita di mariti, figli e ricchezze. Come in tanti altri casi, però, l’intero impianto della serie non avrebbe avuto una tale, intensa solidità senza l’apporto musicale di tanti grandi successi. Nella seconda stagione di Big Little Lies abbiamo ascoltato Joan Jetts, Diana Ross, Portishead, Sinead O’Connor, Sufjan Stevens, Cigarettes After Sex e la sempre splendida Cold Little Heart di Michael Kiwanuka.

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