Puntuale per Natale la terza spunta WhatsApp per gli screenshot ma la bufala è ritrita

Funzione non attiva e neanche in sviluppo: come un anno fa la finta notizia spopola

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Si torna a palare di terza spunta WhatsApp, quella che consentirebbe ad uno o più nostri interlocutori in chat di apprendere che dalla loro conversazione noi abbiamo ricavato uno screenshot. Esattamente nello stesso periodo dell’anno del 2018, sulle pagine di OM, era stata esaminata la stessa notizia che immediatamente aveva assunto le sembianze di bufala. La storia di ripete e dopo 12 mesi fa non ci tocca fare altro che chiarire la fake news ritornata alla ribalta.

Partiamo dalla realtà dei fatti: l’app di messaggistica fa buon uso delle spunte per darci informazioni specifiche sui messaggi inviati. I doppi visti grigi, ad esempio, ci comunicano che una nota è stata inviata ed ha raggiunto il destinatario, quelli blu (al contrario) che quanto condiviso è stato visualizzato. La terza spunta blu WhatsApp di cui si parla proprio in queste ore avrebbe invece lo scopo di segnalare al nostro interlocutore che di quella porzione di chat contenente il messaggio noi abbiamo fatto appunto uno screenshot. Peccato che una simile funzione non esista al momento, non sia presenta in nessuna beta del servizio e neppure sia in programma da parte degli sviluppatori.

Perché è ritornata in auge la bufala della terza spunta blu esattamente come un anno fa? Tutte le catene relative all’app di messaggustica sono incredibilmente virali e di conseguenza, chi punta alla loro distribuzione sa benissimo di colpire il segno in termini di piena diffusione. Sta di fatto, tuttavia, che una simile funzione, pure se solo pensata dai tecnici, farebbe entrare in gioco una serie di considerazioni sulla privacy degli utenti: discorso molto delicato da affrontare per Mark Zuckerberg dopo i continui scandali sulla condivisione dei dati personali degli utenti su piattaforme social.

Per gli inguaribili curiosoni non resta che rassegnarci: la terza spunta blu non sarà mai implementata, almeno non con lo scopo di segnalare gli screemshot. D’altra parte, pure per non far partire proprio l’alert verso il nostro interlocutore, si potrebbe ricorrere ad una semplice foto del display o semmai ad una cattura da versione web dell’app. Insomma, il raggiro sarebbe ben presto ritrovato.

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