L’abbraccio trip hop delle 3 Assassine di Ciao Sono Vale, nella claustrofobia della malattia mentale

La giovane cantautrice soffoca un grido che proviene dalla nostra prigione emozionale

39
CONDIVISIONI

3 Assassine di Ciao Sono Vale è quanto è necessario raccontate sulla solitudine di chi vive una condizione di soffocamento esistenziale, nella prigionia di una pressa che da un’estremità minaccia la nostra pace, dall’altra soverchia con un carico di paranoia e dolore. Dopo la relazione tossica cantata e decantata in Cliché, Valeria Fusarri – questo il suo nome – ritorna su un tema delicato e immerge la nostra testa nel mondo della malattia mentale.

Non abbiamo, in questo contesto, la psichedelia di un synth che sfugge al controllo con i 9/5 di un batterista folle e tanto meno siamo di fronte al mondo visionario dell’art rock che probabilmente salverà il pianeta: 3 Assassine di Ciao Sono Vale ci percuote con un darkbeat acido che ci mostra corpi che si muovono in reverse. Il basso synth e le percussioni portano a compimento, e lo fanno con dovere, la difficile missione di rendere il suono del panico che batte e picchia forte nel sidechain, quello che si prova quando si grida da dietro il proprio vetro blindato nell’incapacità di farsi ascoltare.

Lo ha detto la stessa Valeria:

Parliamo di malattia mentale e di come in Italia venga sottovalutata, di ogni volta che hai bisogno di una mano e l’unica cosa che sanno fare è darti un farmaco per sedarti. Quando una persona ha dei problemi ha bisogno di essere ascoltata, ed io voglio che la gente possa trovare in queste parole del conforto, della comprensione e attraverso la musica ricevere un forte abbraccio. Il testo ha tante sfaccettature, può essere inteso come in vari modi, ma in generale è uno sfogo per qualsiasi problema che può capitare nella vita, è una richiesta di aiuto. Ci tengo che la gente possa vedere la musica come un’ancora di salvezza.

Il brano è stato scritto da Valeria insieme alla sorella Simona, la persona che la giovane cantautrice dice di amare più di chiunque altro. La scelta, sin da subito, è stata quella di raccontare nella maniera più schietta un mondo complesso e articolato. Il resto è stato il lavoro meticoloso di Matteo Costanzo, che ha creato un sound e una serie di dinamiche difficilmente reperibili sul territorio italiano.

3 Assassine di Ciao Sono Vale, infatti, è una stanza con una finestra sul mondo in chiaroscuro dell’industrial e della nuova ondata elettronica che sta letteralmente investendo il Belpaese. Valeria rappa, articola e soffoca, quasi sussurra quando lamenta: “Tu che non sai quanto è dura per me, che ho bisogno di te. Tu non hai mai un minuto per me”.

Classe 1998, Valeria Fusarri si è ritrovata più volte a rifiutare le proposte dei talent, una dimensione alla quale non si sente allineata. Dalle cover pubblicate su Facebook si sposta per la strada per farsi notare come busker, fino alla realizzazione di 4 inediti, soddisfazioni che le spalancano le porte alla label Honiro. Dopo aver provato anche il brivido del palco del 1° Maggio in Piazza San Giovanni a Roma, oggi è al lavoro su nuovi brani.

3 Assassine di Ciao Sono Vale suggella il nuovo percorso artistico della giovane cantautrice. Riportiamo di seguito il testo.

Questo è il conto da pagare
per favore, non ti addormentare.
Io son già piena di pare malsane, insnae.
Sembra non ci sia niente da fare
se non rinchiudersi in un bluffare
mentre in mezzo alla folla la gente ti osserva
vorresti soltanto una faccia diversa,
vorresti sparire per un secondo e riapparire dispersa.

Ehi, siamo il latte ed il caffè.

Tu che non hai
un minuto per me.
Ehi,
tu che non sai
quanto è dura per me
che ho bisogno di te che
tu, non hai mai
un minuto per me, per me.

Quattro e dieci di mattina
avrei bisogno di un’aspirina
per mandare via tutti questi pesnieri e dimenticare ieri,
perché non è facile per me:
ho troppi pensieri in testa,
troppa gente che se ne va e non resta.
Non capisco quanto ci sia di sbagliato in me
che se poi ci penso io, son tre,
quindi già le risposte so darmele
e non voglio che sia tu a tacciarmele.
Tre assassine messe insieme, per un mix ci vuole il seme,
dammi tu qualche consiglio
che in caso poi lo rinchiudo in qualche ripostiglio.

Ehi, sono deviata-mente impazzita.

Tu che non hai
un minuto per me.
Ehi,
tu che non sai
quanto è dura per me
che ho bisogno di te che
tu, non hai mai
un minuto per me, per me.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.