Recensione FIFA 20, il simulatore di EA risponde a Konami: è ancora lui il re?

Il calcio secondo Electronic Arts è tornato, pronto a mettere le cose in chiaro: sarà ancora lui il dominatore della scena?

4
CONDIVISIONI

Gli scarpini digitali erano ormai pronti da tempo, con i fan di FIFA 20 che non attendevano altro che la release del nuovo capitolo del simulatore di Electronic Arts per fiondarsi sui campi da calcio riprodotti nel titolo e dare vita a indimenticabili match tanto nelle modalità single player quanto in quelle multiplayer.

Era un capitolo molto atteso anche per il confronto con l’antagonista di sempre, PES 2020, che nell’edizione di quest’anno si è dimostrato essere più in forma che mai (qui trovate la nostra recensione) e voglioso di spodestare quello che nell’ultimo decennio è stato il mattatore della scena videoludica sportiva.

Chiaramente i ragazzi del team canadese responsabile della produzione non sono stati di certo a guardare, con il nuovo capitolo che si è fatto foriero di una serie di novità di certo interessanti. Saranno bastate queste a spostare nuovamente gli equilibri verso il gioco di Electronic Arts?

C’era una… VOLTA!

Senza girarci troppo attorno, la curiosità dei calciofili videoludici pronti a scendere in campo in FIFA 20 era rivolta tutta verso la nuova modalità VOLTA. Dopo aver salutato Il Viaggio nella passata edizione, era il momento di una svolta (togliete la s, et voilà! Ndr). Questa si è palesata sommariamente come un vero e proprio ritorno per quanto concerne le produzioni targate Electronic Arts, dal momento che le dinamiche di gioco riportano alla mente (e sugli schermi) tutte le acrobazie e il fascino del calcio di strada di FIFA Street.

Chiaramente diversi sono i frangenti in cui il gameplay della serie può esplodere in tutto il suo splendore, con gli utenti che saranno chiamati a dare vita a memorabili match all’ultimo sangue per sancire il proprio indiscusso dominio.

Non manca una narrazione che, per quanto lineare e stereotipata, risulta essere il giusto collante a fare da intermezzo tra una partita e l’altra. Partite che, come era lecito aspettarsi, porteranno gli utenti in giro per il mondo, a calpestare i campi più disparati e a conoscere le personalità più diverse.

Certo, se volessimo muovere una critica alla modalità VOLTA di FIFA 20 potremmo senza dubbio focalizzarci sul ritmo in certi frangenti eccessivamente elevato, con i match che in alcune circostanze finiscono per divenire un susseguirsi di rimpalli. Una problematica che viene a galla quando a scendere in campo saranno i pezzi da novanta, le cui abilità palla al piede portano il contachilometri al massimo.

Uomini in Carriera

Non manca ovviamente la possibilità in FIFA 20 di dirottare le proprie attenzioni su quelle che nel tempo sono divenuti grandi classici della serie. Inossidabile e immancabile la modalità Carriera (per manager o per aspiranti atleti), che permetterà agli utenti di intraprendere un percorso dai mille risvolti. Nel caso scegliate di indossare il vostro abito e sedere sulla panchina alla guida della vostra squadra, sappiate che questo non è di certo tutto.

Il ruolo che spetterà agli utenti sarà infatti quello di un manager a tutto tondo, che non ha quindi l’onere di curare soltanto allenamenti e prestazioni del team in campo. No. La dirigenza della propria squadra di riferimento chiederà di raggiungere traguardi specifici sì sotto il profilo dei risultati, ma anche in materia di incassi dal merchandising, crescita del settore giovanile e crescita del blasone mondiale del marchio.

Contestualmente, anche le trattative saranno gestibili (o lasciabili in delega), con l’alter ego digitale dei giocatori che prenderà parte a chiacchierate che hanno come obbiettivo l’acquisto o la cessione dei calciatori. Una simpatica chicca che consente a FIFA 20 di assumere un maggiore spessore ludico e verosimiglianza.

Ultima(te) fermata

Cuore pulsante dell’intera filiera produttiva di FIFA 20, manco a dirlo, è chiaramente la modalità Ultimate Team. Da ormai un decennio questo aspetto del franchise ha monopolizzato la scena online, con tantissimi utenti che quotidianamente non perdono occasione di dar vita alle proprie partite.

Anche quest’anno Electronic Arts ha posto particolare attenzione alla sua gallina dalle uova d’oro (gli incassi ottenuti con le microtransazioni sono interessantissimi, ndr), con gli utenti che saranno chiamati a dare il massimo nelle FUT Rivals per strappare il proprio pass d’ingresso alla competizione del fine settimana, la FUT Champions Weekend League, accumulando il quantitativo di punti necessario.

