The L Word 10 anni dopo: foto, video e anticipazioni sul sequel più atteso dalla “generazione queer”

Facciamo il punto su tutte le novità di The L Word: Generation Q, dai volti del cast alle aspirazioni della nuova showrunner e le aspettative di Jennifer Beals

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C’è sempre stato qualcosa da dire su The L Word, dal primo all’ultimo episodio. E non solo perché per la prima volta un gruppo di donne lesbiche ha invaso il piccolo schermo in un susseguirsi di talking, laughing, loving, breathing, fighting, f*cking, crying, drinking, riding, winning, losing, cheating, kissing, thinking, dreaming.

Negli anni la serie Showtime di Ilene Chaiken ha sollevato infatti più di una critica sulla sua rappresentazione superficiale della comunità, tutta raccolta attorno a un piccolo quartiere di Los Angeles e a un altrettanto ristretto gruppo di donne borghesi a prevalenza bianca. Per non parlare dello strappo avvertito nell’ultima stagione, con i suoi toni da mystery drama, la follia di Jenny Schecter (Mia Kirshner) e i dubbi sulla sua morte.

Ad ogni modo, The L Word ha saputo far parlare di sé e ha continuato a ergersi come riferimento per i titoli che negli anni successivi avrebbero provato a intraprendere percorsi simili. E, cosa non da poco, ha fissato nella storia dei personaggi LGBTQ televisivi diverse delle sue protagoniste. Alcune di esse – Bette (Jennifer Beals), Shane (Kate Moennig) e Alice (Leisha Hailey) – sono pronte a tornare in The L Word: Generation Q, il revival che riprende il filo degli eventi a dieci anni di distanza da quelli della serie originale.

The L Word - The Complete Seasons 1-6 (10 Dvd) [Edizione: Regno...
  • Audience Rating: PG-13 (Presenza dei genitori consigliata)

Di cosa parlerà The L Word: Generation Q

Nel corso di un evento stampa organizzato dalla Television Critics’ Association alcuni mesi fa, la produttrice Ilene Chaiken, la nuova showrunner Marja-Lewis Ryan e la star Jennifer Beals hanno parlato del revival come di un’occasione per dimostrare che le lesbiche hanno ancora un posto in tv, nonostante il mondo sia cambiato molto in questi dieci anni.

A conferma di ciò Jennifer Beals ha promesso che la serie avrebbe ampliato la sua riflessione sulla sessualità e l’identità di genere, così da abbracciare le discussioni più recenti su questi temi. Nel 2004 ‘non binario’ era semplicemente qualcosa di matematico, ha detto. Sono felice che la serie sia pronta a tornare. Abbiamo lavorato per anni perché diventasse realtà. Nessun altro show ne ha preso il posto.

Nel corso dell’evento si è sottolineato inoltre come in The L Word: Generation Q ci sia spazio anche per una più verosimile rappresentazione della comunità trans. E a quanto pare persino l’elezione di Trump è stata una forte motivazione ad accelerare il lavoro per la ripresa di The L Word.

Marja-Lewis Ryan ha stuzzicato i fan in più occasioni, negli ultimi mesi, promettendo che le interpreti della serie originale, Bette, Alice e Shane, sarebbero state catapultate nel mondo nuovo di Silver Lake. L’intento, ha spiegato, è superare la rappresentazione e i punti di vista ormai datati della The L Word che conosciamo. Per farlo hanno rienuto opportuno trovare nuove ambientazioni e ampliare il ventaglio di identità e orientamenti rappresentati.

Quando ho presentato la mia idea ho chiarito come il mio intento fosse onorare lo spirito della serie originale e renderla più inclusiva, ha precisato. Ho proposto quindi di dare una rappresentazione più veritiera della Los Angeles di oggi: una città un po’ più scura e un po’ meno cisgender.

Cast e personaggi di The L Word: Generation Q

Per riflettere l’evoluzione della serie il revival di The L Word partirà da tre saldi pilastri della produzione originale, per poi abbracciare la generazione Q cui fa riferimento nel titolo. Come abbiamo già riportato, i primi interpreti scelti per affiancare Jennifer Beals, Kate Moennig e Leisha Hailey sono stati Arienne Mandi, Leo Sheng, Jacqueline Toboni e Rosanny Zayas.

Dani Nùñez (Arienne Mandi) viene descritta come una manager nel settore PR, una donna potente e calcolatrice contraddistinta dalla forte ambizione. Micah Lee (Leo Sheng) è un professore cordiale e operoso, costretto dagli eventi ad affrontare il timore della propria vulnerabilità. Sarah Finley (Jacqueline Toboni) è invece un’assistente distratta e affascinante, vittima dello scontro fra il proprio orientamento e le convinzioni religiose della famiglia. Infine, Sophie Suarez (Rosanny Zayas) è una produttrice televisiva abituata a fuggire i problemi di cuore e sempre disposta a concentrarsi sulle necessità degli altri.

