Soundtrack su Netflix schiaccia l’occhio ai fan dei musical, ma non è né Glee né La La Land

La miglior presentazione di Soundtrack, la nuova serie musicale di Netflix, arriva dal suo creatore, produttore e showrunner Joshua Safran

Nel portfolio del produttore Joshua Safran spiccano Smash, Quantico e Gossip Girl – tanto la serie originale quanto il reboot atteso per il 2020 – e adesso anche Soundtrack, su Netflix dal 18 dicembre. La serie, non esattamente un musical ma neppure un drama in piena regola, trova spazio sulla piattaforma dopo un percorso accidentato che avrebbe dovuto condurla su Fox con il titolo di Mixtape, ma che invece si è concluso in un vicolo cieco.

Trama e ispirazioni di Soundtrack su Netflix

Cosa si trova, quindi, al cuore di una serie che schiaccia l’occhio più ai fan di La La Land che non a quelli di Glee? Né più e né meno che dei numeri musicali cantati in playback. I personaggi, infatti, inscenano i propri sentimenti nel bel mezzo della storia cantando e ballando, ed è la voce dei veri cantanti ad arrivare all’orecchio degli spettatori, non la loro. Le storie personali dei personaggi procedono dunque parallelamente per poi incrociarsi in mash up musicali che ne sublimano le emozioni.

Abbiamo tutti una colonna sonora, dice di sé la serie. E in Soundtrack su Netflix serve a narrare le relazioni di un variegato gruppo di uomini e donne attraverso le note e i versi di canzoni che i personaggi sentono vicine ai propri stati d’animo. L’idea è dello stesso Safran, che ha immaginato la serie come un racconto romantico inquadrato in atmosfere musicali sognanti. Sono convinto che ognuno di noi abbia la propria colonna sonora, e quando pensiamo alla musica, quando cantiamo una canzone in testa, lo facciamo con la voce del vero cantante, non con la nostra, ha spiegato. Soundtrack nasce da questa riflessione.

Al contrario di quanto si potrebbe credere, però, la musica non è una stampella dell’intreccio narrativo, quanto piuttosto la sua ispirazione di fondo. Ho scelto prima le canzoni, ci ha tenuto a sottolineare Safran. Prima ancora di avere una trama il pilot aveva delle canzoni. Prendiamo Between Me and You di Brandon Flowers, ad esempio: il personaggio di Sam è nato da quella canzone. Non è che io stessi cercando una canzone su un papà single che non riesce a tornare a casa dai suoi figli.

Che la si consideri una trovata geniale o un pigro espediente, la scelta di Safran si è rivelata quanto mai produttiva. Le canzoni raccontano una storia, ha spiegato ancora, e le playlist di Sam e Nellie reggono l’intera trama. Se si può togliere una canzone dalla storia e riuscire comunque a raccontarla, allora vuol dire che va tolta. Quindi la musica resta soltanto quando, togliendola, verrebbe a mandare qualcosa. Avevo una playlist per ogni personaggio, centinaia di canzoni. Ascoltando ogni playlist mi rendevo conto di quali canzoni somigliassero a un determinato personaggio, le portavo agli autori e poi ci costruivamo una storia attorno.

Il valore pratico della musica

L’effetto della musica in Soundtrack su Netflix è estremamente evocativo, ma il lavoro preliminare ha riservato più di un grattacapo. Coprire le spese per i diritti delle canzoni – di proprietà, fra gli altri, di Brandon Flowers, Kate Bush e Sia – ha quasi prosciugato i fondi della serie, costringendo Safran e i suoi collaboratori a compiere scelte difficili.

Secondo il racconto dello showrunner a Vulture, Jen Ross, supervisore musicale della serie, si è vista costretta a scartare i pezzi troppo costosi e poi a scrivere sessanta lettere per chiedere di poter utilizzare altrettante canzoni in Soundtrack. I più sonori no, a quanto pare, sono arrivati da Lorde e Pink, contrarie a un uso senza controllo dei loro successi. Stevie Wonder, invece, ha rifiutato perché convinto che cantare in playback una delle sue canzoni non avrebbe funzionato.

Altrettanto impegnativa la fase tecnica. Filmare in playback ha costretto gli attori a esplorare ogni possibile vena emozionale e musicale delle canzoni, così da interpretarla in modo soddisfacente. E per evitare intoppi nel caso Fox prima e Netflix poi avessero deciso di rifiutare il playback, il casting degli interpreti ha dovuto privilegiare attori dalle buone doti musicali. Non so se il pubblico accetterà l’idea del playback, ha ammesso Safran, ma se lo farà avrà di che divertirsi.

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  • Audience Rating: Non valutato

Cast e personaggi di Soundtrack su Netflix

Il cast principale di Soundtrack su Netflix comprende Callie Hernandez nei panni di Nellie O’Brien, una giovane i cui sogni sono stati rovinati dalla relazione con un musicista in erba.

Jenna Dewan interpreta Joanna Kassem, una giovane professionista abituata ad avere tutto sotto controllo. Una persona razionale eppure sempre pronta al peggio.

Campbell Scott è Frank O’Brien, un uomo bello, buono e gentile con qualche problema di autocontrollo.

Madeleine Stowe è Margot Weston, un’attrice estremamente attenta al modo in cui si presenta al mondo, ma segretamente esausta di doverlo fare.

Marianne Jean-Baptiste presta il volto ad Annette Sands, una zia calorosa, pragmatica, una combattente.

Megan Ferguson è Gigi Dumont, la migliore amica di Nellie.

Jahmil French è Dante Mendoza.

Paul James è Samson Hughes, aspirante cantautore, vedovo che farebbe qualsiasi cosa per il figlio Barry, interpretato da Isaiah Givens.

Ecco adesso il trailer di Soundtrack, interamente disponibile su Netflix dal 18 dicembre.

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