GoGoBus: l’intrattenimento itinerante e in compagnia

La start-up dei due giovani imprenditori lombardi ha unito il settore dei trasporti a quello del divertimento

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Siete pronti per partire con GoGoBus per vivere una bella esperienza di condivisione. Avete il desiderio di partecipare ad un concerto, ad uno spettacolo teatrale, ad una opera lirica, di visitare un museo, una mostra, un luogo inesplorato e volete andarci in compagnia ma anche avere la possibilità di noleggiare un servizio tagliato su misura? Ad esempio in autobus?

Ci pensa GoGoBus con la sua piattaforma di mobilità condivisa a collegare grandi città con la sede di concerti, eventi, fiere e parchi divertimento. Tutto è più semplice. GoGoBus si occupa anche dello scouting degli eventi da coprire, della progettazione degli itinerari, delle attività di marketing e vendita dei biglietti per partecipare agli eventi in programma. Insomma perché non consentire a più persone che hanno l’esigenza di raggiungere una stessa destinazione di viaggiare in autobus?

E’ la prima startup italiana di trasporti, fondata nel 2015 da Alessandro Zocca, bergamasco, oggi trentunenne con una laurea in marketing, e da Emanuele Gaspari, mantovano, 35anni, ingegnere informatico. “Per un anno, dopo la laurea ho lavorato in un’azienda ma il mio interesse era per il mondo dei trasporti – racconta Alessandro – e mi sono accorto che in Italia si viaggiava ancora molto poco in autobus. Così ho avuto questa illuminazione, ho coinvolto Emanuele, la mente informatica e tecnologica del progetto, che ha sviluppato una piattaforma molto semplice da utilizzare, dove i processi di prenotazione degli utenti sono stati studiati con cura. Insomma GoGoBus pianifica e realizza in tutta Italia una serie di collegamenti speciali anche per destinazioni turistiche poco raggiungibili, su autobus. Dalla sede centrale di Milano ci occupiamo della parte organizzativa e in ogni città ci sono i nostri partner: le aziende proprietarie di autobus..”.  Non è una formula magica dunque ma una piattaforma digitale che permette di selezionare la destinazione da raggiungere, la data e la città di partenza oltre che acquistare varie opzioni aggiuntive come per esempio il biglietto d’ingresso per il concerto o il parco divertimento, lo skipass d’inverno e l’ingresso allo stabilimento balneare d’estate. “Una scelta di condivisione di un evento ma anche un modo per semplificare la propria vita – continua Alessandro – con la comodità di poter pagare tramite carta di credito o Paypal”.  

Un team di nove giovani, tra soci e collaboratori, con una età media di circa 30 anni, che, dal 2015, ha fatto viaggiare circa 30mila persone, ha riempito oltre 500 autobus, vanta un fatturato in crescita di oltre un milione di euro, ha le sedi operative divise tra Milano e Napoli. A Napoli opera il team marketing composto da Sergio Menichini, 35 anni,diventato attualmente il terzo socio, insieme a Davide Varchetta e Filippo Sarnelli.  “In questa sede hanno completamente in mano la gestione del marketing – sottolinea Alessandro – le migliori menti arrivano da Napoli: giovani professionisti che lavorano in esclusiva per noi”.

GoGoBus in pochi anni è diventata leader in Italia negli spostamenti su autobus non di linea nel mercato ricreativo e del turismo cavalcando il trend e l’onda positiva che evidenza che tra auto, scooter e biciclette, sono più di 5 milioni gli italiani che hanno scelto di muoversi in condivisione, secondo i dati del rapporto presentato nell’ambito della Terza Conferenza Nazionale sulla Sharing Mobility.

Il trasporto su autobus non può però prescindere dalla efficienza e sicurezza dei bus..”E’ il fattore fondamentale – precisa Alessandro – stiamo attenti anche alle vetture ecosostenibili, alle categorie di classe superiore, così come alla professionalità degli autisti e conducenti”.

Insomma per un gruppo di amici, di familiari, anche per un single diventa più semplice organizzarsi per partecipare ad un concerto, ad un Festival? “E’ così. Si progetta una esperienza fortemente desiderata – continua – bastano una ventina di persone e la cosa è fatta..”.  E perché scegliere GoGoBus rispetto a Flixbus o al più recente servizio bus offerto dall’altro competitor BlaBlaCar? “Noi ci concentriamo su percorsi “on demand” – spiega –  ovvero su destinazioni ad hoc richieste dai potenziali passeggeri e gestite in ogni aspetto dalla piattaforma digitale”. La curiosità è sui costi di un servizio su misura, ma Alessandro ci rassicura: “Dipende dalla tratta, ad esempio da Milano a Torino,  in media sono 30 euro. Ma ciò che più ci rende orgogliosi e che, fino a questo momento abbiamo trasportato con soddisfazione circa 30mila persone e riceviamo ricevuto una valutazione alta dei nostri servizi..” Perché è considerata così innovativa questa piattaforma? “Fortunatamente non siamo in tanti nel mondo – risponde Alessandro –  il settore è poco evoluto, i nostri competitor sono le agenzie di viaggio, i Cral, i Club, le parrocchie, nel cui DNA non è arrivata ancora la voce dell’innovazione. Ci differenziamo dai tour operator perché fanno ancora un lavoro manuale, si affidano alla singola persona. E poi il pagamento è in contante, procedure manuali che noi non abbiamo”.

Da oltre un mese, GoGoBus ha lanciato una campagna di crowdfunding per la raccolta di oltre di 400 mila euro su Opstart, la terza piattaforma a livello nazionale che ha all’attivo progetti con un tasso di successo di oltre l’80% delle sue campagne. “Abbiamo bisogno di nuovo capitale per aumentare i livelli e i volumi di crescita, per migliorare i processi di marketing e di automation della piattaforma, e potenziare la rete di agenzie in Francia e Spagna. Insomma l’ambizione è quella di far diventare la start up leader in Europa”.

Non è sorprendente che pur vantando anche numeri interessanti non faccia ricorso ai canali tradizionali per gli investimenti, come istituti bancari o venture capital..”Sono canali difficili e faticosi – spiega Alessandro –  sono ben lontani da quello che si fa all’estero, mentre il crowdfunding in Italia va bene. Questa scelta è anche per motivi di marketing, tutti i nuovi soci che ci sosterranno diventeranno una comunità di ambasciatori che diffonderanno i nostri servizi..”.

Ma anche alla grande Milano innovativa, la start up non ha chiesto un sostegno? ”Forse lo è, ma più nella finanza tradizionale, e per quanto riguarda gli investimenti dei venture capitale nelle start up, siamo lontani dal resto del mondo”.

GoGoBus ha raccolto fino ad oggi oltre 25 mila euro: “Dobbiamo arrivare a 400mila euro. Siamo ottimisti ma sottoscrivete e diventerete nostri soci e speciali ambasciatori….”.  

Divertirsi, viaggiare, visitare posti in compagnia, partecipare ad eventi in sicurezza e chiavi in mano: vivere così è facile, no?

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