La vérité a Venezia 76, ritratto di famiglia con Catherine Deneuve e Juliette Binoche (recensione)

Con La vérité a Venezia 76 il maestro giapponese Hirokazu Kore'eda mette in scena un dolce-amaro ritratto di famiglia costruito su Catherine Deneuve

4
CONDIVISIONI

Sono un’attrice, non posso raccontare la nuda verità. Giocando su segreti e bugie, il maestro giapponese Hirokazu Kore’eda apre la rassegna cinematografica più importante al mondo. La vérité a Venezia 76 è un ritratto di famiglia dolce-amaro, e più nel particolare è la storia di un rapporto conflittuale tra due donne, madre e figlia. Fabienne (la straordinaria Catherine Deneuve) è una star del cinema, ammirata dagli uomini e dal suo pubblico. Nel corso della sua fluida carriera ha collezionato l’affetto dei fan e dei prestigiosi premi, ma non è riuscita a conquistare l’amore di sua figlia Lumir (la brava Juliette Binoche).

La donna, una sceneggiatrice che vive a New York, si reca dall’eccentrica attrice in occasione dell’uscita di un libro autobiografico in cui Fabienne illustra luci ed ombre – più luci che e ombre in realtà – della sua vita e della sua carriera. Lumir ha dovuto abbandonare la sua vocazione di attrice, abbracciando il lavoro di sceneggiatrice (un ruolo che le calza a pennello, soprattutto quando si trova a dar voce agli altri). La vérité è anche il titolo dell’autobiografia di Fabienne, le cui pagine, costruite su bugie e menzogne, sono il leitmotiv del film.

Attraverso una sceneggiatura fluida, Kore’eda costruisce il personaggio di Fabienne sulla Deneuve (c’è anche una graziosa chicca dedicata a Brigitte Bardot, ex icona sexy del cinema francese) tramite battute taglienti e dallo spiccato umorismo. Fabienne è stata una madre assente nella vita della giovane Lumir, e ha vissuto principalmente per il lavoro, tema che più volte verrà sottolineato all’interno della pellicola in frasi come, Preferisco essere stata una cattiva madre e una buona attrice. Se tu non mi perdoni, lo farà il pubblico. Impegnata sul set di un film di fantascienza, dove compete con la talentuosa Manon, astro nascente del cinema, Fabienne ripercorre il rapporto con la figlia e fa un bilancio della sua vita. Alla soglia degli ottant’anni, la diva teme di non avere più nulla da donare al suo pubblico, ormai orientate nelle nuove generazioni rappresentate da Hank (Ethan Hawke), marito di Lumir, nonché attore squattrinato appena uscito dal rehab, ancora alla ricerca del grande ruolo che darà una svolta alla sua vita. Al contrario, Lumir è alla disperata ricerca di rivalsa, dimostrando a sua madre che sebbene assente nella sua giovinezza, ha saputo costruirsi una famiglia (quasi) perfetta.

Il film La vérité a Venezia 76 ci chiede quanto davvero possiamo fidarci della nostra memoria, e se la verità può davvero considerarsi come tale o solo presunta. Fabienne e Lumir dovranno avere la forza di superare un castello di menzogne per capirsi e ricongiungersi. La verità fa male, ma non sempre nuoce ai rapporti.

La vérité verrà distribuito nelle sale italiane dal 3 ottobre.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.