Doppia modalità scura su WhatsApp: si potrà scegliere su iPhone?

Non una ma ben due configurazioni della dark mode in ballo secondo WABetaInfo, le anteprime

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La dark mode, meglio nota come modalità scura su WhatsApp, continua il suo lungo sviluppo da parte degli esperti dell’app di messaggistica. L’ultima notizia, in ordine di apparizione, risulta essere alquanto interessante e pure significativa. Le configurazioni del tema scuro per il servizio sarebbero almeno due e non una, come fino a questo momento siamo stati invitati a pensare.

La nuovissima soffiata sulla modalità scura su WhatsApp giunge dall’informatore WABetaInfo. Sul suo blog dedicato interamente alle novità del servizio di messaggistica, ecco che viene rivelato come per gli iPhone siano state messe in campo due dark mode diverse tra di loro. Vedere per credere le esclusive anteprime delle schermate dell’app.

Le due configurazioni, come ben visibile, differiscono per tonalità dei colori utilizzati. Nel primo caso saremmo al cospetto del reale dark mode su WhatsApp con, appunto, lo sfondo completamente nero (così come ci si aspetterebbe per questa modalità). La seconda opzione pensata dagli sviluppatori è, al contrario, improntata più su una scala di grigi.

L’una o l’altra tipologia di sfondi potrebbero giungere entrambi fino agli utenti finali invitandoli ad una scelta o si tratta piuttosto di due modalità ancora in sviluppo presso gli esperti di cui verrà effettuata poi una selezione? Difficile dirlo con certezza ora, ma la doppia opzione potrebbe essere positiva nel lasciare libero arbitrio a chi utilizza l’app in una direzione piuttosto che un’altra.

Sappiamo da tempo che lo sviluppo della modalità scura è più avanzato in ambiente iOS e dunque per gli iPhone piuttosto che per Android. Per quest’ultimo sistema operativo non ci è giunta notizia della doppia configurazione del dark mode ma per quanto non disponibile, è difficile pensare che ci siano percorsi diversi per i due OS. Piuttosto l’esperienza finale, in un verso o nell’altro, dovrebbe essere la medesima e dunque non stupirebbe di raccogliere, nel breve periodo, notizie di una stessa sperimentazione in corso anche per i device legati all’universo di Big G.

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