Dickinson 2 avrà “il suo 11 settembre”, le previsioni della showrunner sul futuro di Emily, Sue e gli altri

La natura del cambiamento è nel DNA della serie e rimarrà cruciale anche nella seconda stagione, secondo la showrunner Alena Smith

Che Dickinson sia una storia di crescita è apparso evidente fin dal debutto su Apple TV+qui la nostra recensione –, e gli spunti offerti dalla showrunner Alena Smith in un’intervista all’Hollywood Reporter confermano come tutto sia destinato a cambiare ed evolversi anche in Dickinson 2.

Emily e la morte

Gli eventi della prima stagione hanno sovrapposto un lento e costante movimento narrativo all’ambientazione statica della villa di famiglia. Emily ha sfidato i divieti paterni sull’opportunità, per una donna, di perseguire un’istruzione e pubblicare poesie. La migliore amica Sue ha accettato la proposta di matrimonio di Austin, superando solitudine e povertà e preparandosi a un’inattesa gravidanza.

Entrambe hanno accettato – o provato a farlo – l’inevitabile cambiamento delle rispettive priorità, le gelosie reciproche, con la consapevolezza di essere ancora fondamentali una per l’altra. E soprattutto, Emily ha visto evolversi il suo rapporto con la morte, passando da un desiderio romantico e sensuale a un senso di ribellione e rifiuto dovuto alla morte di Ben. È la showrunner Alena Smith a chiarire ulteriormente il percorso di Emily in questo senso:

La storia di crescita di Emily è almeno in parte quella di un rapporto in maturazione con la morte. All’inizio della stagione la vede come qualcosa di affascinante, e per certi versi è per questo che trova affascinante Sue. Sue ha perso così tanto, ha conosciuto la morte così bene, mentre Emily no, ne è stata protetta.

È solo con la perdita di Ben che scopre per la prima volta cosa significa perdere qualcuno di davvero importante. Penso che questo cambi la sua prospettiva sulla morte e le permetta allo stesso tempo di accettare che la sua relazione con Sue si stia evolvendo. In quel momento crede davvero di potersi limitare ad accettare Sue come una sorella.

Emily e la fama

Dickinson 2 si approccerà in modo nuovo anche al tema della fama. Nella prima stagione si è avuto più di un assaggio dell’atteggiamento di Emily nei confronti della celebrità. All’inizio ha chiesto al fratello di pubblicare a suo nome una poesia per un concorso, scoprendosi poi gelosa delle lodi a lui riservate dal padre. Più avanti, invece, sembra farsi influenzare ben più profondamente dall’impostazione pragmatica e commerciale di Louisa May Alcott. Questo lo spunto della showrunner:

Nella prima stagione diamo una certa risposta, e cioè che Emily vive in una società patriarcale e suo padre si oppone all’idea di donne scrittrici. Dickinson 2 rovescerà completamente questa prospettiva e darà una risposta diversa. Vedremo che sarà Emily a svelare un rapporto incredibilmente ambivalente nei confronti della fama.

La seconda stagione ruoterà molto attorno alla popolarità e all’economia dell’attenzione, una preoccupazione cruciale nelle poesie di Emily Dickinson. La poetessa ha scritto moltissimo sul tema, sull’abbracciare o il rifuggire la fama. Ne era ossessionata, pur finendo per rovesciarne il significato.

Dickinson 2 e “l’11 settembre”

Come le altre serie al debutto il primo novembre su Apple TV+, anche Dickinson 2 ha già ricevuto luce verde. L’evoluzione narrativa si avvertirà anche nell’ambientazione storica, che non raggiungerà la guerra di secessione americana ma vi si avvicinerà molto. Commenta Smith:

In Dickinson 2 ci avvicineremo alla guerra civile. Anzi, vi arriveremo proprio a un passo. La storia sarà un crescendo in vista degli eventi di Harper’s Ferry, l’insurrezione degli schiavi neri guidata dall’abolizionista John Brown. Per noi sarà una sorta di 11 settembre, un momento in cui la guerra diventa inevitabile e la società che è esistita fino a quel momento si fa consapevole di non poter andare avanti a lungo allo stesso modo. Se e quando ci sarà una terza stagione arriveremo alla guerra di secessione.

Sue e la gravidanza

Dickinson 2 avrà modo di seguire l’evolversi della gravidanza di Sue. Nella prima stagione si è fatto strisciante il dubbio sulla paternità del bambino che ha in grembo: è Austin o l’uomo per il quale ha lavorato nel periodo in cui si è allontanata dalla residenza dei Dickinson? Se la questione è parsa subito rilevante per gli spettatori, lo stesso non può dirsi di Alena Smith:

Se si fa attenzione alla cronologia degli eventi, allora chiaramente non ha senso [che quell’uomo sia il padre del bambino]. Però non mi dispiace l’idea. Qualcuno me lo ha fatto notare sul set, mi ha chiesto “È questo che dovremmo pensare?”, e io ho risposto “Wow, no, non ci avevo nemmeno pensato, ma non sarebbe la cosa peggiore del mondo”. Anzi, è interessante. La scena in cui Sue e Austin si baciano, e lei dice che non avrebbe voluto avere dei bambini, è pensata per far capire che sarebbero andati oltre. Se ci fosse stata una scena di sesso adesso questo dubbio non si porrebbe.

[…] Una cosa che sappiamo della vera Sue è che aveva davvero una gran paura del parto e, a tratti, una completa avversione al sesso. Ha avuto una serie di gravidanze terminate in aborti, e alla fine ha avuto un bambino nato morto, circa dieci anni dopo. Ecco, questa è una delle più grandi tragedie ad aver colpito questo gruppo di persone.

Cosa aspettarsi, quindi, in merito alla paternità del bambino? Sue è piena di misteri. Io sono l’autrice della serie e posso dire che per me è Austin il padre, ma in fin dei conti non lo so, non posso saperlo. Quello che so è che io ho scritto come se lo fosse perché erano questi i piani. La cosa importante è pensare alla quantità di traumi che Sue porta con sé a causa di tutte le sue esperienze precedenti, compreso il periodo trascorso a Boston.

Dickinson 2 sarà disponibile su Apple TV+ nel 2020.

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