The Young Pope di Sorrentino tra le migliori miniserie del decennio, Jude Law sul podio con Ryan Murphy

Il TIME non ha dubbi: The Young Pope di Paolo Sorrentino è tra le migliori miniserie del decennio, collocandosi insieme a Ryan Murphy e Sharp Objects

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In fatto di qualità televisiva, il TIME non ha dubbi: The Young Pope di Paolo Sorrentino è tra le migliori dieci miniserie televisive degli ultimi dieci anni. Lo svela una classifica stilata dal noto magazine americano. Il capolavoro del regista Premio Oscar per La Grande Bellezza, che tornerà prossimamente con il secondo capitolo intitolato The New Pope, si piazza di diritto sul podio insieme a prodotti che nell’ultimo decennio hanno saputo mettere d’accordo pubblico e critica.

Per miniserie, TIME si riferisce a “l’enorme impiego di idee e mezzi per creare format di un’ora o mezz’ora”, che diventano “meraviglie di una stagione con una forma d’arte tutta loro”. Secondo il settimanale d’informazione, le miniserie “richiedono una narrazione e uno sviluppo del personaggio più efficienti di uno spettacolo progettato per durare anni. E poiché non rimangono abbastanza a lungo da logorare il loro benvenuto, alla fine sono spesso più soddisfacenti”.

Il TIME rende noti i dettagli sui criteri con cui è stata stilata questa lista: le reti di produzione “sembrano utilizzare la designazione di “serie limitata” per testare concetti a lungo termine. Miniserie popolari come Downton Abbey e Big Little Lies sono state rinnovate per due o più stagioni, ed è più difficile che mai definire cosa rientra e cosa non rientra in questa categoria. Per essere qualificata in questo elenco, una miniserie deve essere definita tale prima del suo debutto. Può avere sequel, come Top of the Lake e The Young Pope, ma non può essere una storia singola e continua che abbraccia più stagioni o una serie che è stata cancellata dopo una sola”.

La lista è in ordine cronologico e inizia con Mildred Pierce, miniserie targata HBO in onda nel 2011. L’adattamento del romanzo di James M. Cain vede Kate Winslet nei panni di una casalinga intelligente e intraprendente degli anni ’30 che caccia il suo pessimo marito e diventa un ristoratore di successo, usando i suoi stimabili talenti culinari per sostenere i figli. Todd Haynes ha giocato sui suoi punti di forza come cineasta, approfondendo la psicologia dei suoi personaggi femminili e tirando fuori il glamour vintage anche nelle scene domestiche più dark.

TIME cita Top of the Lake, miniserie del 2013, con una Elisabeth Moss che mostrava già la sua versatilità come attrice. L’indagine sulla scomparsa di una ragazza incinta mette una detective contro l’ostilità della popolazione locale e con il proprio passato.

La lista del TIME prosegue con Wolf Hall, miniserie televisiva del 2015 che ci porta alla corte di Enrico VIII. Damian Lewis veste i panni di un sovrano viziato circondato da Claire Foy (Anna Bolena) e Mark Rylance (Cromwell). Si sale con American Crime Story: Il caso O.J. Simpson, prima stagione della serie antologica creata da Ryan Murphy, su uno dei casi di cronaca nera più celebri della storia americana. Anche The Night Of con John Turturro e Riz Ahmed si guadagna un posto in questa lista; la miniserie HBO accende i riflettori sull’islamofobia in un’America ancora lacerata dall’11 settembre.

Salendo nella lista arriviamo a The Young Pope. Con il suo papa giovane che ha il volto carismatico e affascinante di Jude Law, Paolo Sorrentino si interroga sull’esistenza di Dio, affronta tematiche religiose e psico-filosofiche in uno stile unico e caleidoscopico.

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La lista delle migliori miniserie del decennio si completa con Alias Grace, prodotto Netflix tratto dal romanzo di Margaret Atwood (autrice de Il racconto dell’ancella); Patrick Melrose, miniserie basata sul libro di St. Aubyn, con Benedict Cumberbatch nei panni di uno dei personaggi più controversi della narrativa contemporanea; Sharp Objects, considerato da alcuni come il nuovo Big Little Lies, con una strepitosa Amy Adams nel ruolo di una giornalista alcolizzata e autolesionista che torna nella sua città natale per indagare sugli omicidi di alcune giovani.

La miniserie più recente, vincitrice di un Emmy, è la struggente When They See Us. Il prodotto di Ava DuVernay è un lungo e sofferto calvario lungo quattro episodi che ripercorre un vero fatto di cronaca. Il 9 aprile 1989, la 28enne jogger bianca Trisha Meili fu picchiata, violentata e lasciata quasi senza vita a Central Park. Cinque adolescenti di etnia latina e di colore vennero accusati senza un valido processo; la miniserie racconta gli anni brutali dietro le sbarre e il difficile recupero dopo essere tornati in libertà.

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