Yesterday, che cosa sarebbe un mondo senza i Beatles? Una fiacca rom-com firmata Danny Boyle

Non bastano le canzoni dei fab four a questa commedia in uscita giovedì 26. Nella quale si vede soprattutto la mano dello sceneggiatore Richard Curtis. Che ricicla le trovate dei suoi script celebri, da "Quattro Matrimoni E Un Funerale" a "Notting Hill".

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Jack (Himesh Patel) cerca Yesterday su Google e non trova neanche un riferimento alla canzone. Prova con “John Paul George Ringo”. Niente. Alla voce Beatles compaiono solo pagine sugli scarafaggi. È ufficiale: se non c’è su Google, allora non esiste. Che cosa è successo? È successo che una sera mentre tornava dal suo ennesimo fallimentare concertino, il fattorino con velleità canore Jack viene investito da un camion perché, all’improvviso, tutto il mondo si è trovato al buio per un black out globale. Quando si risveglia in un letto d’ospedale, accanto a lui c’è la sua premurosa agente Ellie (Lily James), che in realtà fa l’insegnante ed è l’unica a credere in lui da sempre perché, si vede lontano un miglio, è perdutamente innamorata di lui sin dalle medie, anche se non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi.

Dalle conversazioni casuali dei giorni successivi, Jack si rende conto che nessuno più ricorda le canzoni dei Beatles. Di loro non c’è più traccia. È come se si trovasse in un mondo parallelo, identico al precedente, ma con qualche tessera in meno: i Beatles, gli Oasis (ha senso, come potrebbero esistere gli Oasis senza i Beatles?), la Coca-Cola (la Pepsi però c’è), Harry Potter. A Jack viene un’idea: perché non provare a cantare le canzoni dei fab four spacciandole per proprie? Ovviamente, ed è una delle trovate divertenti del film, non è così semplice. Perché bene o male le parole di Yesterday o Let It Be le ricordano tutti. Le cose diventano più difficili con Maxwell’s Silver Hammer o I Saw Her Standing There. Allora Jack va in pellegrinaggio a Liverpool tra i luoghi che hanno ispirato John Paul George e Ringo, da Penny Lane agli Strawberry Fields alla tomba di Eleanor Rigby, nella speranza che lo aiutino a rammentare i versi giusti.

Con questo canzoniere micidiale Jack viene subito notato, addirittura dalla popstar Ed Sheeran (nella parte di sé stesso, autoironico), che se lo porta in tour come apripista. In breve tutto esplode, e Jack nelle mani d’una scafatissima agente musicale (Kate McKinnon) diventa il fenomeno del momento. Sempre però col rimorso per quel che ha fatto. E sempre pensando alla Grande Occasione Perduta con Ellie che, finalmente se ne accorge persino lui, è il grande amore della sua vita.

Yesterday
“Tu sei sicuramente Mozart. E io senza dubbio sono Salieri”, dice Ed Sheeran a Jack

Yesterday è il frutto della collaborazione tra il regista Danny Boyle e lo sceneggiatore Richard Curtis. Nel film si sente più la mano del secondo che del primo, autore degli script di Quattro Matrimoni E Un Funerale, Notting Hill, Love Actually. Ci sono tutti gli ingredienti tipici delle sue rom-com. Il protagonista bravo ragazzo, a disagio con la sua truffa e mai elettrizzato dal successo planetario. L’amore come unica cosa che conta – mai il vil danaro, infatti il personaggio più spregevole è la manager che pensa solo a quante ville potrà comprarsi a Malibu. I personaggi di contorno poi riproducono alla lettera quelli degli altri film, pensiamo al tour manager Rocky (Joel Fry), naïf e pasticcione, che ricorda smaccatamente il Ryhs Ifans di Notting Hill. E stiamo pur certi che al terzo atto arriverà la confessione che rimetterà le cose a posto.

Danny Boyle di suo ci aggiunge una messinscena fin troppo colorata – pensando agli aspetti più pop e scanzonati della produzione beatlesiana –, ma sembra non credere nemmeno lui al tono esageratamente dolciastro da commedia romantica. E pur comprendendo la generale propensione alla leggerezza, ci sono alcuni momenti decisamente stonati. Come quando Jack, per ritrovare la retta via, incontra il guru che gli spiega il senso della vita. Ed è esattamente la persona a cui state pensando.

Tutto questo, ovviamente, senza considerare un altro aspetto. E cioè che, guardando questo film, qualunque spettatore italiano non può fare a meno di pensare a Massimo Troisi che nel Millequattrocento – quasi Mille e cinque – cerca di ricordare una strofa di Yesterday, spacciandola per propria, sperando così di riuscire a sedurre madonna Sandrelli. A quel punto, mentre cominciamo a ridere, la credibilità del film di Danny Boyle e Richard Curtis è irrimediabilmente compromessa.

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