Dopo Lucio Dalla, le luminarie di Bologna sono dedicate a Cesare Cremonini

Via D'Azeglio s'illumina con le parole di Nessuno Vuole Essere Robin di Cesare Cremonini

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Lo scorso anno Bologna ha dedicato le luminarie di Natale a Lucio Dalla, illuminando Via D’Azeglio con le parole della sua L’Anno Che Verrà. Quest’anno è Cesare Cremonini il protagonista delle luci natalizie.

Migliaia di persone hanno raggiunto lo scorso anno la città di Bologna per ammirare le luci dedicate a Lucio Dalla e ad uno dei suoi storici successi. Quest’anno sarà la musica di Cesare Cremonini ad accompagnare i bolognesi e i turisti curiosi nel loro shopping natalizio: un brano del cantautore bolognese è il protagonista delle nuove luminarie di Via D’Azeglio, a Bologna.

La canzone scelta dall’artista per la città è Nessuno Vuole Essere Robin.

Il Consorzio dei commercianti di Via d’Azeglio, in accordo con il Comune di Bologna e con la Fondazione Sant’Orsola e con il supporto di Live Nation ha chiesto a Cesare Cremonini la possibilità di utilizzare il testo di una sua canzone per le luminarie di Natale. L’artista ha accettato e scelto il testo di Nessuno Vuole Essere Robin, uno dei brani più significativi del suo repertorio, specchio della società di oggi.

Dalla penna di Cremonini e di Davide Petrella è emerso un pezzo che raconta con sincerità ed ironia le relazioni tra gli esseri umani in un mondo di eroi in cui nessuno vuole più essere Robin.

La scelta di proporre le luminarie a Cesare Cremonini è un omaggio che la città di Bologna intende realizzare in onore del cantautore che proprio a Bologna ha mosso i suoi primi passi. Nel festeggiare i 20 anni di carriera e nel portare sempre la sua città Natale nel cuore, Cremonini è stato eletto il successore delle luminarie dedicate a Lucio Dalla. Così, dopo L’Anno Che Verrà, sarà la sua Nessuno Vuole Essere Robin la protagonista delle nuove luci. 30 in totale le luminarie che verranno montate nel tratto pedonale di Via D’Azeglio, da Piazza Maggiore all’incrocio con le Vie Farini e de’ Carbonesi.

Le luminarie sosterranno ancora una volta la Fondazione Sant’Orsola attraverso un evento benefico ancora in fase di ideazione.

“Via D’Azeglio è la Bologna che amo. Quella da camminare, da respirare e da attraversare con il ghigno caratteristico dei bolognesi che sanno prendere a sberle la vita di tutti i giorni con la loro proverbiale ironia e quel pizzico di follia che li contraddistingue. Ora che si potranno leggere le rime di una mia canzone tra le luminarie della città dei poeti e dei cantanti, il cuore mi sobbalza di gioia e provo un senso di gratitudine ancora più forte verso la mia amata città”, dichiara Cesare Cremonini.

“A Bologna ho dato tutto me stesso, fin dai miei esordi da “cinno” che guardava ai grandi nomi della musica con reverenza e ammirazione. Sono stato ricambiato con un affetto paterno, incondizionato, cresciuto e maturato nel tempo. Perché Bologna è una città tanto generosa quanto onesta nei giudizi, che non ti regala niente se non la rispetti”, continua, prima di ringraziare tutti coloro che hanno scelto lui, tra tanti altri esponenti della città.

“Ringrazio quindi di cuore il Comune, tutti i cittadini che la attraversano e la colorano ogni giorno, i commercianti e i lavoratori che hanno fatto di questa via che appartiene idealmente a Lucio Dalla, un posto magico per tutti, non solo per noi bolognesi ma anche per i tantissimi i turisti che la cercano e la visitano ogni giorno. Lucio diceva sempre di dargli retta, che l’impresa eccezionale è essere normale. In un mondo in cui molti si travestono da supereroi, Bologna resta orgogliosamente una città a misura di Robin, un approdo sicuro per tutti gli essere umani. Grazie a tutti”, conclude Cremonini.

“Bologna è da sempre città di arte, di cultura e di musica e così l’anno passato ci facemmo promotori di una iniziativa con molteplici finalità: da un lato riconcepire il concetto di luminaria, astraendola dal semplice abbellimento natalizio per portarla verso un concetto artistico, dall’altro che diventasse un percorso emozionale in cui potersi riconoscere creando una sorta di simbiosi tra la persona e l’installazione stessa, volevamo diventasse viva e vedere migliaia di persone che in più di 4 mesi continuavano con il naso all’insù a cantare le strofe di Lucio ne è stata la miglior riprova – dichiara Simone Dionisi, presidente del Consorzio di via D’Azeglio – Ma non solo, lo scopo principale è sempre stata la beneficenza e i risultati ottenuti in sinergia con la Fondazione Sant’Orsola sono stati magnifici e frutto della genuinità di quanto fatto. Quest’anno volevamo dare una continuità con il progetto iniziato creando un ponte virtuale tra due dei più iconici Artisti che Bologna possieda e così abbiamo chiesto a Cesare di aiutarci e che entusiasta si è buttato con il cuore in questa idea. Un artista magnifico che lo stesso Lucio definì come suo erede”.    

Nessuno Vuole Essere Robin

Come mai sono venuto stasera?
Bella domanda
Se ti dicessi che mi manca il tuo cane, ci crederesti?
Che in cucina ho tutto tranne che il sale, me lo daresti?
C’ho una spina in gola che mi fa male, fa male, fa male
Fammi un’altra domanda
Che non riesco a parlare
Quel che vorrei dirti stasera è
Non ha importanza
È solo che a guardarti negli occhi mi ci perdo
Quando il cielo è silenzioso mi nevica dentro
Se giurassi di dormire con te e non toccarti, toccarti, toccarti
Ma certo
Vuoi dormire col cane
Sai quanta gente ci vive coi cani
E ci parla come agli esseri umani
Intanto i giorni che passano accanto li vedi partire come treni
Che non hanno i binari, ma ali di carta
E quanti inutili scemi per strada o su Facebook
Che si credono geni, ma parlano a caso
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
E poi dormiamo coi cani
Ti sei accorta anche tu, che siamo tutti più soli?
Tutti col numero dieci sulla schiena, e poi sbagliamo i rigori
Ti sei accorta anche tu, che in questo mondo di eroi
Nessuno vuole essere Robin
È certo che è proprio strana la vita, ci somiglia
È una sala d’aspetto affollata e di provincia
C’è un bambino di fianco all’entrata che mi guarda e mi chiede perché
Perché passiamo le notti aspettando una sveglia
Ci prendiamo una cotta per la prima disonesta
Complichiamo i rapporti come grandi cruciverba
E tu mi chiedi “perché?”
Fammi un’altra domanda
Che non riesco a parlare
Sai quanta gente sorride alla vita e se la canta
Aspettando il domani
Intanto i giorni che passano accanto li vedi partire come treni
Che non hanno i binari, eppure vanno in orario
E quanti inutili scemi per strada o su Facebook
Che si credono geni, ma parlano a caso
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
E poi dormiamo coi cani
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
E poi dormiamo coi cani
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
E poi dormiamo coi cani
Ti sei accorta anche tu, che siamo tutti più soli?
Tutti col numero dieci sulla schiena, e poi sbagliamo i rigori
Ti sei accorta anche tu, che in questo mondo di eroi
Nessuno vuole essere Robin
Come mai sono venuto stasera?
Come mai sono venuto stasera?
Bella domanda


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