L’Italia Music Export-SIAE, un ponte di comunicazione tra gli artisti italiani e il mercato internazionale

Il nostro Paese potrebbe trovare lo spazio artistico che non ha avuto nel mondo grazie ad uno 'sportello' in grado di supportare soprattutto i nuovi talenti pronti per il mercato estero

10
CONDIVISIONI

Quanti tra musicisti, cantanti, band, editori, professionisti che operano nel campo della musica italiana e intendono varcare i nostri confini sono a conoscenza che esiste l’Italia Music Export  – SIAE, uno sportello che crea un ponte di comunicazione tra gli artisti italiani e il mercato internazionale?

L’obiettivo primario che si pone questo ufficio di export musicale fondato nel 2017, è la promozione della musica italiana all’estero, con l’intento di essere anche un punto di riferimento per gli stranieri interessati alla nostra musica. Per facilitare il compito di un artista che vuole suonare all’estero, si organizzano corsi formativi dandogli la possibilità di partecipare a workshop gratuiti in Italia e in alcuni casi anche all’estero, durante i quali apprendere i primi passi per muoversi nel campo del music-export. I corsi riguardano artisti ma anche gli operatori dell’industria musicale italiana a vario titolo.

Inoltre, il Music-export mette disposizione finanziamenti per tour, promozione, partecipazione a  Festival musicali in Europa e nel mondo.

Durante un’intervista, la responsabile Nur Al Habash, già direttrice di “Rockit” ha spiegato che l’idea di aprire questa opportunità per chi si occupa di musica in Italia, le è arrivata dopo aver partecipato a fiere della musica in Francia, Portogallo, Svizzera, Germania, Danimarca: “…insomma, tutti promuovevano la musica dei loro Paesi a vari livelli, e l’ Italia non aveva un proprio ufficio di music-export se non per alcuni esperimenti virtuosi come Puglia-sounds, che però si occupa solo di musica pugliese. Da qui è nata l’idea che ha trovato terreno fertile in SIAE semplicemente perché è una società fatta da artisti, dagli autori e dagli editori, cioè da tutti coloro che lavorano nella musica e beneficiano direttamente di questo servizio.

I fondi arrivano proprio dalla SIAE, si tratta di un servizio offerto agli iscritti con il fine di supportare la diffusione all’estero dei brani e dei progetti discografici depositati. Servizio offerto a chi ha già un percorso avviato e sia a chi, alle prime armi, è in cerca di uno sbocco per la sua progettualità fuori dall’Italia.

La possibilità di mettere il naso fuori dallo stivale per vedere cosa succede nel mondo, esibirsi in contesti formati da professionisti dell’industria musicale straniera è una grande opportunità  di confronto, di crescita e di visibilità. Entrando nel sito, alla sezione showcase , appare una lista di festival a cui proporsi , ad esempio fino all’undici febbraio 2020 è possibile far domanda per il “The great Escape fest” che si terrà dal 13 al 16 maggio a Brighton (UK), una manifestazione in cui 450 artisti provenienti da tutto il mondo si esibiranno davanti a specialisti del settore. La lista è in continuo aggiornamento, anche per quanto riguarda i campus come l’ “International Songwriting Camp”, un campus di co-scrittura organizzato in collaborazione con Ducht Music Export e Sizzer Amsterdam che si terrà a titolo gratuito dal 19 al 21 novembre a Milano durante la Milano Music Week.

Il nostro Paese potrebbe trovare lo spazio artistico che non ha avuto nel mondo se non a carico di singoli artisti ed etichette, management e agenzie di booking,  grazie ad uno “sportello” che è in grado di  supportare soprattutto i nuovi talenti, che a volte faticano a trovare una collocazione in Italia, e di  esportare il nuovo Made in Italy sonoro.

Riportiamo una nota inviata da FIMI dopo la pubblicazione dell’articolo: “L’affermazione di Nur Al Habash lascia intendere che prima dello sportello Music Export, in Italia non siano mai state organizzate iniziative con l’intento di supportare artisti italiani a livello internazionale. In realtà uno degli obiettivi di FIMI, Federazione Industria Musicale Italiana, è proprio di fornire tale supporto e lo fa, insieme con ICE, l’agenzia per la promozione del Made in Italy nel mondo, da almeno dieci anni, con partecipazioni alle prestigiose Billboard conference in USA, con il South by Southwest di Austin e con il festival itinerante Hitweek.”

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.