Riparte Gilmore Girls – Una Mamma per Amica su La5: 10 motivi per rivederla

Ecco perché un rewatch di Gilmore Girls - Una Mamma per Amica è sempre una buona idea!

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Dal 28 agosto riparte Gilmore Girls – Una Mamma per Amica su La5, ennesima occasione per un rewatch dalla prima all’ultima stagione del romanzo di formazione delle Gilmore.

La serie che ha consacrato a star del piccolo schermo le protagoniste Lauren Graham ed Alexis Bledel, creata dai coniugi sceneggiatori Amy Sherman e Daniel Palladino oggi acclamati dalla critica per La Fantastica Signora Maisel su Amazon Prime Video, ha fatto innamorare generazioni di adolescenti (e non solo) sin dal primo episodio in onda nel 2000, per una serie di caratteristiche fortunate che sono andate delineandosi e rafforzandosi nel corso delle stagioni e ne hanno fatto un piccolo cult della serialità molto prima che le piattaforme streaming arrivassero a stravolgerne l’offerta e la fruizione.

La5 la ripropone dal 28 agosto ogni pomeriggio, con due episodi, a partire dalle 16.50. Ecco 10 buoni motivi per rivederla.

Una famiglia imperfetta

Lorelai e Rory Gilmore non sono certo una famiglia “tipica”: madre single rimasta incinta a 16 anni e figlia dal padre assente, sono cresciute da sole costruendo un rapporto simbiotico e amichevole. Nel tentativo di ricomporre l’atavico strappo con i genitori di Lorelai, si riconciliano con loro ma combattono per mantenere una certa autonomia rispetto ai nonni – generosi ma tradizionalisti – che le aiutano finanziariamente ma cercano di condizionarne le vite. Pur nella banalità della trama, la dicotomia tra una madre ribelle e una figlia modello (Lorelai e Rory) ribalta gli stereotipi della mamma chioccia e dell’adolescente problematica. L’altra dicotomia, quella tra un nucleo familiare atipico tutto al femminile e il tradizionalismo dei nonni, è una contrapposizione tra modelli sociali diversi e fornisce più di uno spunto di riflessione.

Il rapporto madre-figlia

Per anni è stata identificata come una delle migliori serie tv sul rapporto madre-figlia, tema atavico e abusato ma qui affrontato con un buon mix di leggerezza e dramma. C’è la variante amicale del rapporto tra Lorelai e Rory, che si alterna alla necessità di imporre comunque l’autorità materna, e c’è il contrasto profondo di personalità, prospettive e modi di vivere tra Lorelai e sua madre Emily, generazioni a confronto destinate a rappresentare visioni del mondo completamente opposte. In generale, ad essere protagoniste, sono le donne: volitive, autonome, in costante difesa della loro indipendenza in una società ancora piena di vecchi stereotipi sulla famiglia e sul ruolo femminile nella società.

I dialoghi brillanti

Se non siete abituati farete perfino fatica a seguirli per la loro velocità (soprattutto se in lingua originale), ma i dialoghi brillanti, sagaci e serrati tra i protagonisti sono il pilastro di questa serie, il vero fiore all’occhiello capace di trasformare un family drama in una commedia sferzante o in una serie drammatica, a seconda delle situazioni.

Le uscite di Lorelai

Col suo inneggiare al caffè, le sue citazioni di film, la sua costante propensione ad avere un’opinione su tutto, questa donna è un continuo generatore di frasi iconiche, di quelle da stampare sui gadget o da ricordare anche a distanza di anni. Oggi, inevitabilmente, è un ottimo soggetto da meme.

I libri di Rory

A quindici anni ha letto più di quanto molti riescano a fare in un’intera vita: i libri che Rory nomina in sette stagioni della serie, perlopiù letti negli anni dell’adolescenza, sono oltre un centinaio (qualcuno si è divertito a stilare liste online) e verrebbe voglia di leggerli tutti.

L’amore

Contrastato, infelice, rincorso o lasciato andare: un sentimento che con le Gilmore non è mai fine a se stesso e deve sempre conciliarsi con le ambizioni, le necessità e i desideri personali. Rory lo incontra diverse volte durante l’adolescenza con ragazzi molto diversi tra loro, mentre Lorelai fa fatica a riconoscere e preservare quello che prova per Luke. Storie imperfette, incasinate, quasi mai a lieto fine e per questo capaci di suscitare identificazione.

I riferimenti alla cultura pop

Da Springsteen a Barbra Streisand, dalle Bananarama a West Side Story passando per Tarantino e Sandra Oh, la serie è un’immensa raccolta di riferimenti alla cultura pop capace di spaziare dai miti degli anni Ottanta a quelli dei primi anni Duemila. Una raccolta di citazioni, nomi e battute da sfogliare con lo sguardo.

Stars Hollow e i suoi abitanti

Il fittizio borgo del Connecticut, con le sue tradizioni strambe, i suoi colori tenui e i personaggi insoliti che lo popolano (tanti, diversi ed esuberanti), è un piccolo microcosmo a sé che sembra ispirato ad un dipinto impressionista di una cittadina bucolica.

L’apologia del cibo e del caffè

Non esistono donne capaci di mangiare come le Gilmore e bere le loro quantità di caffè quotidiane senza essere obese o avere l’ulcera. Loro ci riescono e regalano l’illusione che mangiare junk food e idratarsi con la caffeina non solo sia possibile, ma abbia ottimi risultati.

Il revival di Netflix

Non è certo all’altezza della serie originale (qui la nostra recensione), ma ha dato una conclusione alla serie che era stata interrotta da The Cw senza che avesse una fine degna e permette di osservare le vite delle protagoniste 10 anni dopo la settima ed ultima stagione. Inoltre, l’un ultimo episodio finalmente svela le famose 4 parole finali che Amy Sherman-Palladino ha sempre sostenuto di avere in mente come chiosa perfetta per la serie. Un finale che lascia a bocca aperta…

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  • Alexis Bledel, Lauren Graham (Actors)

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