Victoria Pedretti in You 2, come sarà Love Quinn e il suo rapporto con Joe

Arriva la new entry Victoria Pedretti in You 2: l'attrice anticipa alcuni tratti del suo personaggio, Love Quinn, e del suo rapporto col protagonista Joe

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Ph. TYLER GOLDEN / NETFLIX

L’arrivo di Victoria Pedretti in You 2, nei panni della giovane esperta di cucina Love Quinn, non sarà la sola novità della serie Netflix che sta per tornare con 10 nuovi episodi, disponibili dal 26 dicembre sulla piattaforma.

Tra le serie rivelazione dello scorso anno per visualizzazioni in streaming, You torna con una stagione ispirata al secondo libro della serie di Caroline Kepnes, Hidden Bodies, con il protagonista Joe Goldberg alle prese con le conseguenze dei suoi delitti e del suo rapporto malato con l’altro sesso.

La nuova stagione è ambientata a Los Angeles, vede il protagonista in cerca di una nuova identità (nel primo teaser si fa chiamare Will) ma di nuovo attratto e probabilmente ossessionato da una donna. L’oggetto del desiderio di Joe sarà Love Quinn, interpretata dall’attrice di The Haunting of Hill House Victoria Pedretti.

Parlando per la prima volta del suo nuovo ruolo – il secondo da protagonista – l’attrice ha spiegato a Variety come apparirà al pubblico la sua Love Quinn, apparentemente molto diversa dall’insicura e fragile Beck della prima stagione.

Penso che sia immensamente concentrata su se stessa e si muova con grazia nel mondo. Penso che abbia consapevolezza del fatto che la vita non è tutta rose e fiori, e questo la fa apparire come profondamente calma (…) Gestisce una cucina, ha un fratello che ha molti problemi personali, quindi deve gestire molte cose e non c’è spazio perché si abbatta o si arrabbi per quello che sta succedendo nella sua vita. Ma ha vissuto sicuramente molto dolore, e lo vedremo sicuramente nello show.

La Love Quinn di Victoria Pedretti in You 2 si ritroverà così ad avvicinarsi al protagonista proprio per il come tratto della sofferenza: Goldberg è un uomo di cui intuisce il malessere profondo, pur non conoscendo la sua storia di stalker e assassino.

Vede che è unico, soprattutto per Los Angeles, e penso che sia attratta da questo. Sperimentare qualcosa di nuovo – una nuova prospettiva – è qualcosa a cui è attratta (…) credo che capisca che ne ha passate tante nella sua vita ed è qualcosa con cui lei può certamente relazionarsi. Penso che lo veda abbastanza simile e vicino in molti modi al di là di qualsiasi comportamento psicopatico di cui non è a conoscenza (…) capisce che ha difficoltà a chiedere aiuto ed è davvero un solitario. Ma non penso che lei veda quelle qualità come necessariamente cattive o sospette; penso che le veda come il prodotto di qualcuno che è profondamente ferito.

Avvicinandosi a lui perché attratta dalla sua apparente sensibilità, questa aspirante chef molto sicura di sé si ritroverà ad essere oggetto delle attenzioni di un uomo che ha un passato da stalker e serial killer, ma che in questa stagione “sta cercando di migliorare se stesso e non solo di scavare nella sua prospettiva, ma anche di stare lontano da questi comportamenti ossessivi“. Nonostante il teaser di You 2 ce lo restituisca ancora come una figura inquietante, infatti, anche la showrunner Sera Gamble ha anticipato che Joe apparirà segnato dal suo passato e immerso in un percorso di cambiamento, a partire dal fatto di essersi lasciato alle spalle il teatro dei suoi crimini, New York, per la soleggiata e scintillante Los Angeles.

Reduce da un thriller molto diverso, The Haunting of Hill House, anch’essa di Netflix, Victoria Pedretti in You 2 affronta un orrore di tipo diverso in You, quello generato dalla società digitale in cui il controllo, la manipolazione e il senso di possesso sono amplificati dai social media e dall’abuso degli strumenti della tecnologia in generale. Senza tralasciare quello che è il vero problema di questa serie, la romanticizzazione dello stalking che ha causato non poche polemiche, visti anche gli effetti su parte del pubblico più giovane e vulnerabile, al punto da spingere il protagonista Penn Badgley a prendere più volte posizione ricordando la natura patologica del suo personaggio.

Di You mi interessava il modo in cui parla di quel tipo di orrore che è essere un giovane su Internet oggi. Questo genere di cose riguarda tutti, ma ovviamente è su questo che si concentra lo spettacolo. E penso che sia stato davvero un segnale di avvertimento per alcune persone. Conosco persone che hanno cambiato la loro password e hanno ripristinato la loro relazione con i social media dopo aver visto lo spettacolo, pensando davvero a quanto stiamo mettendo le nostre vite private nelle mani del pubblico. E poiché penso che sia un modo davvero intelligente di discutere di questo soggetto che abbiamo tanto romanticizzato – questa idea di quest’uomo interpretato da Penn. Conosciamo queste persone e sono davvero difficili da individuare perché si mostrano e le vediamo come i bravi ragazzi.

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