BoB, Best Of Barone: 15 minuti da Red Ronnie con Paolo Jannacci, Sagi Rei e Irene Loche

Un figlio d'arte, un cantautore che con un solo brano ha fatto innamorare intere generazioni e una blueswoman sarda in grado di emozionare anche una natura morta

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Ritorna l’appuntamento con Bob, Best Of Barone per riassumere il meglio del format di Red Ronnie in onda ogni lunedì. Nella puntata del Barone Rosso del 21 ottobre, con Optimagazine come media partner, il sipario si è aperto su Paolo Jannacci, Sagi Rei e Irene Loche, con l’esclusiva partecipazione di Diego Cusano.

Il cantautorato ha tanti dei, e fra i nomi scolpiti nella nostra memoria non può mancare Enzo Jannacci. Una sua proiezione, quasi un clone data l’impressionante somiglianza, è apparsa in studio con Paolo, figlio della voce di Ho Visto Un Re che in questi giorni ha lanciato Canterò, il primo disco della sua esperienza solista. Il figlio d’arte, del resto, non è nuovo nel mondo della musica: negli anni ha suonato per J-Ax, Ornella Vanoni e gli 883 e ha scritto colonne sonore senza mai abbandonare la sua passione per il jazz.

Al Barone Rosso canta la title-track ed esegue un pezzo jazz per poi omaggiare il padre con LArmando. Il tributo al cantautorato più raffinato del Belpaese non finisce, per questo Paolo Jannacci sceglie di cantare Parigi di Paolo Conte, spiegando che suo padre e la voce di Via Con Me erano molto amici: “Non so se sia una leggenda, ma quando Paolo chiamava a casa diceva: “Pronto, c’è il poeta? Sono il genio”. Ritorna sul suo disco, infine, con Alla Ricerca Di Qualcosa. Paolo suona il suo piano e osserva gli spartiti, elegante come un musicista di altri tempi, ispirato dalla sua passione e dal suo quotidiano.

Sagi Rei, come dice Red Ronnie: “Finalmente ha fatto un album suo”, registrato insieme alla moglie Helena. Original Songs è uscito il 17 ottobre, e al Barone Rosso ci regala la bellissima L’Amor Toujours (I’ll Fly With You) che in Italia abbiamo conosciuto grazie allo spot di Intimissimi. Il conduttore dialoga con l’artista di origini israeliane e ricorda che grazie al suo brano più celebre tantissimi ragazzi hanno scoperto l’amore: “Sì – risponde Sagi Rei – anche molte ragazze. Alcuni si sono sposati e hanno messo su famiglia. Questa canzone ha aumentato la popolazione italiana.

La sua esibizione continua con Back Home e A Brighter Day. Helena suona il piano e lo segue nei cori, in un’atmosfera acustica e confortevole nella quale la vera protagonista è la voce di Sagi Rei, che per primo sperimentò una versione unplugged dei brani dance più famosi degli anni ’90.

Diego Cusano entra in studio e Red Ronnie presenta la sua arte. L’illustratore, che su Instagram si presenta come “ricercatore di fantasia”, è caratteristico per disegnare intorno alle fotografie. In una delle sue tavole esibite al Barone Rosso, per esempio, Diego ha fotografato un vasetto di miele per poi disegnare intorno ad esso un cerchio di api, creando una forma che ricorda un fiore. Prima di uscire di scena, Cusano promette di pensare ad una futura opera che riguarderà la musica.

Al termine della serata entra in scena il diamante rosa del Barone Rosso. La blueswoman Irene Loche, di Santa Giusta (Oristano), è una delle maggiori rappresentanti del blues che dalla Sardegna guarda verso i colossi degli Stati Uniti. Giovanissima, vive in simbiosi con la sua chitarra acustica e in pochi anni è diventata endorser della marca di amplificatori Magnatone. Dopo l’esperienza con la band Sunsweet Blues Revenge ha pubblicato il suo primo EP da solista, Garden Of Lotus, scritto insieme all’amico Gian Luca Canu. Nel format di Red Ronnie esegue brani del primo repertorio e presenta la musica che farà parte della nuova release che sarà pronta per febbraio 2020.

Red Ronnie scherza con Irene con l’affetto che potrebbe avere verso una nipote: “Cosa c’entra il blues con la Sardegna?” e la cantautrice risponde: “In realtà in Sardegna abbiamo tanto blues”. Irene inizia la sua esibizione con Mine, contenuto nell’EP Garden Of Lotus, e la magia dell’essenzialità guarnita di eleganza è subito palpabile: le mani della blueswoman oristanese sono piume che disegnano riff che sanno di storia e innovazione, perché in quelle parole e in quella voce c’è tutta la sensibilità di una donna innamorata e ispirata.

Si continua con il blues, ovviamente, e Irene suona e canta Love Could Be Fast Ten Minutes Late. La sua esibizione continua con Orange Motel ed entrambi raccontano l’amore con il trasporto che Irene non nasconde quando il suo viso diventa una mappa di sentimento e profondità. Nemmeno Red Ronnie resiste alla bellezza della sua arte, visto che al termine del Barone Rosso non resiste nel dirle: “Ti voglio bene”.

Tutto il meglio del Barone Rosso di lunedì 21 ottobre è riassunto nel video del BoB, Best Of Barone che riportiamo di seguito.

Commenti (1):
Ok

Irene loche ho avuto la fortuna di conoscerla e conoscere la sua musica circa 4 anni fa. Da allora ho seguito la sua crescita. Un piccolo gioiello nato lontano da ogni possibile legame con il suo originale sound, eppure lei lo ha coltivato e coccolato come una madre amorosa fa con la sua creatura. Il risultato è impossibile descriverlo: sentire x credere. Chi ha avuto la fortuna di ascoltarla è rimasto imprigionato dalla sua semplice e fresca arte melodica. A lei il futuro è obbligato a sorridergli
Nanni

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