The New Pope con Jude Law: il Vaticano secondo Sorrentino tra fede, blasfemia e racconto onirico (recensione)

Paolo Sorrentino continua a raccontare i segreti del Vaticano in The New Pope, un nuovo racconto visionario sospeso tra fede e blasfemia: noi di OM abbiamo visto in anteprima i primi due episodi

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Tre anni dopo aver presentato The Young Pope, Paolo Sorrentino torna a Venezia per portare The New Pope, sequel dell’originale serie sul controverso Papa giovane interpretato da Jude Law. La stampa ha potuto vedere gli episodi 2 e 7 della seconda stagione e assistere a un mini riassunto di quanto accaduto in precedenza. Per ovvi motivi di spoiler non vi racconteremo cosa è stato mostrato nel dettaglio.

Mantenendosi sul suo stile in bilico tra sogno e realtà, Sorrentino confeziona una seconda stagione all’altezza delle aspettative. La parte tecnica è straordinaria, fatta di sequenze oniriche e fermi immagine che catturano la bellezza delle scenografie. Come annunciato dal regista in conferenza stampa, l’universo della serie si espande; se The Young Pope ha mostrato i segreti all’interno del Vaticano, The New Pope volge uno sguardo anche all’esterno. La narrazione attinge perciò a tematiche esterne quali l’immigrazione e il fondamentalismo islamico – quest’ultimi temi vagamente accennati, almeno da quanto di evince vedendo gli episodi 2 e 7.

Sono passati nove mesi dal malore di Lenny Belardo. La Chiesa lo ha rimpiazzato con Francesco II, un Papa buono aperto ai più bisognosi che in qualche modo rappresenta una minaccia per il potere spirituale. Pertanto il neo pontefice muore in circostanze misteriose. La Chiesa ha però bisogno di una guida e qui entra in gioco Sir John Brannox, un uomo pacato, composto e riflessivo in grado di debellare gli scandali sorti negli ultimi mesi dopo il coma di Pio XIII.

Sorrentino ci introduce il personaggio di John Malkovich attraverso una narrazione costruita su indizi, sensazioni e immagini. Sir John è una figura eccentrica e particolare; si presenta con dei completi elegantissimi e ha l’aspetto di un dandy alla Oscar Wilde. Un uomo adatto a ricoprire il ruolo di guida spirituale, ma da un grande potere derivano grandi responsabilità, come avvisa il mite Cardinale Gutierrez, uno dei personaggi più apprezzati della serie: Essere papa è un martirio. Dopo Pio XIII è un fardello. Dopo Francesco II è un sospetto.

The New Pope continua a marcare il territorio metafisico, ponendo dubbi sull’esistenza di Dio, che Sorrentino definisce ‘un concetto astratto, come l’amore’. Su questi aspetti, il regista e creatore dell’apprezzata serie resta fedele a The Young Pope, ma allo stesso tempo sente il bisogno di scavare a fondo nel duplice rapporto tra uomo e divino, tra fede e blasfemia. Il secondo episodio si apre con la sensuale Sofia, addetta marketing del Vaticano, in procinto di fare uno spogliarello davanti a un gruppo di giovani frati, salvo poi alzare il dito medio con fare sarcastico. La maliziosa scena di Lenny/Jude Law nel mini slip in spiaggia, una sequenza onirica che accompagna la sigla d’apertura del settimo episodio.

Visionario, provocatorio, onirico, The New Pope come il suo predecessore è un prodotto di rara bellezza estetica, curato nei minimi dettagli, che lascia spazio a molte interpretazioni. Avendo visto in anteprima solo due episodi, tra l’altro disconnessi tra loro, risulta comunque impossibile avere un giudizio definitivo.

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