I 65 anni di Mango nelle 10 canzoni più belle

Pino diceva: "Voglio essere la mia musica". Oggi ricordiamo l'artista che dedicò l'intera carriera alla ricerca della perfezione musicale

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Impegnarsi in una cernita per i 65 anni di Mango non crea una scienza esatta e scatenerebbe accesi conflitti. Il numero 10 ricorre spesso, quando si tratta di selezionare le 10 opere migliori di un artista che ci ha lasciati troppo presto, forse perché troppo caro agli dei per continuare ad allietare il pubblico con la sua personale poesia arricchita da quella voce angelica e inconfondibile.

Giuseppe “Pino” Mango nacque a Lagonegro (Potenza) il 6 novembre 1954 e grazie alla sua carriera fece grande la sua Basilicata, così piccola e così immensa. Una regione stupenda con posti altrettanto stupendi, ma spesso divorata dalla grandezza territoriale dei luoghi confinanti tanto da suscitare in Rocco Papaleo quel desiderio di vendetta mediatica che era Basilicata Coast To Coast (2010).

Mango fece altrettanto, e tanto continuava a fare su quel palco di Policoro (Matera) il 7 dicembre 2014, quando i suoi occhi iniziarono a chiudersi mentre dedicava Oro al suo pubblico. Si disse che il suo desiderio fosse proprio quello di morire sul palco e l’intervento di un qualsivoglia Dio, quella sera, probabilmente lo aveva preso alla lettera.

Ricordarlo con le sue 10 canzoni più belle significa rendergli l’omaggio che merita, perché ogni artista si mette al servizio della musica per offrire alla gente uno spaccato continuo del suo vissuto. Amare Mango significa ringraziarlo per essersi immolato nell’universo più complicato dell’arte ed essersi reso trasparente al nostro cuore così bisognoso di bellezza e sincerità.

Semplicemente Mango-I Grandi Successi
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Negli anni ha esplorato il pop, il rock, la world music e il folk con la sua inarrestabile curiosità di esplorare la musica in tutte le sue forme, e con la sua voce ci ha insegnato che tutto gli era possibile. Lo dimostrò quando insistette nel definirsi come la sua stessa musica, in una frase che oggi risuona come una profezia portata a compimento: “Io voglio essere la mia musica”, per questo si impegnò in una meticolosa ricerca sin dagli esordi, quando firmò per Patty Pravo, Loretta Goggi e tanti altri.

Scoprire la quintessenza di Mango nei suoi brani è un lavoro di altrettanta minuziosa ricerca, e la selezione non è facile. Per questo ci limitiamo alla pancia e gli chiediamo scusa, parafrasando quello “scusate” con il quale si congedò dal pubblico di Policoro prima di fare ritorno al cielo. Ci affidiamo ai suggerimenti dell’algoritmo dei servizi di streaming musicale, che ci propongono i brani più riprodotti, scelti da chi non smette di amarlo.

Bella D’Estate non deve mancare: è la canzone della musicassetta riprodotta nello stereo dell’auto che ci trova ancora piccoli, sul sedile posteriore, mentre vaghiamo per la città con la famiglia. Pop, elettronica e sentimento, lo stesso che troviamo in Mediterraneo e Come Monna Lisa: “Dietro quel sorriso enigmatico capir di più vorrei. Dimmelo. Monna Lisa, sai, Monna Lisa non dirmelo mai. Ho paura che ne soffrirei troppo”.

Lei Verrà ci ha insegnato il piacere del sound mediterraneo e del pop verace, un corteggiamento che ritroviamo in Sirtaki e nelle atmosfere di Nella Mia Città, che tutti ricordiamo tra gli esempi più alti della canzone italiana. La Rondine e Disincanto non possono non essere menzionate, e con esse l’intensissima Amore Per Te. Con dolore e frustrazione, infine, troviamo Oro, l’amore espresso come la valuta più ambita, la pietra preziosa che ci tormenta e protegge, l’ultimo saluto di un artista che aveva detto tanto e che non ha mai smesso di farlo.

I 65 anni di Mango ricorrono ogni giorno e oggi si contemplano. Esistono stelle in grado di farsi notare anche quando splende il Sole, la grande stella che di fronte a Pino riusciva ad accusare un complesso di inferiorità.

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