Il monologo di Tiziano Ferro a Che Tempo Che Fa contro il bullismo: “Le parole hanno un peso ma non lo ricordiamo”

Tiziano Ferro, ospite del programma domenica 24 novembre, scrive e recita un monologo contro il bullismo

Tiziano Ferro a Che Tempo Che Fa apre la puntata di domenica 24 novembre con un monologo sul bullismo.

Avrà fatto riferimento a Fedez, o forse no, in conferenza stampa, nel presentare il nuovo disco Accetto Miracoli e parlare d’odio, l’odio manifestato in ogni forma e ogni luogo. Ha accennato a cantanti che attraverso i testi delle loro canzoni incitano il bullismo, utilizzando termine poco consoni e poco appropriati.

Fedez si è sentito parte in causa e gli ha risposto sui social più volte. Si è giustificando spiegando che la canzone alla quale fa (forse) riferimento Ferro è un brano rilasciato 10 anni fa, episodio che non vale la pena rivangare.

Tiziano Ferro non gli ha risposto. Le parole hanno un peso, lo ripete più volte nel corso del suo monologo a Che Tempo Che Fa, monologo con il quale Fabio Fazio e la Rai gli hanno concesso di aprire la puntata del programma domenica 24 novembre. L’esibizione di Tiziano Ferro sulle note di Accetto Miracoli è arrivata dopo. Il monologo è stato uno spunto di riflessione per tutti: parole dure, oneste, sincere, pronunciate da un 40enne che è stato un adolescente ed un 20enne spesso vittima di insulti per il suo aspetto fisico, per i suoi chili di troppo, per il suo orientamento sessuale.

Le parole hanno un peso: è questo il dramma che si nasconde dietro i messaggi di bullismo. Le parole pesano e sono pericolose soprattutto se scagliate contro ragazzi giovani, adolescenti che sono costretti ad affrontare tutti i giorni e a fare i conti con la propria immagine allo specchio, un’immagine che qualcuno prende di mira.

Grasso, put**na, nano, disadattato, fr*cio, criminale, negro, vecchia, terrone, raccomandato, pezzente, ritardato, tr*ia, fallito, anoressica, cornuto, handicappato, frigida, inferiore, mongoloide: sono le parole che Tiziano Ferro scandisce attentamente, quasi le urla, mentre chiede una legge contro l’odio, l’odio che va punito.

“Smettiamola di difenderci tirando in ballo l’ironia e il sarcasmo“, continua. “Le parole hanno un peso. E certe ferite resistono nel tempo”.

In chiusura si rivolge ai bulli e agli odiatori italiani. Li invita a stare sereni e tranquilli perché in Italia una legge contro l’odio non esiste e quindi tutti loro sono liberi.

Il monologo di Tiziano Ferro a Che Tempo Che Fa:

Le parole hanno un peso. Ma non lo ricordiamo. Ed è questo il dramma che si nasconde dietro i messaggi di bullismo. Le parole hanno un peso. Ne ribadisco la pericolosità. Ed è necessario essere consapevoli quando le si scaglia contro l’animo di un adolescente troppo fragile per poter decidere o scegliere.

Le parole hanno un peso. Grasso, put**na, nano, disadattato, fr*cio, criminale, negro, vecchia, terrone, raccomandato, pezzente, ritardato, tr*ia, fallito, anoressica, cornuto, handicappato, frigida, inferiore, mongoloide. Le parole hanno un peso. Nella vita e sugli schermi. E, per carità, smettiamola di difenderci tirando in ballo l’ironia e il sarcasmo: quelle sono arti delle quali bisogna imparare il mestiere. Non confondiamo le acque. E i livelli. Le parole hanno un peso. E certe ferite resistono nel tempo.

L’apologia dell’odio non è un reato che dovrebbe poter cadere in prescrizione. Ma in questo Paese una legge contro l’odio non c’è quindi bulli e odiatori italiani tranquilli, siete liberi! Io intanto aspetto tempi migliori, nei quali le parole magari un giorno avranno un peso.

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