Imperfetta la beta EMUI 10 per i Huawei P30, sviluppatori al lavoro sui bug noti

Nella norma i primi problemi e pure gli esperti pronti a migliorare il pacchetto software

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Sulla beta EMUI 10 per i Huawei P30 Pro ci sono i primissimi riscontri relativi a qualche bug di troppo che caratterizza la versione sperimentale. Che sia chiaro, tutto assolutamente nella norma, visto che si tratta comunque di una fase di test dell’aggiornamento software che ha lo scopo di mettere in evidenza errori di ogni sorta e il seppur minimo difetto.

L’apertura del programma beta EMUI 10 sui Huawei P30 e P30 Pro, veri apripista dell’update, è avvenuto oramai globalmente. Anche in Italia, da giorni, in molti sono riuscita ad iscriversi all’app beta ufficiale ma, magari, ancora non hanno ricevuto il pacchetto software tanto agognato. L’attesa del download non dovrebbe prendere ancora molto tempo, anzi per alcuni potrebbe essere questione di poche ore.

In attesa che l’aggiornamento arrivi per tutti, una fonte come Huawei Central ha messo in evidenza i bug già noti della beta EMUI 10 ai quali gli sviluppatori starebbero pure prontamente lavorando. Eccone un elenco, per il momento, abbastanza esaustivo e si spera anche quasi definitivo e non ulteriormente arricchito:

  • alcune app che hanno un browser di riferimento già “predefinito” non possono essere installate e utilizzate;
  • occasionalmente, nella visualizzazione di immagini, lo schermo diventa tutto nero;
  • i video presenti in locale sul telefono non riescono ad essere riprodotti in Huawei Video se è attiva una connessione di rete;
  • le app di banche ed istituti finanziari danno problemi per la loro mancata compatibilità con Android Q e naturalmente EMUI 10:
  • problemi di visualizzazione per alcune app che non supportano il Dark Mode;
  • le app di terze parti potrebbero non funzionare a dovere, sempre per il mancato supporto ad Android Q.

Come ben visibile nell’elenco appena proposto, alcuni bug della beta EMUi 10 sono riconducibili al lavoro degli sviluppatori Huawei, altri ai creatori di app di terze parti che devono adeguarsi ancora ad Android Q. Per quanto riguarda la loro parte, gli esperti del produttore cinese non mancheranno di migliorare l’esperienza software, anche sulla base dei feedback degli utenti.

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