Nazionale Mancini, brutta ed indigesta come calcio italiano. Ma almeno vince

Delude ma vince. La Nazionale di Mancini è la mediocre conseguenza di un campionato sempre meno tricolore.

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Che sofferenza! Niente top player. Ma la vittoria contro l’Armenia consente alla Nazionale di Mancini di proseguire la marcia verso la qualificazione ad Euro 2020. Dopo la drammatica eliminazione contro la Svezia non è un traguardo scontato. Soffrire contro l’Armenia è indecente per una Nazionale quattro volte campione del Mondo.

L’Italia di Mancini è riuscita addirittura ad andare in svantaggio. Karapetyan ha infierito sugli azzurri fino al momento di un’espulsione probabilmente eccessiva. La doppietta di Belotti e la rete di Pellegrini hanno confezionato il 3 a 1 finale ma l’Italia è proprio povera cosa.

Al momento la Nazionale italiana non sarebbe minimamente in grado di competere con le nazionali più attrezzate d’Europa come Germania e Francia, Spagna e Portogallo. Vedremo cosa succederà domenica contro la Finlandia rimasta la contendente più temibile, ed è proprio tanto, nella corsa verso il primo posto del girone.

Le vittorie sono, senza dubbio alcuno, lo scopo principale di ogni competizione sportiva. Ma, fatto salvo il risultato positivo, la trasferta in Armenia è sconfortante. Ma d’altro canto cosa aspettarsi da un campionato dove sempre più spesso si giocano partite senza neanche un atleta italiano in campo? Tra i titolari di ieri sera quanti sono titolari in club di altissimo livello ?

Non si può certo pretendere dalla Nazionale di Mancini il miracolo di trasformare giocatori che nei club di zona Champions , salvo rarissime eccezioni, hanno pochissimo spazio in top player devastanti quando indossano la casacca azzurra.

Il discorso è complesso, persino noioso, per quanto volte  ne hanno discusso tifosi ed addetti ai lavori. Il calcio italiano è in crisi perché non investe a sufficienza sui vivai nostrani, concede poco spazio ai giovani talenti. Gli stessi tifosi si fanno spesso incantare da un nome esotico piuttosto che da una valutazione tecnica. Peraltro la stessa Nazionale, salvo che al momento delle fasi finali di Mondiali ed Europei, è mal sopportata per le interruzioni al Campionato ed il rischio infortunio al quale espongono gli atleti.

Mentalità ed Organizzazione sarebbero indispensabili per un cambio epocale. Ma appare molto complicato immaginare che questa rivoluzione possa compiersi nell’attuale contesto calcistico italiano specializzato in un estenuante calci mercato e becere polemiche ma in ritardo su tutto: risultati internazionali, stadi, civiltà sportiva.   

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