Perché Rihanna farà un album reggae e perché ha rifiutato il Super Bowl 2020: le rivelazioni su Vogue

In copertina su Vogue per la sesta volta in carriera, Rihanna stabilisce un record e parla del nuovo album, oltre che del rifiuto di esibirsi al Super Bowl

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Anche una copertina su un magazine può a suo modo fare la storia: Rihanna appare sulla cover del prossimo numero dell’edizione americana della rivista, per la sesta volta in carriera, un numero che la rende la più presente sulla prima pagina della principale rivista di moda del mondo tra le personalità di colore.

Ma la notizia non è tanto il nuovo primato di Rihanna, quanto ciò che ha rivelato nell’intervista che affianca il ricco servizio fotografico per Vogue.

Rihanna conferma di essere a lavoro su un album dalle sonorità reggae, come aveva già anticipato qualche mese fa pure senza rivelare dettagli sulla sua uscita. Per ora non c’è un titolo per il disco e nemmeno un singolo apripista, ma Universal ha fatto sapere che il successore di ANTI (ormai datato al 2016) uscirà entro la fine del 2019.

Rihanna anticipa a Vogue che il disco è ispirato allo stile reggae ma non cavalca semplicemente il trend del momento.

Mi piace vederlo come un album ispirato al reggae. Non sarà il tipico reggae che immagini. Ma sentirai gli elementi reggae su ogni traccia. Il reggae mi è sempre sembrato una cosa buona. È nel mio sangue. Non importa quanto sia lontano da questa cultura o dall’ambiente con cui sono cresciuto, non passa mai di moda. È sempre la stessa cosa buona. Anche se ho esplorato altri generi musicali, era tempo di tornare a qualcosa che non avevo mai fatto completamente su un disco.

Rihanna ha voluto dunque esplorare le sue origini caraibiche con un disco che avrà uno stile diverso dai precedenti. Ma sulla data d’uscita del progetto, glissa perfino con Vogue, oltre che di fronte alle pressanti domande del suo pubblico.

Nella stessa intervista, la popstar ha rivelato anche di aver rinunciato ad esibirsi Super Bowl 2020, nell’HalfTime Show che poi è stato assegnato a Shakira e Jennifer Lopez. Rihanna ha rifiutato la proposta di Pepsi, main sponsor dell’evento sportivo, e della National Football League americana per rispetto dei propri ideali: da sempre ha mostrato il suo sostegno al giocatore Colin Kaepernick, bandito dalla Lega calcistica dopo essersi inginocchiato mentre eseguiva l’inno nazionale nel 2016, gesto di protesta contro la brutalità della polizia nei confronti degli afroamericani che ha innescato un più ampio e rumoroso movimento sociale al punto da attirarsi anche le invettive del presidente Trump. Dopo aver perso il suo contratto di lavoro, ad oggi il giocatore non ha ancora trovato una squadra che lo voglia in campo. Rihanna non ha problemi ad ammettere, per questo, di non voler avere nulla a che fare con la NFL.

Assolutamente. Non potevo farlo. Per cosa? Chi avrebbe vinto? Non la mia gente. Non posso essere assoldata, non posso fare da sostenitrice. Ci sono cose in questa organizzazione con cui non sono affatto d’accordo, e non ero disposta a servirla in alcun modo.

In questi ultimi anni la popstar delle Barbados ha anche lavorato ad una biografia fotografica intitolata, semplicemente, Rihanna.

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