La cantante Heloise Letissier contro You Need To Calm Down di Taylor Swift: “L’estetica queer non si vende”

Contro la cantautrice anche la redazione di NME: "Nel video omofobi stereotipati, ma è impossibile riconoscere un omofobo a vista"

Il brano You Need To Calm Down di Taylor Swift è al centro di una polemica sollevata da Heloise Letissier, voce della band Christine And The Queens che durante un’intervista rilasciata al Cosmopolitan ha attaccato la canzone della cantautrice di Lover. Il singolo di Taylor Swift, come più volte ribadito, è un manifesto della libertà e dell’amore con una punta di protesta contro le discriminazioni sulla comunità LGBTQ, tanto da essere stato occasione di un’arringa della cantautrice per spingere il motore dell’Equality Act durante gli MTV VMA 2019.

Heloise Letissier dissente da tutta questa visibilità e lo dice chiaramente:

Sono combattuta. Sono sicura che in più parti del mondo ci siano giovani gay che dopo aver visto quel video si sentano sollevati. Ecco, lei è sulla scena da cinque anni e ora possiamo dire che l’attitudine queer sia diventata un super-accessorio. Puoi dire che l’estetica queer venga usata per vendere, e il mainstream vi fa spesso ricorso perché è una cosa piena di energia. Ma penso che il cuore dell’estetica queer non possa essere venduto.

Assodato che la parola “queer” descriva più una realtà che un singolo aspetto di una persona, e assodato che “queer” sia posto come ultima iniziale dell’acronimo LGBTQ, ciò che la Letissier intende dire è che tutta la filosofia, l’attitudine, lo stile di vita e il pensiero che ruotano intorno alla parola non possono emergere con una semplice canzone che nasce a difesa dei diritti degli omosessuali. Semplicemente, questi aspetti non possono essere espressi, tanto meno per una strategia di marketing.

Il video di You Need To Calm Down di Taylor Swift era stato criticato anche dalla redazione di NME, secondo la quale si combatteva uno stereotipo con uno stereotipo, ovvero rappresentando gli omofobi come gruppi di persone inferocite, sdentate, spettinate e sgrammaticate. NME aveva scritto, a tal proposito, che gli omofobi non sono riconoscibili a vista e che le rivendicazioni a colpi di marketing e stereotipi non sempre arrivano al punto.

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