Gli ambientalisti rispondono a Jovanotti dopo lo sfogo social: “Dispiace il tono”

Gli ambientalisti rispondono a Jovanotti dopo gli attacchi social seguiti al Jova Beach Party

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Dopo lo sfogo social, gli ambientalisti rispondono a Jovanotti che si era espresso negativamente riguardo all’operato di alcune associazioni che, a suo dire, avrebbero ostacolato il corretto svolgimento di alcune delle tappe del tour nelle spiagge che si concluderà con la tappa del 21 settembre all’aeroporto di Milano Linate.

L’artista ha scelto i suoi canali social per togliersi qualche sassolino dalle scarpe dopo le prime date ufficiali che ha tenuto per il Jova Beach Party, molte delle quali hanno subito uno slittamento o un annullamento proprio a causa delle problematiche ambientali.

La replica è arrivata sulle colonne di Corriere Della Sera, tramite la presidente dell’Ente Nazionale Protezione Animali Carla Rocchi.

“Dice che non è ingenuo in questo genere di cose? Io invece credo lo sia stato. E molto. Forse si sarà fidato di pareri che sono senza logica. Non ci vuole un esperto per capire che fare concerti di 40 mila persone anche nel deserto può danneggiare i serpenti. Cherubini avrà fatto una scelta di marketing, ambientale, artistica, non lo so. Ne ha diritto. Ma possiamo muovere qualche critica o dobbiamo stare zitti? Forse ha molto presunto dalla sua immagine, dalla sua buona fede. C’è rimasto male perché nelle sue canzoni parla di ambiente? La natura va rispettata realmente non si può solo cantarla”.

Le fa eco il Presidente Nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, che si è detto meravigliato dalle dichiarazioni di Jovanotti:

“Non capisco cosa c’entriamo noi. Non abbiano contestato il tour. Abbiamo mosso dei rilievi solo su tre tappe, in provincia di Ferrara, Roccella Jonica e Policastro. Non abbiano bisogno di polemizzare con Jovanotti per avere visibilità. Ho rifiutato tutte le interviste nei mesi scorsi sul tema. Mi dispiace per il suo tono, non me lo aspettavo”.

Scriveva Jovanotti:

“Non mi sarei mai aspettato, nonostante non sia un ingenuo rispetto a questo genere di cose, che il mondo dell’associazionismo ambientalista fosse così pieno di veleni, divisioni, inimicizie, improvvisazione, ciarltroneria, sgambetti tra associazioni, protagonismo narcisista, tentativi di mettersi in evidenza gettando discredito su tutto e su tutti, diffondendo notizie false, approfittando della poca abitudine al “fact checking “ di molte testate. Il mondo dell’ambientalismo è più inquinato della scarico della fogna di Nuova Delhi!”

E ancora:

“Hanno detto che abbiamo abbattuto alberi, sterminato colonie di uccelli, spianato dune incontaminate, costruito eliporti (eliporti!!!!!), disorientato fenicotteri, prosciugato stagni, gettato napalm sulle piantagioni di canna da zucchero del sud-est asiatico, trivellato il mare, assoldato mercenari, mostrato ascelle a gente che non gradisce certe sconcerie (soprattutto non gradisce la ascelle), sudato troppo, goduto troppo, ballato troppo, cantato troppo, disturbando sia Don Camillo che Peppone”.

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