Recensione Star Wars Jedi Fallen Order, la Forza che ci mancava

L'universo di Guerre Stellari torna ai videogiochi con un'avventura in solitaria da vivere tra stelle e pianeti. Sarà riuscita a scuotere la Forza?

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Electronic Arts torna a parlare il linguaggio di Guerre Stellari con Star Wars Jedi Fallen Order. Dopo aver trascinato l’epopea galattica creata originariamente da George Lucas sui campi di battaglia della saga sparacchina di Battlefront ad opera dei veterani di DICE, ora il colosso di Redwood City cambia decisamente registro. E lo fa grazie al talento dei ragazzi di Respawn Entertainemnt, che hanno scelto di esplorare uno degli universi sci-fi più complessi e affascinanti di sempre con un’avventura da vivere in solitaria. Senza alcuna pretesa di inficiare la produzione con modalità multiplayer e odiate microtransazioni.

Star Wars Jedi Fallen Order si propone allora – su PC, PlayStation 4 e Xbox One – non solo come l’opera videoludica più ambiziosa della software house che ci ha già regalato i due Titanfall e il fenomeno Battle Royale Apex Legends, ma anche come un graditissimo ritorno di Star Wars ad abbracciare un titolo poligonale di ampio respiro, considerando che The Old Republic e The Force Unleashed sono ormai abbastanza datati. Un action adventure che non vuole inventare nulla, ma che sa ereditare sapientemente tutte quelle feature apparse negli anni nei migliori esponenti del genere di appartenenza, così come strizzando l’occhio ad esperienze titolate come la trilogia di Dark Souls, Metroid o il più recente Sekiro Shadows Die Twice. Ritagliandosi allo stesso tempo una sua identità ben precisa, da esplorare nel corso della nostra recensione… tra stelle e pianeti! Sarà riuscito anche ad imprimere un forte tremito nella Forza?

Una storia canonica

I fan di Star Wars lo sapranno bene, la storia di Jedi Fallen Order è assolutamente canonica nell’economia narrativa della serie. Un aspetto, questo, che conferisce ancora più valore al prodotto per chi si professa un seguace del franchise di casa Lucasfilm. Le peripezie del protagonista Cal Kestis si collocano temporalmente dopo Episodio III. Il giovane Padawan, interpretato dall’attore statunitense Cameron Monaghan, è riuscito a sfuggire al terribile Ordine 66, che ha spazzato via l’antico ordine protettore della pace. L’imperatore Palpatine, spalleggiato da un ancora inesperto – ma ormai dannato per sempre – Anakin Skywalker, ha dato ordine di rintracciare ed eliminare i pochi sopravvissuti. Tra loro, come dicevamo, anche il nostro eroe armato di spada laser e coraggio, che troverà asilo in un equipaggio intenzionato nientemeno che ha ripristinare l’Ordine Jedi, grazie al ritrovamento di alcuni antichi manufatti.

Una storia dal potenziale evidente, ma che non riesce mai davvero a decollare. Non la definirei dimenticabile, ma poco ci manca, avendo comunque la capacità di intrattenere e incuriosire, regalando a fan vecchi e nuovi qualche ora piacevolissima nella mitologia di Guerre Stellari. A non lasciare il segno è poi soprattutto la caratterizzazione dei personaggi, a partire da Cal, che non sa farsi amare dal pubblico come dovrebbe. Lo stesso si può dire per i comprimari a schermo, nonostante la trama abbia l’assoluto merito di farci viaggiare per sette diversi pianeti – noti e non – che sanno ricreare alla perfezione le atmosfere dell’antologia cinematografica – di ritorno nella sale italiane il 18 dicembre 2019 con Episodio IX. Si tratta insomma dell’aspetto purtroppo meno convincete del videogame di EA.

Tutte le anime di Star Wars Jedi Fallen Order

Discorso diverso fa fatto fortunatamente per il gameplay. Star Wars Jedi Fallen Order mette infatti sul piatto soluzioni e meccaniche riuscitissime e assolutamente varie, dimostrando che le vie della Forza sono realmente infinite. Con la possibilità di scegliere tra quattro diversi livelli di difficoltà – e con tanti costumi diversi per Cal, qui la guida -, l’ultima fatica di Respawn si offre al mercato con un’anima polivalente, che unisce esplorazione, un sistema di combattimento molto vicino a quello che caratterizza il già citato Sekiro, e una spruzzata di backtracking, senza ignorare i “falò” di salvataggio e potenziamento tipici dei soulslike – si potrà scegliere d’investire i punti abilità guadagnati dalle uccisioni in tre rami, ovvero Forza, Difesa e Spada Laser. Anche le mappe e il level design si rifanno a Dark Souls, con ogni pianeta a rappresentare una grande area esplorabile ricolma di segreti e scorciatoie da sbloccare.

Come per il capolavoro di From Software, anche in Fallen Order morire significherà perdere tutti i Punti Abilità accumulati dall’ultimo salvataggio. C’è la possibilità di recuperarli uccidendo il nemico che a sua volta vi ha inferto il colpo di grazia in precedenza. Questo si traduce in una grande spinta all’esplorazione, sfruttando le abilità sbloccabili del Padawan per avere accesso ad aree prima precluse – e a immancabili boss opzionali -, divertendo in fase free roaming per l’intera durata dell’avventura. Le stesse ottime sensazioni, al netto di qualche sbavatura, che sa restituire il combat system. Certo, si sarebbe potuto osare di più, ma il mix di parate, guardia, attacchi e contrattacchi sa farsi molto apprezzare dopo averlo metabolizzato per qualche ora. Al livello di difficoltà più alto, poi, non ha nulla da invidiare a quello portato in auge da Hidetaka Miyazaki, sostituendo le katane con le lightsaber. Meno bene il comparto tecnico: seppur gli ambienti di gioco sappiano mettere in scena paesaggi a tratti mozzafiato, mostra eccessivamente il fianco a cali di frame rate, fastidiosi rallentamenti e caricamenti tediosi nel passaggio da un’area all’altra.

Conclusioni

Star Wars Jedi Fallen Order è una delle sorprese videoludiche più belle di quest’anno ormai agli sgoccioli. Respawn Entertainment e Electronic Arts hanno scommesso su un’esperienza single player, e hanno avuto ragione. Sapendo regalare a fan vecchi e nuovi di Guerre Stellari – e a quelli degli action adventure profondi e longevi – un’avventura varia, accattivante e dal tasso di sfida non banale. Un riuscito mix tra Sekiro, Dark Souls, Metroid e Uncharted, intelligentissimo nel combinare alcuni degli elementi di gameplay più riusciti di produzioni altamente titolate. Scricchiolano solo una trama troppo blanda e un comparto tecnico a volte incerto, senza però inficiare una delle opere poligonali a tema Star Wars meglio riuscite di sempre.

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Pro

– Gameplay vario e divertente
– Ottima rappresentazione dell’immaginario di Star Wars
– Buon sistema di personalizzazione e progressione

Contro

– La trama “fa il compitino”
– Qualche problema tecnico per la versione PS4

VOTO FINALE: 8/10

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