The Goal di Leonard Cohen è il primo singolo dell’album postumo, un’intensa poesia (audio, testo e traduzione)

Durante le fasi di registrazione hanno suonato anche Richard Reed degli Arcade Fire e Beck

87
CONDIVISIONI

Con The Goal di Leonard Cohen possiamo chiudere gli occhi e fare della sana musicoterapia: ascoltare la sua voce pronunciare rime e metafore, accompagnata da carezze di pianoforte, chitarre classiche e archi è pura alienazione dello spirito. Questo regalo ci viene fatto dal figlio Adam ed è un’anticipazione di un’opera più grande: il 22 novembre, infatti, uscirà l’album postumo Thanks For The Dance, una raccolta di canzoni che il cantautore di Hallelujah aveva lasciato incompiute.

Leonard Cohen ci ha lasciati il 7 novembre 2016 dopo una caduta nella sua casa di Los Angeles, lasciando incompiuto il lavoro su You Want It Darker. Lo stesso lavoro è stato ripreso dal figlio Adam per restaurare l’opera finale del cantautore, e alla lavorazione hanno partecipato diversi artisti per diversi strumenti: nelle 9 tracce che compongono Thanks For The Dance hanno suonato Damien Rice e Leslie Fest, il bassista degli Arcade Fire Richard Reed, il chitarrista dei The National Bryce Dessner, il pianista Dustin O’Halloran e anche il cantautore Beck, che ha suonato la chitarra e l’arpa ebraica. 

Tutti i brani sono stati ripresi da Adam Cohen e dal compositore Javier Mas, che ha lavorato spesso al fianco di Leonard Cohen. Sull’opera di rifinitura della memoria incompiuta del padre, Adam ha dichiarato:

Per comporre e arrangiare la musica affinché si adattasse alle sue parole abbiamo seguito la sua impronta musicale, come per tenerlo accanto a noi. Ciò che mi ha davvero commosso è stata la sorpresa di coloro che hanno potuto ascoltare questo disco: “Leonard è vivo!”, hanno esclamato, uno dopo l’altro.

Di seguito la tracklist di Thanks For The Dance, il testo, la traduzione e l’audio di The Goal di Leonard Cohen.

1. Happens to the Heart
2. Moving On
3. The Night of Santiago
4. Thanks for the Dance
5. It’s Torn
6. The Goal
7. Puppets
8. The Hills
9. Listen to the Hummingbird

TESTO

I can’t leave my house
Or answer the phone
I’m going down again
But I’m not alone
Settling at last
Accounts of the soul
This for the trash
That paid in full
As for the fall – it began long ago
Can’t stop the rain
Can’t stop the snow
I sit in my chair
I look at the street
The neighbor returns my smile of defeat
I move with the leaves
I shine with the chrome
I’m almost alive
I’m almost at home
No one to follow
And nothing to teach
Except that the goal
Falls short of the reach

TRADUZIONE

Non posso lasciare la mia casa
o rispondere al telefono.
Sto di nuovo precipitando
ma non sono solo.
Finalmente sistemo
i conti dell’anima:
questo è per la spazzatura
che ho pagato per intero
mentre la caduta – è iniziata molto tempo fa.
Non posso fermare la pioggia,
non posso fermare la neve.
Siedo sulla mia sedia
osservo la strada,
il vicino di casa mi restituisce quel sorriso di sconfitta.
Mi muovo con le foglie,
splendo con il colore.
Sono quasi vivo
sono quasi a casa.
Nessuno da seguire
e niente da insegnare.
Tranne che il traguardo
è inferiore alla portata.

Commenti (3):
Guido Villani

Ancora è capace di emozionare perchè le Sue parole e la Sua musica vengono dall’anima. Attendo con impazienza che pubblichino l’album perchè correrò a comprarlo per sentire la Sua presenza nonostante sia scomparso da più di due anni.Guido Villani

kiki

come tutti gli scritti e le canzoni di Leonard The GOAL è perfetta. .la solitudine della vecchiaia.l’impotenza e il sapere che neanche questa volta si è raggiunto la piena soddisfazione.. eh si caro Leonard ( ti conosco da 40 anni) anch’io sento queste cose ma tu, come sempre mio amato, le dici meglio.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.