Sono Solo Fantasmi, Christian De Sica tra commedia, horror e autobiografia

Esce oggi il nuovo film dell’attore e regista romano. Ed è un curioso mix di risate e spaventi. Che un po' guarda a Ghostbusters, ma soprattutto a fantasmi del cinema di casa nostra. Dalla “guest star” Vittorio De Sica a Eduardo De Filippo

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Sono Solo Fantasmi è il nono film da regista di Christian De Sica, una inedita commedia horror fatta di risate – un po’ di grana grossa, con scatologie da cinepanettone – e spaventi autentici. Merito anche del figlio Brando che, non accreditato, ha coadiuvato il padre, come aveva già fatto nel precedente Amici Come Prima con Boldi, occupandosi degli aspetti più tecnici della regia.

Christian De Sica è Thomas, mago romano squattrinato che, dopo un famigerato numero andato male in tv, non ne ha più imbroccata una. Alla morte del padre Vittorio, torna a Napoli per i funerali. Lì non solo incontra il fratellastro Carlo (Buccirosso), che dopo tanti anni a Milano parla con vezzoso accento meneghino, ma scopre di avere un altro fratellastro, Ugo (Gian Marco Tognazzi), ragazzone problematico che entra ed esce dagli ospedali psichiatrici. L’agognata eredità non esiste, dato che il padre era un donnaiolo e giocatore pieno di debiti. L’unico bene è la casa di famiglia, sulla quale però grava un’ipoteca da 150mila euro.

Come pagarla? Trasformandosi in acchiappafantasmi, sfruttando la superstizione partenopea e le vaste conoscenze in materia di Ugo. Le cose non vanno esattamente come previsto, perché le baracconate dell’improvvisata squadra risvegliano forze misteriose. I tre fratelli sono costretti ad ammettere che i fantasmi esistono davvero, su tutti una pericolosissima janara che potrebbe distruggere Napoli e che adesso devono fermare, costi quel che costi.

Sono Solo Fantasmi è certo il più singolare dei film di Christian De Sica, una mescola di generi lontanissimi, tra commedia e fantastico, che nel cinema italiano non ha quasi antecedenti, il delizioso Fantasmi A Roma di Antonio Pietrangeli è forse l’unico esempio degno di nota. A suo modo è una conferma della tendenza fondamentale del cinema italiano recente a sperimentare incontri tra linguaggi diversi, guardando molto alle suggestioni che giungono da oltreatlantico e un po’ anche alla storia del cinema di casa nostra.

Chiaramente il soggetto, della premiata coppia Nicola Guaglianone e Menotti, gli stessi di Jeeg Robot, guarda ai Ghostbusters e al fantasy americano anni Ottanta. Ma la sceneggiatura, firmata dallo stesso De Sica con Andrea Bassi e Luigi Di Capua, rideclina il tutto in salsa locale. I protagonisti sono tre eterni cialtroni da commedia italiana, pure Buccirosso, che affetta un accento del nord ma è soltanto un disgraziato, succubo della moglie e del di lui padre milionario.

I veri fantasmi sono quelli dell’autobiografia familiare e cinematografica. Il personaggio di Tognazzi si chiama Ugo, naturalmente, e Vittorio De Sica di questo film è letteralmente coprotagonista. È suo il profilo del padre sciupafemmine e scialacquatore, che ritorna come spettro, interpretato ovviamente da Christian, che con l’età sempre più lo ricorda. Sono pure altre le presenze che aleggiano sul film: i tre fratellastri fanno pensare subito a Filumena Marturano, richiamata non tanto dalla scolastica citazione del celebre “I figli so’ figli”, quanto dalla scelta, come location principale, del palazzo che Eduardo usò per la sua versione cinematografica della commedia, del 1951.

Poi in Sono Solo Fantasmi ci sono cose che non funzionano, l’oleografia spinta – i napoletani che recitano sempre la parte dei napoletani –, le citazioni superflue (“una chesa distrutta”, dice Leo Gullotta, come ne L’Oro Di Napoli), un duo di camerieri che parlano un insopportabile dialetto puteolano, come tutta stereotipi è la caratterizzazione della famiglia milanese di Buccirosso. La trama thriller e orrifica però non si riduce a puro pretesto comico e il contesto napoletano, con la sua cultura intrisa di esoterismo, tra munacielli, belle ‘mbriane e janare, si presta ad essere il teatro naturale di una storia virata sul fantastico.

Il ritorno insieme a Boldi l’anno scorso incassò oltre 8 milioni. Chissà se De Sica riuscirà a ottenere un risultato simile stavolta, senza lo storico sodale e con un film decisamente migliore, certo bizzarro e inclassificabile, che pare non avere neanche un target di pubblico definito.