Bufera su Tommaso Casalini, vice allenatore a Grosseto che offende Greta Thunberg

Anche Selvaggia Lucarelli si è soffermata su un caso che sta facendo moltissimo rumore in queste ore

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Un vero e proprio autogol quello che ha visto protagonista un vice allenatore che lavora a Grosseto, vale a dire Tommaso Casalini, che in questi giorni ha rivolto gravi offese a Greta Thunberg. Se da un lato alcuni post ironici sul conto della ragazza possono anche strappare un sorriso, come abbiamo avuto modo di notare prima dell’ultimo fine settimana con la versione metal del suo discorso, alcune espressioni sono imperdonabili. A maggior ragione se il proprio lavoro comporta il fatto di essere a contatto coi giovani.

Cerchiamo dunque di risalire all’origine di questa storia, analizzata oggi 30 settembre anche da Bufale.net. Nel dettaglio, alcuni giorni fa Selvaggia Lucarelli aveva evidenziato come sui social fossero presenti dei commenti da parte di detrattori di Greta Thunberg coi quali si è andati oltre la divergenza di idee. Nel caso di Tommaso Casalini, infatti, siamo arrivati alle offese sessiste.

Il provvedimento del Grosseto verso Tommaso Casalini

Condotta troppo grave per passare inosservata, al punto che il Grosseto, la società con cui Tommaso Casalini ha collaborato, ha deciso di adottare provvedimenti esemplari nei suoi confronti. Anzi, dalla nota ufficiale pubblicata proprio in queste ore su Facebook emerge che probabilmente la questione non finirà qui:

In seguito a quanto apparso sui social, l’Unione Sportiva Grosseto 1912 comunica il licenziamento del vice allenatore dei Giovanissimi A, Tommaso Casalini, per un comportamento non consono alla linea tracciata dalla società che punta sui valori morali prima ancora che sui valori tecnici.

Vista la gravità di quanto affermato dal signor Casalini, la società ha provveduto a sollevare lo stesso dall’incarico con effetto immediato, dissociandosi completamente dalle affermazioni lette su Facebook, riservandosi di procedere per vie legali per tutelare la propria immagine nelle sedi opportune“.

Staremo a vedere come andrà a finire questa storia, ma di sicuro la vicenda di Tommaso Casalini insegna che “odiare ci costa“, richiamando in parte una recente iniziativa social anti hater. In questi casi occorre ricordarsi che siamo pur sempre al cospetto di una battaglia portata avanti da una ragazza di soli 16 anni, per quanto non si possano sposare contenuti e toni.

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