The Handmaid’s Tale, la sottomissione femminile in 5 assurdi divieti di Gilead

Che il regime totalitario al centro della serie limiti profondamente le libertà femminili non è una novità, ma tornare a soffermarsi su alcuni dei suoi espliciti divieti è sempre e comunque sconvolgente

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The Handmaid’s Tale 4 appare ancora lontana all’orizzonte. Pur non essendo ancora arrivata alcuna comunicazione da parte di Hulu, pare che i nuovi episodi siano destinati a farsi attendere più del previsto. L’inizio della produzione, infatti, sembra programmato per marzo 2020. Se questa data fosse confermata sarebbe difficile veder arrivare la quarta stagione su Hulu – e in Italia su TIMvision – fra i mesi di aprile e giugno, come negli anni scorsi.

Visti i lunghi mesi d’attesa che ancora si prospettano può essere interessante volgere uno sguardo al passato della serie, e in particolare alle norme che reggono la repubblica di Gilead. Perché sì, sappiamo che dalle ceneri degli Stati Uniti è nato un opprimente regime totalitario, e abbiamo già riflettuto sui profondi richiami simbolici di colori, costumi e architettura, ma non abbiamo ancora messo nero su bianco ciò che contraddistingue la condizione femminile.

La vita delle donne a Gilead è palesemente restrittiva, vincolante e umiliante. L’intera loro esistenza è piegata ai bisogni superiori del paese, ma fra consuetidini acquisite col tempo e norme di comportamento dettate dalla religione, sono cinque le esplicite leggi di Gilead a colpire per la propria ottusità nei confronti del genere femminile. Eccole.

Le donne non possono votare

Il diritto di voto è così consolidato per le donne occidentali da render difficile immaginare cosa possa voler dire vivere nell’impossibilità di farlo. Eppure, considerata la posizione di totale subordinazione delle donne in seno al regime, è altrettanto complicato immaginare il contrario per Gilead.

Perché a fare la differenza, lì, non è tanto l’essere uomo o donna, quanto il fatto di occupare una determinata posizione nella gerarchia sociale della repubblica. E considerata la rigidità dell’oscura politica di Gilead non stupisce poi così tanto che alle donne sia negato il diritto di voto.

Le donne non possono scrivere

Pur fondando la propria integrità sui dettami delle sacre scritture, non c’è alcun esplicito richiamo religioso al divieto di scrittura imposto alle donne di Gilead. In The Handmaid’s Tale non se ne fa alcuna menzione, ma dedurlo è semplice.

Come qualsiasi altra proibizione, anche quella di scrivere rientra nel più generale piano del regime di limitare la libertà di espressione delle donne. Permettere loro di scrivere significherebbe metterne in moto i pensieri e favorirne la circolazione, e i flashback sull’attivismo di Serena Joy come autrice e donna indipendente nell’era pre-Gilead sono un chiaro avvertimento dei pericoli di tali libertà.

Le donne non possono leggere

Il divieto di leggere è strettamente collegato al precedente, ma se possibile ancor più subdolo. Anche in questo caso The Handmaid’s Tale non lascia intendere che si tratti di un’interdizione di natura religiosa. Anzi, potrebbe considerarsi quasi insensata, se si ragionasse come loro e si dicesse che dalle scritture le donne potrebbero trarre essenziali norme di comportamento.

Eppure proibire loro di leggere significa proteggersi da libere interpretazioni di un testo, che potrebbe così essere usato contro il regime in qualsiasi modo, e in particolare per negarne la fondatezza.

Le donne non possono possedere nulla

Gilead dimostra una dedizione incrollabile nei suoi tentativi di frustrare ogni anelito di indipendenza femminile. Se impedire alle donne di leggere o scrivere può aiutare a imprigionarle moralmente, vietare loro di possedere beni è senz’altro cruciale per fossilizzarle fisicamente.

Non poter vantare la proprietà di un oggetto, qualsiasi esso sia, significa in fondo renderle del tutto dipendenti dalla figura maschile di riferimento. Non avere significa non poter usare qualcosa: un modo davvero efficace per stroncare sul nascere qualsiasi tentativo di emancipazione, fuga o ribellione delle donne.

Le donne non possono abortire

La lotta al crollo demografico negli Stati Uniti è il principio cardine su cui si fonda la necessità di Gilead, nonché il primo e più impellente bisogno trasmesso da The Handmaid’s Tale nel porre le basi della propria narrazione.

I bambini, infatti – e la piccola Nichole in particolare –, non sono solo l’ossessione di Serena Joy, ma il fine ultimo di ognuno degli orribili rituali familiari perpretrati dagli uomini del regime. In virtù di ciò è ovvio che a Gilead l’aborto sia considerato ingiustificabile, che venga vietato ed eventualmente punito con la morte.

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