The Good Place 4 saluta il pubblico, ecco perché fermarsi ora è la scelta giusta

L'addio alla serie è circondato da grande emotività, ma chiudere in questo momento di forma smagliante è una decisione ineccepibile

The Good Place 4 debutterà su NBC il 26 settembre con un’ultima stagione che si preannuncia carica di emozioni e momenti da ricordare. La notizia del rinnovo, arrivata sul finire del 2018, è stata accolta con grande gioia da Mike Schur, dal cast e dall’intera produzione, e ha dato il via a mesi di dichiarazioni commosse e interventi dolceamari sui social network.

A cavalcare l’onda di questa nostalgia preventiva arrivano adesso anche i nuovi poster promozionali di The Good Place 4, tra i quali spiccano degli splendidi ritratti di Eleanor (Kristen Bell), Chidi (William Jackson Harper), Tahani (Jameela Jamil), Janet (D’Arcy Carden), Jason (Manny Jacinto) e Michael (Ted Danson), ciascuno accompagnato da una tagline perfettamente in linea con il percorso del personaggio.

Il tono celebratorio del nuovo materiale promozionale di The Good Place 4 esalta un’avventura splendida e pronta a concludersi al momento opportuno. Ciascuna stagione della serie ha rappresentato un capitolo fondamentale per la crescita personale dei protagonisti, e poco importa che abbiano iniziato a lavorare alle versioni migliori di sé solo dopo aver perso la propria dimensione corporea.

Eleanor, Chidi, Tahani, Jason e, sì, anche Michael e Janet hanno preso piena coscienza di sé e hanno finalmente messo in atto gli sforzi necessari per superare i propri limiti e meritarsi la parte buona. È molto semplice immaginare che il team creativo possa trovare escamotage sempre nuovi per prolungare la permanenza della serie sugli schermi. Se però ogni finale di stagione demolisse gli sforzi dei personaggi o ponesse sul loro cammino ostacoli sempre più insormontabili al puro scopo di rimandare l’inevitabile, allora il disastro sarebbe certo.

Chiudere adesso, invece, significa portare a compimento una missione di conoscenza di sé e crescita personale attraverso la scoperta e l’applicazione di valori e principi universalmente validi. Nel corso degli anni si è visto infatti come la solidarietà, la buona volontà, l’apertura all’altro, l’amicizia e anche l’amore non siano stati semplici dettami per buonisti, ma mezzi utili per affrancarsi e motori narrativi incredibilmente potenti.

La strada verso il bene, tuttavia, ha un numero limitato di sbocchi. Permettere a The Good Place 4 di arrivare alla linea del traguardo significa chiudere prima che la serie cominci a diventare l’ombra di sé. Le vie della morte e della redenzione sono potenzialmente infinite, ma nel delicato equilibrio comico di questa serie è fondamentale garantire un esito dignitoso agli sforzi di giovani donne e uomini profondamente imperfetti, ai quali però è stato inevitabile affezionarsi.

Proprio questo intenso legame emotivo tra cast, personaggi e pubblico motiva le parole di Ted Danson, anch’egli consapevole dell’importanza di chiudere al momento giusto. Dobbiamo ancora abituarci, perché siamo molto orgogliosi del progetto di cui abbiamo fatto parte. Fa strano persino parlare al passato, ha commentato con una punta d’emozione. Il finale è tutto ciò che si potrebbe sperare per una serie del genere, e mi mancheranno tantissimo i miei compagni e amici.

Good Place: Season One (2 Dvd) [Edizione: Stati Uniti]
  • Shout Factory (10/17/2017)
  • Kristen Bell, Ted Danson

Le parole del creatore e showrunner Michael Schur esprimono invece molto lucidamente le motivazioni alla base delle scelte creative fatte fino a questo momento. Dopo che The Good Place è stato rinnovato per la stagione 2, gli sceneggiatori e io abbiamo iniziato a tracciare, come meglio potevamo, la traiettoria dello show. Viste le idee che volevamo esplorare e il ritmo con cui volevamo presentarle, ho iniziato a sentire che quattro stagioni – poco più di 50 episodi – erano la giusta durata.

A volte negli ultimi anni siamo stati tentati di andare oltre le quattro stagioni, ma soprattutto perché volevamo rendere questo show una gioia rara e anche creativamente appagante. Alla fine, non vogliamo nuotarci ancora solo perché è bella e piacevole. Ecco perché la quarta stagione sarà la nostra ultima.

Insomma, come la stragrande maggioranza delle produzioni seriali anche The Good Place ha dovuto trovare una propria dimensione nell’accomodamento di esigenze creative e logiche razionali. La tentazione di aggrapparsi a ciò che piace e funziona è sempre molto grande – tanto per i creativi quanto per gli spettatori –, ma è proprio perché piace e funziona che The Good Place merita di dare addio al proprio pubblico in uno stato di forma smagliante. Cioè proprio adesso, con la quarta stagione, l’ultimo capitolo di un viaggio creativamente accattivante, spiritoso, emozionante, istruttivo e irresistibile dall’inizio alla fine.

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