Andamento Iliad, TIM, Vodafone e Wind: gli ultimi dati trimestrali di AGCOM

AGCOM ha divulgati i dati finanziari dell'ultimo trimestre relativi all'andamento commerciale di Iliad, TIM, Vodafone e Wind

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AGCOM ha reso noto l’ultimo rapporto trimestrale relativo ai dati fatti registrare dai vari gestori telefonici nazionali: Iliad continua a rosicchiare clienti a TIM, Vodafone e Wind, in un continuo crescendo tra giugno 2018 e giugno 2019. Nell’arco di un anno l’operatore di origini transalpine ha visto aumentato il numero di utenti attivi del 4.7% (il riferimento è alle SIM Human, ovvero quelle effettivamente utilizzate da soggetti umani).

Navigano in acque piuttosto tranquille anche alcuni operatori virtuali, come Poste Mobile (si segnala una crescita compresa tra lo 0.1 e lo 0.3%). C’è, però, qualcuno uscito con le ossa rotte dopo l’ingresso in scena di Iliad: il primato negativo, sempre in relazione al periodo compreso tra giugno 2018 e giugno 2019, se lo aggiudica Wind, in calo dell’1.9% delle SIM totali, e del 3.1% per quel che riguarda le sole SIM Human (quelle che, come vi dicevamo prima, vengono utilizzate dagli utenti, e non da apparecchiature terze, come nel caso della domotica volendovi fare un esempio pratico).

Non se la passa troppo bene neanche Vodafone, in perdita dell’1% nel complesso e dell’1.2% per quanto riguarda le SIM Human. Si segnalano perdite anche per TIM: -0.9% in generale e -1% per le SIM Human. Nonostante la situazione non sia delle più rosee, Wind resta il gestore con più SIM Human attive, coprendo il 31.5% dell’intero mercato nazionale. TIM, dal canto suo, è il provider italiano con più SIM complessive, dall’alto di una percentuale del 30.4%.

Quanto alla portabilità dei numeri esistenti, il parametro non può che sorridere ad Iliad, anche se, in termini generali, non può neanche lontanamente paragonarsi ai tre colossi TIM, Vodafone e Wind. Il gestore con base operativa francese a giugno 2019 ha fatto registrare una percentuale di attivazione di nuove SIM del 19.7%, perdendo appena il 3.8% in uscita (il guadagno è stato del 16% circa). Gli altri provider hanno fatto decisamente peggio: Wind Tre si aggiudica, anche in questo caso, il primato negativo (la percentuale in uscita è del 31% contro un’entrata del 19.4%, con riferimento alla portabilità, ovvero a quella pratica che consente di cambiare gestore e tariffa mantenendo attivo il proprio numero di telefono, così da evitarsi la scocciatura di ritrovarsene uno nuovo e di vedersi costretti a comunicare la novità a tutti i propri contatti, magari anche con scarsi risultati).

Non sappiamo se Iliad riuscirà o meno a mantenersi entro questi standard, e se la sua crescita resterà costante nel tempo (magari, ad un certo punto del suo percorso, il gestore di origini transalpine potrebbe anche arenarsi, non possiamo saperlo fin da subito). Immaginiamo vogliate farvi un’idea più precisa di tutto quanto vi abbiamo fin qui raccontato, magari rileggendo di persona il report diffuso da AGCOM, che potrete raggiungere a questo indirizzo dal portale ufficiale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Cogliamo l’occasione per invitarvi a diffidare da chi si spaccia per divulgatore di verità assolute, magari rifacendosi a dati presi da chissà quale fonte (meglio affidarsi sempre e solo a basi di provenienza attendibili che al primo che passa). Se aveste domande da farci non esitate a trascrivercele attraverso il box dei commenti.

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