Perché mancano i risultati del concorso Regione Campania? De Luca contro il Formez

Troppe lungaggini burocratiche secondo il governatore della Campania che si arrabbia con il sistema

97
CONDIVISIONI

Potremmo definirlo un vero e proprio show quello con cui Vincenzo De Luca spiega la mancata pubblicazione dei risultati del concorso Regione Campania. In un video condiviso sulla pagina ufficiale del governatore appunto, ecco che vengono spiegati i motivi per i quali, a distanza di più di 2 mesi dall’inizio della selezione pubblica, ancora non sono stati pubblicati gli esiti delle prime prove preselettive.

Il colpevole numero uno per il mancato obiettivo è senz’altro il Formez, sempre secondo De Luca. All’interno del video social condiviso a fine articolo, l’ente gestore di tutta la selezione pubblica viene ritenuto responsabile di aver allungato incredibilmente i tempi di attesa per i candidati. L’inizio della correzione delle prove si è concretizzato solo a svariate settimane dalle ultime prove. Ancora, la procedura in se, ad oggi, è stata conclusa solo per i profili della categoria D, ossia per i laureati, mentre ancora si procede alla lettura ottica degli elaborati per la categoria C dei diplomati. Un ritardo abissale rispetto a quanto promesso in piena estate, con la prospettiva di inizio tirocinio già nel mese corrente di novembre.

Sempre nel suo intervento, Vincenzo De Luca ha chiarito quali saranno i prossimi passaggi per ottenere i risultati del concorso Regione Campania. Le graduatorie dovranno passare per il Ripam prima dell’autorizzazione alla pubblicazione. Questo ulteriore step potrebbe richiedere altro tempo e per conoscere i risultati della sola prima fase preselettiva potrebbero ancora trascorrere settimane.

Insomma, un sistema estremamente farraginoso sta caratterizzando una selezione pubblica che si prefiggeva l’obiettivo di essere trasparente e quanto mai snella e veloce. Sempre il governatore De Luca, dopo la pubblicazione dei risultati del concorso Regione Campania, si dice oltremodo preoccupato del prosieguo di questa procedura. Per la successiva prova scritta andranno insediate delle apposite commissioni universitarie per ognuno dei 18 profili previsti dal bando. Anche queste andranno approvate prima che il loro lavoro possa iniziare. Insomma, i candidati che saranno riusciti a superare la primissima selezione di settembre, dovranno attendere ancora molto tempo per rimettersi al lavoro sui banchi e sperare di conquistare un posto come tirocinante presso una delle amministrazioni pubbliche richiedenti del bando.

L’Italia è soffocata dalla palude burocratica e i nostri governanti pensano ai tweet

Che cos’è la palude burocratica? Quel groviglio di regole, cavilli, codici, codicilli, arzigogoli che per fare un concorso pubblico ti fanno perdere anni e anni. Ma si può andare avanti in queste condizioni in Italia? E come lo spieghiamo ad una ragazza e ad un ragazzo alla ricerca di un lavoro o a un padre e ad una madre che hanno fatto sacrifici per dare un futuro migliore ai loro figli, che bisogna aspettare il timbro di una commissione?E voi pensate che in questo, come in quelli passati, ci sia un esponente di governo preoccupato di questi problemi? Ma si può governare l’Italia in questo modo?

Pubblicato da Vincenzo De Luca su Mercoledì 6 novembre 2019
Per restare sempre aggiornato, aggiungi ai tuoi contatti su smartphone il numero 3770203990 e invia un messaggio WhatsApp con testo “NEWS”. Il servizio è completamente gratuito! In qualsiasi momento sarà possibile disdirlo inviando un messaggio con testo “STOP NEWS” allo stesso numero.
Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.