Per farlo potranno contare su una squadra costruita su misura a seconda delle proprie esigenze, attingendo dagli immancabili pacchetti oppure sfidando altri utenti nelle aste all’ultimo rilancio, dando fondo alla propria cassa di coins, la valuta in game.

Per quanto il tutto funzioni maledettamente bene, c’è sempre la sensazione che le microtransazioni (attraverso i FIFA Points) abbiano un ruolo predominante, per quanto sia possibile allestire una squadra più che dignitosa sfruttando le ricche ricompense garantite dai premi settimanali.

Come di consueto, grande importanza l’avrà la creazione delle giuste alchimie, che in FIFA 20 Ultimate Team si materializzano sottoforma di linee tra i vari giocatori. Lo schema semaforico (verde, giallo e rosso) indicherà qual è la retta via, con gli utenti che quindi potranno formare squadre pure (di uno stesso campionato o con giocatori di una stessa nazionalità) oppure combinare diversi campionati giocando sulle nazionalità degli atleti “vicini” sul manto erboso. Tutto farà brodo, per portare l’intesa del team quanto più possibile vicino al 100.

A cento all’ora sulla fascia

Le premesse di FIFA 20 parlavano di un ridimensionamento generale della velocità di gioco. I passati capitoli vedevano infatti i calciatori schizzare come schegge impazzite da una parte all’altra dello schermo, con la fatica che ledeva solo in minima parte le performance atletiche. Questo nel nuovo capitolo avviene, seppur in maniera minore rispetto a quanto non avveniva precedentemente.

La fisicità assume infatti un ruolo preponderante, con gli spalla a spalla che rallenteranno gli attaccanti più rapidi e permetteranno alle squadre di ripiegare in difesa. L’intervento del team di sviluppo si concretizza poi in FIFA 20 in un depotenziamento generale dell’efficacia del raddoppio di marcatura. Dimenticatevi quindi di avere totale supporto dall’IA: i giocatori che accorreranno in vostro aiuto saranno sì abili a chiudere gli spazi, ma dimenticatevi che scattino alla rincorsa dell’avversario.

In sostanza, in questo nuovo capitolo bisognerà contare esclusivamente sulle proprie forze per essere sicuri di impedire una discesa a rete da parte degli avversari. Questo spinge il gameplay verso la manualità estrema, con gli utenti che sono quindi chiamati a gestire autonomamente tutte le routine, le difensive oltre a quelle offensive.

Nota positiva in FIFA 20 arriva dai portieri, che in diverse circostanze hanno dato prova di una reattività precedentemente non pervenuta. Le respinte di piedi (con perdita di equilibrio) risultano parecchio naturali, e riusciranno a risolvere situazioni parecchio spinose negli uno-contro-uno. Allo stesso tempo la fisica del pallone risulterà finemente rifinita, per quanto in alcune circostanze i tiri dei calciatori assumeranno velocità siderali a fronte di una forza impressa non proporzionale.

Conclusioni

Insomma, è un FIFA 20 che non cede di certo il passo, sebbene la sfida con PES 2020 risulti quanto mai aperta. Certo, le atmosfere delle arene di gioco, finemente riprodotte, unitamente a un motore Frostbite che fa la sua sporca figura tanto nelle animazioni degli atleti quanto nella cura riposta in ogni singolo elemento dei calciatori, rendono il complesso assolutamente godibile. A questo aggiungiamoci un carico di licenze come sempre degno di nota, e il minestrone è servito. Un minestrone gustoso e che promette di accompagnare per parecchi mesi i fan del simulatore.

Basterà questo a sancire nuovamente la supremazia di Electronic Arts nell’ambito dei calcistici oppure Konami le strapperà lo scettro? Restate sintonizzati su queste pagine per lo speciale di confronto!

Pro

– Modalità adatte a tutti
– Comparto grafico finemente curato
– Introduzioni interessanti con la modalità VOLTA

Contro

– Modalità VOLTA sì interessante, ma da rifinire
– Velocità di gioco ancora elevata

VOTO FINALE: 8.5

Commenti (1):
RAHAN

Deluso di aver preso fifa20 cambiamenti giornalieri ,praticamente ultimate team e diventato inguidabile ora hanno cambiato anche le impostazioni del controller che ti obbligano a giocare con delle impostazioni manuali…E tanti altri cambiamenti uno schifo..consiglio PES 20 già provato da un amico decisamente migliore

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.