Esorcizziamo Fortnite: la Battle Royale è uno strumento del demonio?

L'esorcista don Antonio Mattatelli si scaglia contro il titolo di Epic Games e più in generale i videogame con caratteristiche social, definendoli dei veri e propri strumenti del demonio

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Fortnite è uno strumento del demonio. Queste le parole, durissime, di don Antonio Mattatelli, uno degli esorcisti più noti sul suolo italiano. Parole che arrivano dai microfoni del programma radiofoconico I Lunatici, in onda su RadioDue, e che vanno a scagliarsi non solo contro la celebre e giocatissima Battaglia Reale confezionata dai ragazzi di Epic Games, ma un po’ contro tutti i videogiochi che presentano una componente social molto spiccata. Proprio come fa per l’appunto lo shooter costruttivo americano, ormai presente su quasi tutte le piattaforme attualmente in commercio – dal PC alla PlayStation 4, passando per Mac, Xbox One, Nintendo Switch, e dispositivi mobile sia iOS che Android.

Aggiornatosi di recente con un Capitolo 2 più “grande, grosso e cattivo” del precedente, Fortnite è quindi di nuovo nel cuore del ciclone, per una polemica che pare voler trascinare gamer e opinione pubblica più in generale direttamente nel Medioevo. Per altro con esiti quantomeno controproducenti. Il discorso di don Mattarelli è comunque di ampio respiro, e si apre con un’osservazione sulla gioventù moderna e sulla deriva materialista della società, come riportato sulle pagine del sito Dagospia:

L’altra mattina stavo passando davanti ad un negozio e c’era una folla di ragazzini in coda per acquistare uno smartphone a sconto. Perché non erano a scuola? La realizzazione materiale è il desiderio ultimo della nostra società? A cosa servono gli oggetti? I bambini sono pieni di giocattoli e nemmeno li usano. Ormai conta solamente il profitto, il guadagno, il successo economico e materiale. La fine del mondo come lo conosciamo sta arrivando. I valori non ci sono più, restano solamente l’individuo e la sua materialità.

Solo successivamente l’esorcista si è scagliato sui videogiochi e in particolare sulla Battle Royale – ma pure sui social network e le app, per un unico grande calderone di ignoranza! -, così da arricchire la sua “acuta” visione del capitalismo all’alba del 2020:

I giovani non dialogano più ormai, stanno fissi su smartphone e videogiochi. Su Fortnite, social network e app/giochi di questo tipo, il mio parere è estremamente negativo. Questi strumenti causano alienazione e non possono sostituire in alcun modo le relazioni umane. Nel nostro cervello si insinua un meccanismo che ci porta all’isolamento e a preferire i contatti virtuali a quelli reali, la mente umana si abitua a determinati piaceri, come una dipendenza. Fortnite e giochi di questo genere sono uno strumento del demonio in tal senso e la società è già stata colpita da questo male.

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Come accade fin troppo spesso, anche il questo caso il dito viene puntato contro lo strumento, e non contro chi ne fruisce con modalità errate. Per una riflessione che in ultima analisi andrebbe alimentata non solo con osservazioni contestuali e figure assai più professionali, ma anche a fronte di un’esperienza più diretta. Il solo delirio anacronistico, in questi casi, non basta mai. Né per parlare ai giovani di oggi, che da tempo sanno apprezzare sia il lato ludico che educativo dei videogame, sia alla società tutta, che non dovrebbe mai cedere – per poi demonizzarla – alla paura dell’ignoto e dalla scoperta. Anche quella virtuale!

Voi cosa ne pensate delle dichiarazioni di don Antonio Mattarelli? Siete già degli indemoniati giocatori di Fortnite? Parliamone nei commenti più in basso e nel grande gruppo italiano su Facebook dedicato al videogame di Epic Games, Fortnite Italia Group.

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