Nelle settimane successive è stata poi annunciata una seconda ondata di volti nuovi. Il più noto di essi è quello di Jamie Clayton, già Nomi Marks in Sense8. Clayton interpreta Tess, una bartender concreta e capace di inquadrare al volo le persone, ma molto meno lucida nel vivere le proprie relazioni. La sua presenza segna l’arrivo di un nuovo membro transgender del cast dopo Sophie Giannamore, già volto di Maura da giovane in Transparent e qui pronta a indossare i panni di un’amica di Angie, figlia di Bette e Tina. L’ormai adolescente Angie, descritta come una teenager determinata ma divisa fra le amicizie e gli amori del liceo, è invece interpretata da Jordan Hull.

Le altre novità più recenti sul casting di The L Word: Generation Q riguardano la partecipazione di Freddy Miyares e Carlos Leal. Il primo presta il volto a José, un artista gentile e affascinante pronto a lasciarsi alle spalle un passato complicato. Il secondo è Rodolfo, un amministratore delegato determinato e manipolatore, disposto a tutto per assicurare alla propria famiglia ciò di cui crede abbia bisogno.

Tra le guest star in The L Word: Generation Q, infine, è prevista la partecipazione di Fortune Feimster, Olivia Thirlby, Lex Scott Davis, Stephanie Allynne e Brian Michael. Feimster interpreta l’aspirante comica Heather. Thirlby è la gentile Rebecca, spesso attratta dalle donne sbagliate. Davis ha il ruolo di Quiara, una sensuale cantante dal successo internazionale. Allyne è Nat, una dolce terapista costretta a bilanciare la vita con la fidanzata e il rapporto conflittuale con l’ex moglie. E infine Michael, il terzo membro transgender del cast, presta il volto a Pierce Williams, uno spietato e calcolatore stratega politico abituato a dare tutto sé stesso sul lavoro.

Il valore della serie secondo Jennifer Beals

Come si legge in un’interessante approfondimento del The New York Times, il debutto di The L Word nel 2004 ha rappresentato un cambiamento fondamentale nella rappresentazione delle donne lesbiche. Un gruppo di donne intelligenti, attraenti e – cosa forse ancor più importante – felici rovesciava i più triti cliché sulle lesbiche arrabbiate o dolenti. Quelle donne frequentavano, amavano e lasciavano altre donne. Tradivano, facevano sesso promiscuo. Vivevano in case immacolate, indossavano abiti alla moda, guidavano aziende e avevano amicizie profonde. E non chiedevano scusa.

The L Word ha permesso di ritrarre esperienze diverse e individualizzate all’interno di una comunità queer, anziché lasciare sulle spalle di uno o due personaggi il peso della rappresentazione, commenta in quello stesso articolo Candace Moore, professoressa di studi di genere e media al Carleton College. Sia i pregi che i difetti di The L Word sono derivati dalle possibilità create da un cast corale che non ha soltanto rappresentato la comunità lesbica, ma l’ha anche costruita e plasmata.

E per quanto nessun’altra serie sia riuscita a sostituirla, The L Word – o meglio, le menti e i cuori che ne sono stati artefici – ha avvertito la necessità di rinnovarsi per soddisfare un pubblico nuovo e più ampio. Ciò non significa comunque rinunciare a ciò che l’ha resa speciale più di dieci anni fa. Le cose che più mi è piaciuto ritrovare [riguardando i vecchi episodi] sono state le amicizie, commenta Jennifer Beals. Queste donne avevano rapporti potenti e gioiosi, e credo che questi sentimenti fossero le leve più importanti della serie. La “L” indicava “love”, amore, e non solo “lesbian”, lesbica.

Come già nella serie originale, anche nel revival di The L Word Bette Porter rimarrà cruciale. Jennifer Beals non ha mai negato di sentirsi legatissima a uno dei suoi personaggi più celebri e amati. Ciò che amo di lei è che al di là di tutto ha un cuore grande e un’incredibile forza di volontà. Non amo, invece, che a volte non impari la lezione. È incredibile, continua a ripetere gli stessi errori, ancora e ancora, è come un criceto sulla ruota.

Bocca cucita, invece, su alcune delle questioni scottanti sollevate dal finale della serie originale e dai numerosi teaser del revival pubblicati negli ultimi mesi. Non sarà Jennifer Beals, insomma, a rivelare anzitempo se si farà luce sul mistero della morte di Jenny o che fine abbiano mai fatto Tina e Tasha.

Foto e video dal red carpet di The L Word: Generation Q

Per godersi alcune delle migliori immagini relative al red carpet e alla presentazione della serie basta visitare le gallerie di Daily Mail, Getty Images, Zimbio e Just Jared, in cui si alternano cast, produttori e ospiti speciali come Darren Criss e Tig Notaro.

Qui, invece, il video del red carpet del 2 dicembre.

E infine un estratto da The L Word: Generation Q 1×01, in onda su Showtime l’8 dicembre.

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